Sopralluogo obbligatorio: l’omissione è sanabile mediante soccorso istruttorio? Ai fini della dimostrazione di eseguito sopralluogo è sufficiente un’autodichiarazione del concorrente?

Sopralluogo obbligatorio: la macata effettuazione è sanabile mediante soccorso istruttorio? Ai fini della dimostrazione di eseguito sopralluogo è sufficiente un’autodichiarazione del concorrente? La mancata effettuazione del sopralluogo negli appalti di lavori costituisce legittima causa di esclusione, avendo il suddetto adempimento carattere “essenziale” ed insostituibile ai sensi dell’art. 46, comma 1 bis dlgs n. 163/2006 non sanabile ex art. 38, comma 2 bis dlgs n. 163/2006 (comma inserito dall’art. 39 decreto legge n. 90/2014, convertito, con modificazioni, nella legge n. 114/2014) in quanto funzionale alla conoscenza dei luoghi oggetto dei lavori, conoscenza necessaria al fine di una corretta e seria formulazione dell’offerta (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 17 febbraio 2014, n. 744; T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. IV, 2 ottobre 2014, n. 2572; T.A.R. Lazio, Roma, Sez. III, 30 dicembre 2013, n. 11177; par. 2.2 della determina n. 1 dell’8.1.2015 dell’ANAC).
Su fattispecie concreta analoga a quella oggetto del presente contenzioso si è così espresso Cons. Stato, Sez. V, 3 luglio 2012, n. 3884: «… 10. In diritto giova evidenziare che, lungi dal sostanziarsi in un adempimento documentale aggiuntivo rispetto alla citata disposizione del regolamento attuativo della legge sui lavori pubblici (in allora vigente), la prescrizione del disciplinare in esame è alla stessa riconducibile, sicché la società odierna appellata non può invocarne la nullità in virtù del comma 1-bis dell’art. 46 d.lgs. n. 163/2006.
Ciò in quanto con il richiedere l’attestazione della presa di conoscenza delle condizioni locali e di tutte le circostanze che possono influire sull’esecuzione dell’opera, e prima ancora sulla formulazione dell’offerta, la stazione appaltante pone a carico dell’appaltatore un preciso dovere cognitivo, cui corrisponde una altrettanto precisa responsabilità contrattuale di quest’ultimo. La provenienza di detto documento dall’amministrazione aggiudicatrice assicura a quest’ultima maggiore tutela, a presidio dell’interesse, di ordine imperativo, alla individuazione del contraente più idoneo nonché alla correttezza e regolarità della gara, in un ottica dunque di rafforzamento degli adempimenti dichiarativi imposti dall’art. 71, comma 2, del D.P.R. n. 554/1999 e dunque in coerenza con l’interesse pubblico sotteso a tale norma di azione.E’ ancora il caso di aggiungere che lo stesso onere non può essere surrogato da autodichiarazione del concorrente, che è priva di valore di certazione proprio dell’attestazione rilasciata dalla stazione appaltante.
Si tratta inoltre di un onere documentale ragionevole, posto a presidio dell’esigenza della stazione appaltante di poter riporre affidamento sulla serietà del concorrente e non sproporzionato, essendo agevolmente assolvibile.
Quanto finora osservato consente di escludere l’applicabilità della comminatoria di nullità contenuta nell’art. 46, comma 1-bis, del codice dei contratti pubblica, poiché la (necessaria) copertura normativa dell’esclusione è rinvenibile nel più volte citato art. 71, comma 2, d.p.r. n. 554. Del resto, anche dopo le modifiche introdotte dal c.d. decreto sviluppo di cui al d.l. n. 70/2011, è rimasta inalterata la facoltà delle amministrazioni aggiudicatrici di richiedere ai partecipanti ad una procedura di affidamento la documentazione necessaria o utile per operare la selezione nel rispetto del principio di proporzionalità (art. 73, comma 3, d.lgs. n. 163/2006). …».
La sola dichiarazione ex art. 106, comma 2 d.p.r. n. 207/2010, non è di per sé sufficiente ai fini della dimostrazione dell’eseguito sopralluogorelativa attestazione da parte dell’incaricato della stazione appaltante (TAR Bari, 10.02.2016 n. 148).

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