Concessioni – Business Plan – Piano Economico Finanziario (PEF) – Verifica di anomalia – Differenza rispetto agli appalti pubblici – Attendibilità e plausibilità (art. 97 , art. 165 d.lgs. n. 50/2016)

TAR Genova, 13.06.2020 n. 371

Nelle concessioni il business plan costituisce il fondamento dell’istituto, che si regge sui flussi di cassa che il bene o il servizio affidato in concessione è idoneo a garantire e sui quali si fonda la sostenibilità dell’operazione.
La verifica di anomalia dell’offerta nelle concessioni ha, pertanto, ad oggetto il business plan sotto il profilo della attendibilità e plausibilità delle previsioni nello stesso contenute. Nel caso, poi, che la concessione venga affidata per la prima volta, con assenza di dati relativi alla gestione pregressa, la valutazione sarà caratterizzata da un più accentuato carattere prognostico.
E’ evidente che sussista una differenza rispetto alla verifica di anomalia negli appalti pubblici, differenza, tuttavia, che non può risolversi in una mera professione di fede nei confronti del piano economico finanziario della affidataria, pena il rischio di successive interruzioni o malfunzionamenti del servizio.
Tutto ciò a maggior ragione nel caso, come quello che occupa il Collegio, di affidamento in concessione di presidi sanitari, la cui essenzialità e delicatezza impone una verifica di anomalia rigorosa.
Di queste considerazioni era ben consapevole la stazione appaltante nel momento in cui ha previsto che la verifica di anomalia dovesse indagare la “congruità, serietà, sostenibilità e realizzabilità delle offerte” (…).
Il business plan formulato dalla controinteressata si fonda su una serie di previsioni la cui attendibilità non risulta dimostrata.

[rif. art. 97 , art. 165 d.lgs. n. 50/2016]