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Garanzia fideiussoria : verifica anche via PEC fino al 30 giugno 2024 . Indicazioni ANAC per Stazioni Appaltanti , Operatori Economici e Garanti

ANAC ha stabilito con Delibera n. 606/2023 che fino al 30 giugno 2024 si può verificare l’autenticità della garanzia fideiussoria (art. 106 d.lgs. 36/2023) anche via Pec e non soltanto sul sito Internet del soggetto emittente.

Viste le disposizioni del nuovo Codice dei contratti pubblici e tenuto conto che, dopo le interlocuzioni con le Associazioni rappresentative delle imprese di assicurazione e degli intermediari finanziari, ANIA e ABI, e con le Autorità di vigilanza del settore, Banca d’Italia e IVASS, sono emerse alcune problematiche in ordine alla verifica telematica della garanzia fideiussoria in tempo reale mediante accesso diretto ai relativi siti internet, ANAC ha individuato “una soluzione transitoria”, ossia la verifica via Pec, “da applicare per il tempo strettamente necessario a consentire l’evoluzione dei sistemi verso l’uso di piattaforme interoperanti con le piattaforme di e-procurement o lo sviluppo di siti internet accessibili alle stazioni appaltanti”.

Le indicazioni operative ANAC fino al 30 giugno 2024
L’operatore economico che intenda partecipare ad una procedura di affidamento pubblica, prima di procedere alla sottoscrizione della garanzia fideiussoria, è tenuto a verificare che il soggetto garante sia in possesso dell’autorizzazione al rilascio di garanzie mediante accesso ai seguenti siti internet:

http://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/intermediari/index.html
http://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/garanzie-finanziarie/
http://www.ivass.it/ivass/imprese_jsp/HomePage.jsp

Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti accedono agli stessi siti per le verifiche di competenza.

Inoltre, per consentire la verifica di veridicità e autenticità della polizza, l’operatore economico, all’atto della sottoscrizione della garanzia acquisisce dal garante l’indirizzo Internet cui è possibile accedere per effettuare la verifica telematica della garanzia in tempo reale.

Nel caso in cui il garante non disponga di un sito internet con le caratteristiche suindicate, fornisce un indirizzo PEC dedicato cui le stazioni appaltanti e gli enti concedenti inviano la polizza presentata in gara, in formato pdf, per il riscontro di autenticità e veridicità.

Le imprese di assicurazione comunitarie operanti in Italia in regime di libera prestazione di servizi che non dispongano di un sito internet per la verifica delle garanzie rilasciate, nelle more della disponibilità della PEC europea, si dotano di un indirizzo PEC italiano.

L’indirizzo Internet o l’eventuale indirizzo PEC da utilizzare ai fini delle verifiche sono indicati dal garante nella documentazione contrattuale o, in mancanza, riportati dall’operatore economico nella domanda di partecipazione.

La mancata indicazione è sanabile con la procedura di soccorso istruttorio, purché la garanzia sia stata emessa prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte.

Le competenti Autorità di vigilanza potranno mettere a disposizione delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti, per le rispettive verifiche di competenza, un elenco degli indirizzi internet dei siti, o gli indirizzi PEC delle imprese di assicurazioni e degli intermediari finanziari autorizzati al rilascio di garanzie fideiussorie.

Nel caso di utilizzo della verifica a mezzo PEC, l’operatore economico acquisisce l’impegno del garante a riscontrare le richieste pervenute dalla stazione appaltante nel termine massimo di cinque giorni lavorativi.

Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti segnalano all’IVASS i casi di perduranti ritardi/mancate risposte da parte delle imprese di assicurazione alle richieste di verifica.

Delibera ANAC n. 606 del 19 dicembre 2023.pdf

 

Imposta di bollo e periodo transitorio (art. 18 , art. 226 , allegato I.4 d.lgs. n. 36/2023)

Quesito: La ns S.A. è in procinto di stipulare un contratto di appalto discendente da procedura negoziata indetta ai sensi del d.lgs 50/16 e smi. Si chiede pertanto di chiarire quali siano le corrette modalità di calcolo dell’imposta di bollo ovvero: a) considerato che il contratto viene stipulato dopo il 1/7/23 siamo tenuti ad applicare la nuova disciplina prevista dall’allegato I.4 del d.lgs 36/2023? oppure b) considerato che il contratto discende da procedura indetta ai sensi del d.lgs 50/16 e smi siamo tenuti ad applicare la previgente normativa?

Risposta: In base all’art. 226, comma 2, lett. b), del d. lgs. 36/2023, dovrebbe ritenersi che ai procedimenti in corso – per i quali alla data in cui il codice acquista efficacia, siano stati già inviati gli avvisi a presentare le offerte – continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al d. lgs. n. 50/2016. (Parere MIT n. 2110/2023)


Quesito: L’art. 18 c. 10 e relativo allegato I.4, introducono un aspetto innovativo rispetto al previgente D.Lgs. 50/2016 ossia la disciplina dell’imposta di bollo, a carico dell’appaltatore, da versare in misura forfettaria con valore proporzionale all’importo contrattuale. La norma indica che il pagamento, come determinato sulla base della tabella I.4, tiene luogo dell’imposta di bollo dovuta per TUTTI GLI ATTI E DOCUMENTI RIGUARDANTI LA PROCEDURA DI SELEZIONE E L’ESECUZIONE DELL’APPALTO fatta eccezione per le fatture, note e simili di cui all’articolo 13, punto 1, della tabella A allegata al DPR n. 642 del 26/10/1972. La predetta enunciazione della norma, parrebbe superare le previgenti interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate (AdE) fornite con le risoluzioni n. 97/E del 27/03/2002, n. 71/E del 25/03/2003 e n. 130 del 20/01/2023 poiché verrebbero inclusi, nel pagamento forfettario, tutti i seguenti documenti connessi sia al contratto che alla contabilità della Direzione Lavori: verbale di consegna dei lavori, verbale di sospensione lavori, verbale di ripresa lavori, verbale di proroga dei lavori, verbale di concordamento nuovi prezzi, manuale del direttore dei lavori, giornale dei lavori, libretti delle misure, le liste settimanali, il registro di contabilità, il sommario del registro di contabilità, gli stati di avanzamento dei lavori, i certificati di pagamento, il registro dei pagamenti, il certificato di ultimazione dei lavori, il conto finale ed il certificato di collaudo sul registro di contabilità. Stante il tenore della novella, il pagamento dell’imposta forfettaria, coprirebbe inoltre sia la presentazione dell’offerta per la partecipazione alla gara che tutta la documentazione del contratto, allegati compresi, a prescindere dal loro numero e dalle dimensioni dell’intero documento, superando anche quanto indicato dall’AdE nella risposta n. 35 del 12/10/2018. Si chiede conferma della corretta interpretazione normativa prospettata.

Risposta: Il quesito posto rileva in ordine a questioni afferenti non di competenza di questo Servizio ma dell’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, per le indicazioni applicative, si vedano la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 37/E del 28 giugno 2023 e la Circolare n. 22/E del 28 luglio 2023. (Parere MIT n. 2136/2023)

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