Esame delle offerte economiche prima di quelle tecniche – Divieto – Vale anche per le concessioni di servizi o di beni pubblici

admin-seaTAR Milano, 05.11.2015 n. 2341
(sentenza integrale)

“A sostegno della contrarietà di tale modus operandi alla norma e ai principi più sopra esposti, è sufficiente richiamare il consolidato indirizzo giurisprudenziale secondo il quale, nelle procedure indette per l’aggiudicazione di appalti pubblici sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la commissione di gara è tenuta a valutare prima i profili tecnici delle offerte e, solo successivamente, le offerte economiche. L’esame delle offerte economiche prima di quelle tecniche costituisce, infatti, una palese violazione dei principi inderogabili di trasparenza e di imparzialità che devono presiedere alle gare pubbliche, in quanto la conoscenza preventiva dell’offerta economica porta inevitabilmente a modulare il giudizio sull’offerta tecnica in modo non conforme alla parità di trattamento dei concorrenti . Tale possibilità di conoscenza, dunque, ancorché remota ed eventuale, per il solo fatto di esistere, inficia la regolarità della procedura (cfr., tra le tante, Cons. Stato, V^, 7 gennaio 2013, n. 10; id. 21 marzo 2011, n. 1734; id. 8 settembre 2010, n. 6509; id. 25 maggio 2009, n. 3217), imponendone la rinnovazione.
Ne consegue, in altri termini, che le offerte economiche – sempre nei casi di gara secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, fra cui si colloca la fattispecie in esame – devono restare segrete per tutto il tempo occorrente ad evitare che un’eventuale conoscenza degli elementi di valutazione di carattere automatico (qual è, appunto, il prezzo) possa influenzare la valutazione degli elementi discrezionali (cfr., in tal senso, Cons. Stato, Ad. Pl., 26 luglio 2012, n. 30; nonché, Cons. Stato, sent. n. 10/2013, già cit., per cui: “costituisce violazione degli essenziali principi della par condicio tra i concorrenti e di segretezza delle offerte – principi, questi, di matrice comunitaria che si applicano anche a materie diverse dagli appalti, essendo sufficiente che si tratti di attività suscettibile di apprezzamento in termini economici e che, quindi, valgono anche per le concessioni di beni pubblici (cfr., da ultimo, CdS, IV, 21.5.2009 n. 3145) – l’inserimento, da parte dell’impresa concorrente, di elementi concernenti l’offerta economica all’interno della busta contenente l’offerta tecnica, e ciò senza necessità di espressa menzione da parte della lex specialis di gara” ; analogamente, cfr. Cons. Stato, V^, 11 maggio 2012, n. 2734, id. 1° marzo 2012, n. 1196; T.A.R. Lombardia, Milano, IV^, 18 marzo 2014 n. 688; T.A.R. Puglia, Lecce, Sez. I, 25.10.2004 n. 7451).
La violazione di detta regole rileva, evidentemente, anche nelle procedure per l’affidamento di concessioni di servizi, atteso che anche tali procedure richiedono di essere presidiate dalle medesime garanzie fondamentali poste a tutela degli interessi privati e pubblici coinvolti nelle stesse (cfr., con particolare riguardo all’obbligo di aprire in seduta pubblica i plichi contenenti le offerte tecniche, Cons. Stato Sez. V^, 27.12.2013 n. 6285; T.A.R. Lombardia, Milano, sentenza n. 688/2014 cit.)”.

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