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Appalti PNRR : applicazione nuovo Codice contratti pubblici d.lgs. 36/2023

TAR Perugia, 23.12.2023 n. 758

Peraltro, il secondo comma dello stesso articolo prevede che le disposizioni del nuovo codice, con i relativi allegati, «acquistano efficacia il 1° luglio 2023».
Vi è dunque uno iato tra la data di entrata in vigore del codice di cui al d.lgs. n. 36/2023 e l’acquisto dell’efficacia delle sue disposizioni e dei suoi allegati.
L’art. 226, co. 1, stabilisce che il d.lgs. n. 50/2016 è abrogato dal 1 luglio 2023, ovvero dalla data di acquisto dell’efficacia del nuovo testo normativo. Il comma 2 dell’articolo da ultimo citato stabilisce che, nella stessa data, «le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 50 del 2016 continuano ad applicarsi esclusivamente ai procedimenti in corso», intendendosi per tali «a) le procedure e i contratti per i quali i bandi o avvisi con cui si indice la procedura di scelta del contraente siano stati pubblicati prima della data in cui il codice acquista efficacia; b) in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, le procedure e i contratti in relazione ai quali, alla data in cui il codice acquista efficacia, siano stati già inviati gli avvisi a presentare le offerte; c) per le opere di urbanizzazione a scomputo del contributo di costruzione, oggetto di convenzioni urbanistiche o atti assimilati comunque denominati, i procedimenti in cui le predette convenzioni o atti siano stati stipulati prima della data in cui il codice acquista efficacia; d) per le procedure di accordo bonario di cui agli articoli 210 e 211, di transazione e di arbitrato, le procedure relative a controversie aventi a oggetto contratti pubblici, per i quali i bandi o gli avvisi siano stati pubblicati prima della data in cui il codice acquista efficacia, ovvero, in caso di mancanza di pubblicazione di bandi o avvisi, gli avvisi a presentare le offerte siano stati inviati prima della suddetta data».
11.2. – Con specifico riferimento alle procedure di affidamento e ai contratti riguardanti investimenti pubblici finanziati con le risorse previste dal PNRR e dal PNC, nonché dai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea, ivi comprese le infrastrutture di supporto ad essi connesse, anche se non finanziate con dette risorse, l’art. 225, co. 8, del d.lgs. n. 36/2023 dispone che «si applicano, anche dopo il 1° luglio 2023, le disposizioni di cui al decreto-legge n. 77 del 2021, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 108 del 2021, al decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, nonché le specifiche disposizioni legislative finalizzate a semplificare e agevolare la realizzazione degli obiettivi stabiliti dal PNRR, dal PNC nonché dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima 2030 di cui al regolamento (UE) 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2018».
Sennonché, il d.l. n. 77/2021 non reca una compiuta disciplina delle procedure di affidamento degli appalti finanziati con le risorse del PNRR.
Il decreto, infatti, ha lo scopo di «defini[re] il quadro normativo nazionale finalizzato a semplificare e agevolare la realizzazione dei traguardi e degli obiettivi stabiliti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, di cui al regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, dal Piano nazionale per gli investimenti complementari di cui al decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, nonché dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 di cui al Regolamento (UE) 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018» (art. 1).
Tali finalità sono perseguite, per quello che qui interessa, attraverso disposizioni derogatorie di specifiche norme del codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. n. 50/2016 (all’epoca vigente), che sono contenute nel titolo IV del d.l. n. 77/2021 e, in particolare, negli artt. 48 (recante “Semplificazioni in materia di affidamento dei contratti pubblici PNRR e PNC”) e seguenti.
11.3. – Dunque, anche successivamente all’entrata in vigore (rectius: all’acquisto dell’efficacia) delle disposizioni del nuovo codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. n. 36/2023, alle procedure di affidamento di contratti finanziati con le risorse del PNRR continuano senz’altro ad applicarsi le norme derogatorie e, comunque, speciali di cui al d.l. n. 77/2021, come convertito, in forza della specifica previsione di cui all’art. 225, co. 8, del nuovo codice.
Rimane però il problema se, per quanto non derogato o comunque non diversamente disciplinato dal d.l. n. 77/2021, alle suddette procedure debba applicarsi il d.lgs. n. 36/2023, secondo la regola generale di cui all’art. 226, co. 2, del nuovo codice, o, per una sorta di effetto di trascinamento, la fonte derogata dalle succitate disposizioni del d.l. n. 77/2021, ovvero il d.lgs. n. 50/2016.
11.4. – Secondo il collegio, il problema da ultimo evocato deve essere risolto applicando l’art. 226 del nuovo codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. n. 36/2023, il quale, dopo aver sancito l’abrogazione del d.lgs. n. 50/2016 dal 1 luglio 2023 e la sua residua applicazione «esclusivamente ai procedimenti in corso» (commi 1 e 2), stabilisce al comma 5 che «ogni richiamo in disposizioni legislative, regolamentari o amministrative vigenti al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 del 2016, o al codice dei contratti pubblici vigente alla data di entrata in vigore del codice, si intende riferito alle corrispondenti disposizioni del codice o, in mancanza, ai principi desumibili dal codice stesso».
Al di là delle disposizioni di cui al d.l. n. 77/2021 e delle altre fonti espressamente richiamate dall’art. 225, co. 8, del d.lgs. n. 36/2023, applicabili anche alle procedure finanziate con i fondi del PNRR pur se bandite successivamente al 1.07.2021, dovranno trovare dunque applicazione le norme ed i principi del nuovo codice dei contratti pubblici, dovendosi ritenere ad essi riferito «ogni richiamo in disposizioni legislative, regolamentari o amministrative vigenti al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50».
11.5. – Nel caso di specie, la determinazione a contrattare è stata adottata – ai sensi dell’art. 17, co. 1, del d.lgs. n. 36/2023 – con deliberazione del Direttore generale n. 1424 del 9.08.2023 e il bando è stato pubblicato il 14.08.2023, successivamente all’acquisto di efficacia, il 1.07.2023, delle disposizioni del nuovo codice dei contratti pubblici.
Non è materia del contendere la conformità degli atti della stazione appaltante al parametro costituito dalle speciali disposizioni del d.l. n. 77/2021, come convertito, e sue successive modifiche ed integrazioni. Nel presente giudizio, infatti, si controverte, oltre che dell’interpretazione del disciplinare di gara, dell’applicabilità del soccorso istruttorio e della disciplina riguardante la posizione del progettista “indicato”, profili non interessati dalle speciali disposizioni di cui al citato d.l. n. 77/2021.
Di conseguenza, le doglianze formulate dal consorzio ricorrente dovranno essere scrutinate alla luce delle norme del d.lgs. n. 36/2023 (oltre che dei principi dalle stesse desumibili), peraltro pure evocate da parte ricorrente quali parametri di legittimità degli atti della stazione appaltante.

