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Principio di conservazione dell’equilibrio contrattuale nel nuovo Codice contratti pubblici – Interpretazione – Limiti (art. 9 d.lgs. n. 36/2023)

Consiglio di Stato, sez. IV, 19.06.2023 n. 5989

L’accoglimento di siffatta proposta, a ben vedere, implementando lo smaltimento dei rifiuti nelle discariche della regione Calabria avrebbe alterato considerevolmente la struttura del contratto e soprattutto l’operazione economica ad esso sottesa, finendo per contraddirne la sua stessa finalità di fondo consistente nello smaltimento all’estero dei rifiuti.
Né appare da condividere l’assunto dell’appellante, secondo cui nel caso di specie non si sarebbe verificata alcuna violazione della par condicio in considerazione del fatto che l’unica partecipante alla gara sarebbe stata proprio l’A.T.I. -OMISSIS-.
L’argomento in esame incontra, infatti, l’obiezione per cui, l’accettazione della variante in esame, alterando la sostanza economica del contratto, avrebbe introdotto condizioni che, se fossero state contenute nella procedura d’appalto iniziale, avrebbero consentito di ammettere candidati diversi e conseguentemente accettare offerte diverse da quella realmente accettata.
Di qui l’alterazione della parità di trattamento delle imprese potenzialmente interessate.
Costituisce ancora il principale riferimento in questa materia il parere espresso dalla commissione speciale del Consiglio di Stato n. 1084/00 del 12 ottobre 2001.
Nell’occasione, la commissione del Consiglio di Stato ebbe in particolare modo di affermare che anche la rinegoziazione successiva all’aggiudicazione potrebbe alterare la par condicio dei concorrenti, e ciò in quanto “il divieto di rinegoziare le offerte deve razionalmente intendersi in linea di principio (…) anche successivamente all’aggiudicazione, in quanto la possibilità di rinegoziazione tra la stazione appaltante e l’aggiudicatario, modificando la base d’asta, finirebbe (seppure indirettamente) coll’introdurre oggettivi elementi di distorsione della concorrenza, violando in tal modo i principi comunitari in materia”.
L’assunto mantiene inalterata tutta la sua attualità.
A tal riguardo si osserva che, non a caso, anche il nuovo codice dei contratti pubblici di cui al d.lgs. del 31 marzo 2023 n. 36, che pure all’art. 9 introduce innovativamente il principio di conservazione dell’equilibrio negoziale e il dovere ex fide bona di rinegoziazione del contratto, fissa al comma due il relativo limite costituito dalla mancata alterazione della sostanza economica del contratto, nonché, ai commi 5 e 6 dell’art. 120, la necessità che le modifiche al contratto non siano “sostanziali” ovvero non incidano, come nel caso della variante proposta dall’A.T.I. -OMISSIS-, sulla struttura dell’operazione economica sottesa al contratto di affidamento del servizio di smaltimento dei rifiuti.
Senza contare, inoltre, che, sempre nella prospettiva della tutela della parità dei potenziali concorrenti, occorrerebbe ritenere praticabili esclusivamente quelle modifiche che siano state in qualche modo “preventivate” nel bando, circostanza quest’ultima non verificatasi nel caso all’esame del Collegio.
Alla luce di quanto sin qui rilevato non può essere condivisa l’affermazione dell’appellante secondo la quale il comportamento della Regione Calabria avrebbe violato il principio di buona fede nel corso delle trattative negoziali.
In senso contrario si evidenzia che il principio di buona fede, se impone a ciascuna parte di tenere quei comportamenti che, a prescindere da specifici obblighi contrattuali e dal dovere del neminem laedere, senza rappresentare un apprezzabile sacrificio a suo carico, siano idonei a preservare gli interessi dell’altra parte (cfr.ex pluribus, Cass. Civ., Sez. III, 7.6.2006, n. 13345), non può arrivare fino al punto di imporre alla Regione committente di accondiscendere ad una modifica sostanziale del servizio posto a base della gara e contrastante con l’esigenza di evitare la saturazione delle discariche nel territorio calabrese, su cui si imperniava l’intervento.

Nuovo Codice dei Contratti Pubblici D.Lgs. n. 36/2023 in Gazzetta Ufficiale : le novità principali

Pubblicato il nuovo Codice dei Contratti Pubblici di cui al Decreto Legislativo n.  36 del 31 marzo 2023 e relativi Allegati.

