MePa – Offerta – Elemento essenziale per attribuzione del punteggio – Mancanza – Esclusione – Soccorso istruttorio – Inapplicabilità (art. 83 d.lgs. n. 50/2016)

TAR Potenza, 23.01.2020 n. 80

Non persuade il primo motivo di ricorso, col quale la -OMISSIS- s.r.l. ha sostenuto l’ambiguità della legge di gara, per l’asserito contrasto tra l’art. 24 del disciplinare, che, proprio in relazione al documento “C.7)” ha previsto: “si specifica che tale importo, indispensabile per l’attribuzione dei punteggi, NON DEVE ESSERE INSERITO nella piattaforma informatica predisposta da Consip”, e il successivo art. 25, laddove è previsto che «“Le buste “A”, “B”, “C” ciascuna con l’indicazione del proprio contenuto, dovranno pervenire tramite la piattaforma telematica predisposta da Consip».
Invero, ritiene il Collegio che la lettura delle cennate disposizioni – da svolgere come è ovvio in chiave non atomistica ma nell’ambito del complessivo assetto della legge di gara – conduca a escludere contraddittorietà, ambiguità o incertezze, posto che l’unico elemento da non inserire nella piattaforma telematica, come ben specificato, è il “prezzo”, da intendersi come complessivo dell’offerta, come sancito dallo stesso art. 24, e non certamente l’indicazione del costo di gestione. Infatti, quest’ultimo è necessario per l’attribuzione del punteggio economico, così come previsto dall’allegato 5 al disciplinare, rubricato “griglia di valutazione delle offerte”, ove, appunto, il costo di gestione dell’offerta costituisce espressamente uno degli elementi che compongono la formula di attribuzione del punteggio economico.
In definitiva è agevole comprendere che il disciplinare abbia voluto avvertire i concorrenti che l’importo relativo al Costo di Gestione non deve essere inserito in piattaforma nello spazio dedicato all’indicazione del prezzo offerto, fermo restando che il relativo documento C.7), conforme all’Allegato 5, fa parte dell’offerta economica complessiva della fornitura.
D’altro canto, trattandosi di procedura elettronica, non si vede in quale altro modo il costo di gestione sarebbe potuto essere incluso all’interno dell’offerta, né la ricorrente, che pure sostiene l’ambiguità delle disposizioni del disciplinare, risulta essersi avvalsa della facoltà di chiedere “chiarimenti o informazioni” per tale aspetto, come consentito dal secondo capoverso dell’art. 33 del disciplinare.
La netta previsione dell’esclusione per la mancata indicazione del costo di gestione prevista dall’art. 24 del disciplinare, in quanto elemento indefettibile e quindi essenziale dell’offerta, trova puntuale conferma, diversamente da quanto opinato dalla deducente, nell’art. 7 del disciplinare, ove si fa riferimento, tra le cause di esclusione, proprio alla mancanza di elementi essenziali dell’offerta.
Inconferente, in assenza di riscontrate ambiguità, sono gli arresti pretori citati nel primo motivo del ricorso.
Non ha pregio il secondo motivo del ricorso, col quale si è lamentato il mancato ricorso, da parte della stazione appaltante, al soccorso istruttorio. Per tale versante, è sufficiente richiamare quanto previsto dall’art. 83, co. 9, del d.lgs. n. 50 del 2016, che esclude l’applicazione di tale istituto in caso di mancanza, incompletezza e di ogni altra irregolarità essenziale afferenti all’offerta economica e all’offerta tecnica. E che nel caso di specie venga in rilievo un elemento essenziale dell’offerta si è già diffusamente illustrato innanzi.
Infine, a fronte della ripetuta mancanza di tale elemento essenziale, va disatteso l’ulteriore argomento prospettato dalla deducente, secondo cui la stazione appaltante sarebbe stata in condizione di calcolare autonomamente, stante la documentazione prodotta, il costo di gestione.