Abuso di posizione dominante : rimessione alla Corte di Giustizia UE

Il Consiglio di Stato ha rimesso alla Corte di giustizia UE alcuni quesiti sulla nozione di abuso di posizione dominante e, in particolare: se le condotte qualificate come abusive possano essere lecite o richiedano una specifica componente di antigiuridicità, chiedendo di precisare altresì sulla base di quali criteri si possa stabilire il confine tra concorrenza normale e falsata; se la funzione dell’abuso sia di massimizzare il benessere dei consumatori oppure di preservare di per sé la struttura concorrenziale del mercato; qualora l’abuso sia consistito nel tentare di impedire che permanga il livello di concorrenza ancora esistente o il suo sviluppo, se l’impresa possa provare che la condotta è risultata priva di concreta offensività e, in caso di risposta positiva, se l’art. 102 TFUE vada interpretato nel senso di ritenere sussistente in capo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato l’obbligo di esaminare in maniera puntuale le analisi economiche prodotte dalla parte; se l’abuso vada valutato solo per i suoi effetti sul mercato senza analizzare il movente soggettivo dell’agente oppure se la dimostrazione dell’intento restrittivo costituisca un parametro utilizzabile per valutare l’abusività del comportamento o ancora se tale dimostrazione valga soltanto a ribaltare l’onere della prova in capo all’impresa dominante; se, qualora l’abuso sia riferibile a una pluralità di imprese appartenenti al medesimo gruppo, l’appartenenza al gruppo sia sufficiente per presumere che anche le imprese che non abbiano posto in essere la condotta abusiva abbiano concorso nell’illecito oppure se occorre comunque fornire la prova di una situazione concreta di coordinamento e strumentalità tra le varie imprese del gruppo in posizione dominante, in particolare al fine di dimostrare il coinvolgimento della casa madre. 

fonte: sito della Giustizia Amministrativa