Il testo sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 77 del 31.03.2023.

Il nuovo Codice dei contratti pubblici in attuazione dell’art. 1 della Legge “delega” 21.06.2022 n. 78, presenta un numero di articoli analogo a quello previgente, ma ne riduce i commi, le parole (quasi un terzo) ed i caratteri utilizzati e, con gli allegati, diminuisce in modo rilevante il numero di norme e linee guida di attuazione.

Gli Allegati al nuovo Codice sostituiranno ogni altra fonte attuativa della previgente disciplina, ossia: gli allegati al D.Lgs. n. 50/2016, le diciassette Linee Guida ANAC e circa quindici Regolamenti (tra cui il D.P.R. n. 207/2010).

L’indice degli articoli segue le fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione.

Numerose, oltre che rilevanti, le “novità” introdotte dall’articolato, ma vi sono anche diverse “conferme”; tra le principali si segnalano:

ENTRATA IN VIGORE, APPLICAZIONE DIFFERITA E REGIME TRANSITORIO

Il nuovo Codice dei contratti pubblici “entra in vigore” il 1 APRILE 2023.

Le norme, tuttavia, avranno “efficacia” dal 1 LUGLIO 2023.
Per avvisi o bandi pubblicati prima di tale data si continuano ad applicare le disposizioni previgenti.

Stabilito un periodo transitorio, fino al 31 DICEMBRE 2023, con la vigenza di alcune disposizioni del D.Lgs. n. 50/2016, del Decreto semplificazioni n. 76/2020 e, specie per i contratti PNRR e PNC, del Decreto semplificazioni e governance n. 77/2021.

 

PRINCIPI

Prima parte generale dedicata alla codificazione dei principi che riguardano l’intera materia dei contratti pubblici. Il ricorso ai principi assolve una funzione di completezza dell’ordinamento giuridico e di garanzia della tutela di interessi che altrimenti non troverebbero adeguata sistemazione nelle singole disposizioni. Ad esempio, il principio del risultato (Art. 1) è destinato ad operare sia come criterio prioritario di bilanciamento con altri principi nell’individuazione della regola del caso concreto, sia insieme con il principio della fiducia (Art. 2) nell’azione amministrativa, come criterio interpretativo delle singole disposizioni, come evidenziato nella Relazione illustrativa del Consiglio di Stato.

 

DIGITALIZZAZIONE

Definito un “ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale” (Art. 22) i cui pilastri sono la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (Art. 23), il FVOEFascicolo Virtuale dell’Operatore Economico (Art. 24) gestiti dall’ANAC e le piattaforme telematiche di approvvigionamento. Di notevole rilevanza anche la digitalizzazione integrale in materia di accesso agli atti (Art. 36), in linea con lo svolgimento in modalità telematica delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici.

 

RUP

L’acronimo RUP indica adesso il Responsabile Unico del Progetto (Art. 15) per le fasi di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione. È previsto che possa essere nominato tra i dipendenti assunti anche a tempo determinato della stazione appaltante o dell’ente concedente e che sia in possesso dei requisiti stabiliti da un apposito allegato al Codice e di competenze professionali adeguate in relazione ai compiti affidatigli, nonchè nel rispetto dell’inquadramento contrattuale e delle relative mansioni.
Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono individuare modelli organizzativi, i quali prevedano la nomina di un Responsabile di Procedimento per le fasi di programmazione, progettazione ed esecuzione e per la fase di affidamento: le relative responsabilità sono ripartite in base ai compiti svolti in ciascuna fase, ferme restando l’unicità e le funzioni di supervisione, indirizzo e coordinamento del RUP.

 

PROGETTAZIONE

Semplificazione apportata con la riduzione a due livelli di progettazione: progetto di fattibilità tecnico-economica e progetto esecutivo (Art. 41); prevista anche la riduzione dei termini per la progettazione, l’istituzione da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici di un comitato speciale appositamente dedicato all’esame di tali progetti ed un meccanismo di superamento del dissenso qualificato nella conferenza di servizi mediante l’approvazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

BIM obbligatorio dal 1 gennaio 2025: le stazioni appaltanti e gli enti concedenti adottano metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per la progettazione e la realizzazione di opere di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti per importo a base di gara superiore a 1 milione di euro (Art. 43).

 

APPALTO INTEGRATO

Nuovamente estesa la possibilità di affidare congiuntamente la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico economica, fatta eccezione per gli appalti di opere di manutenzione ordinaria (Art. 44).