Imposta di bollo e periodo transitorio (art. 18 , art. 226 , allegato I.4 d.lgs. n. 36/2023)

Quesito: La ns S.A. è in procinto di stipulare un contratto di appalto discendente da procedura negoziata indetta ai sensi del d.lgs 50/16 e smi. Si chiede pertanto di chiarire quali siano le corrette modalità di calcolo dell’imposta di bollo ovvero: a) considerato che il contratto viene stipulato dopo il 1/7/23 siamo tenuti ad applicare la nuova disciplina prevista dall’allegato I.4 del d.lgs 36/2023? oppure b) considerato che il contratto discende da procedura indetta ai sensi del d.lgs 50/16 e smi siamo tenuti ad applicare la previgente normativa?

Risposta: In base all’art. 226, comma 2, lett. b), del d. lgs. 36/2023, dovrebbe ritenersi che ai procedimenti in corso – per i quali alla data in cui il codice acquista efficacia, siano stati già inviati gli avvisi a presentare le offerte – continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al d. lgs. n. 50/2016. (Parere MIT n. 2110/2023)


Quesito: L’art. 18 c. 10 e relativo allegato I.4, introducono un aspetto innovativo rispetto al previgente D.Lgs. 50/2016 ossia la disciplina dell’imposta di bollo, a carico dell’appaltatore, da versare in misura forfettaria con valore proporzionale all’importo contrattuale. La norma indica che il pagamento, come determinato sulla base della tabella I.4, tiene luogo dell’imposta di bollo dovuta per TUTTI GLI ATTI E DOCUMENTI RIGUARDANTI LA PROCEDURA DI SELEZIONE E L’ESECUZIONE DELL’APPALTO fatta eccezione per le fatture, note e simili di cui all’articolo 13, punto 1, della tabella A allegata al DPR n. 642 del 26/10/1972. La predetta enunciazione della norma, parrebbe superare le previgenti interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate (AdE) fornite con le risoluzioni n. 97/E del 27/03/2002, n. 71/E del 25/03/2003 e n. 130 del 20/01/2023 poiché verrebbero inclusi, nel pagamento forfettario, tutti i seguenti documenti connessi sia al contratto che alla contabilità della Direzione Lavori: verbale di consegna dei lavori, verbale di sospensione lavori, verbale di ripresa lavori, verbale di proroga dei lavori, verbale di concordamento nuovi prezzi, manuale del direttore dei lavori, giornale dei lavori, libretti delle misure, le liste settimanali, il registro di contabilità, il sommario del registro di contabilità, gli stati di avanzamento dei lavori, i certificati di pagamento, il registro dei pagamenti, il certificato di ultimazione dei lavori, il conto finale ed il certificato di collaudo sul registro di contabilità. Stante il tenore della novella, il pagamento dell’imposta forfettaria, coprirebbe inoltre sia la presentazione dell’offerta per la partecipazione alla gara che tutta la documentazione del contratto, allegati compresi, a prescindere dal loro numero e dalle dimensioni dell’intero documento, superando anche quanto indicato dall’AdE nella risposta n. 35 del 12/10/2018. Si chiede conferma della corretta interpretazione normativa prospettata.

Risposta: Il quesito posto rileva in ordine a questioni afferenti non di competenza di questo Servizio ma dell’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, per le indicazioni applicative, si vedano la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 37/E del 28 giugno 2023 e la Circolare n. 22/E del 28 luglio 2023. (Parere MIT n. 2136/2023)

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