Contratto di sponsorizzazione : requisiti necessari (art. 19 d.lgs. n. 50/2016)

Consiglio di Stato, sez. V, 19.04.2022 n. 2949

In tale contesto, l’art. 19, comma 1, d.lgs. n. 50 del 2016 lascia fermo anche nell’ambito delle sponsorizzazioni il “rispetto dell’articolo 80” volendo con ciò significare che questo trova applicazione ai fini della prescritta sussistenza dei requisiti generali, non già – per ciò solo – in ordine alla necessità di corrispondenti dichiarazioni in sede di gara.
Né del resto la verifica circa il possesso dei requisiti deve essere eseguita dall’amministrazione necessariamente prima dell’aggiudicazione e ai suoi fini, quasi che la sua mancanza preventiva valga a viziare proceduralmente la gara (cfr., peraltro, lo stesso art. 32, comma 7, d.lgs. n. 50 del 2016, che chiaramente prevede la possibilità d’effettuazione della verifica sul possesso dei requisiti successivamente all’aggiudicazione, qualificando detta verifica in termini di condizione d’efficacia dell’aggiudicazione stessa).
L’art. 19, comma 1, d.lgs. n. 50 del 2016 prevede infatti che il contratto di sponsorizzazione può essere «liberamente negoziato» «fermo restando il rispetto dell’art. 80», nel senso cioè che non può avvenire un affidamento della sponsorizzazione in favore di soggetto che sia privo dei relativi requisiti, mentre nella specie nessuna carenza sui requisiti generali (salvo quanto infra, sub § 4 ss.) l’appellante deduce in danno dell’aggiudicataria.
Analoghe considerazioni valgono per il riferimento al d.m. del 19 dicembre 2012 nella parte in cui (semplicemente) richiama l’applicazione ai contratti di sponsorizzazione delle «norme che fissano i requisiti di qualificazione dei progettisti e degli esecutori del contratto, ovvero i requisiti di capacità tecnica e professionale per i primi, e di possesso dell’attestazione SOA per i secondi».
A diverse conclusioni non conduce neanche l’art. 19, comma 2, d.lgs. n. 50 del 2016, che nel lasciar ferma «la necessità di verificare il possesso dei requisiti degli esecutori» pone un corrispondente obbligo in capo all’amministrazione, senza perciò implicare sic et simpliciter un vincolo all’operatore in ordine alla presentazione di dichiarazioni in fase di gara.
Fermo restando, dunque, che il ricorso al contratto di sponsorizzazione non può costituire strumento per derogare alla disciplina sugli appalti e le concessioni pubbliche o per eluderla – in particolare invocando l’applicazione della fattispecie al di fuori dell’ambito funzionale di sua effettiva pertinenza – nella specie la sentenza risulta allineata ai suesposti principi, non predicando la facoltatività dei controlli, bensì escludendo che fosse imposto, in nome del richiamo dell’art. 80 d.lgs. n. 50 del 2016, di trasmettere dichiarazioni nei sensi suindicati in ordine al possesso dei requisiti