 

CONTRATTI SOTTO SOGLIA

Recepite le modalità di affidamento dei contratti sotto soglia (Art. 50) introdotte dal D.L. n. 76/2020 per accelerare e semplificare le procedure:

LAVORI

    • affidamento diretto per importo inferiore a 150.000 euro, anche senza consultazione di più operatori economici, assicurando che siano scelti soggetti in possesso di documentate esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni contrattuali anche individuati tra gli iscritti in elenchi o albi istituiti dalla stazione appaltante;
    • procedura negoziata senza bando, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, ove esistenti, individuati in base a indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 1 milione di euro;
    • procedura negoziata senza bando, previa consultazione di almeno dieci operatori economici, ove esistenti, individuati in base a indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per importo pari o superiore a 1 milione di euro e fino alle soglie di rilevanza comunitaria, salva la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie (eliminato nel testo definitivo il riferimento all’adeguata motivazione, sebbene il Consiglio di Stato nella Relazione illustrativa evidenzia che la scelta delle più complesse procedure ordinarie richiede una ponderazione del bilanciamento degli interesse pubblici in gioco);

SERVIZI E FORNITURE (compresi servizi di ingegneria e architettura ed attività di progettazione)

    • affidamento diretto per importo inferiore a 140.000 euro, anche senza consultazione di più operatori economici, assicurando che siano scelti soggetti in possesso di documentate esperienze pregresse idonee all’esecuzione delle prestazioni contrattuali, anche individuati tra gli iscritti in elenchi o albi istituiti dalla stazione appaltante;
    • procedura negoziata senza bando, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, ove esistenti, individuati in base ad indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per importo pari o superiore a 140.000 euro e fino alle soglie di rilevanza comunitaria.

Apposita disposizione è dedicata al principio di rotazione in continuità con le Linee Guida ANAC (Art. 49).

 

GARANZIE

Nelle procedure di affidamento per i contratti sotto soglia la stazione appaltante non richiede le garanzie provvisorie salvo che, nelle procedure negoziate senza bando, in considerazione della tipologia e specificità della singola procedura, ricorrano particolari esigenze che ne giustifichino la richiesta (Art. 53).

 

SUBAPPALTO

Trovano conferma le recenti modifiche al previgente Codice in ordine all’eliminazione dei limiti percentuali ed introdotto il subappalto “a cascata” (Art. 119) adeguando ulteriormente l’istituto alla normativa ed alla giurisprudenza europea con la previsione di criteri di valutazione discrezionale da parte della stazione appaltante, da esercitarsi caso per caso.

 

REVISIONE PREZZI

Confermato l’obbligo di inserimento delle clausole di revisione prezzi negli atti di gara (già previsto dall’art. 29 D.L. n. 4/2022), da attivare al verificarsi di una variazione del costo superiore al 5 per cento, con il riconoscimento in favore dell’appaltatore dell’80 per cento del maggior costo sopportato (Art. 60).

 

GRAVI ILLECITI PROFESSIONALI

La nuova disciplina punta ad eliminare gli elementi di incertezza prevedendo che l’esclusione di un operatore economico venga disposta e comunicata dalla stazione appaltante soltanto allorquando ricorrono tutte le condizioni previste dalla norma (Art. 98). Perché operi la causa di esclusione (non automatica), l’illecito professionale grave deve essere tale da rendere dubbia l’integrità o affidabilità dell’operatore economico e deve essere dimostrato dalla stazione appaltante con mezzi adeguati. Sono quindi indicati dal Codice, in modo tassativo, i gravi illeciti professionali, nonché i mezzi adeguati a dimostrare i medesimi.

 

QUALIFICAZIONE PER LAVORI E PER SERVIZI E FORNITURE

Innovando rispetto al passato il nuovo Codice prevede un sistema di qualificazione degli operatori economici anche per gli appalti di servizi e forniture, oltre che per i lavori (Art. 100). Novità anche per le SOA essendo previsto che l’attestazione di qualificazione è rilasciata da organismi di diritto privato autorizzati dall’ANAC.

 

QUALIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI

ANAC gestirà anche il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, anche solo per l’acquisizione di lavori oppure di servizi e forniture, con iscrizione di diritto nell’elenco di alcune tipologie di amministrazioni ed enti.

 

SETTORI SPECIALI

Valorizzati i “poteri di autorganizzazione” dei soggetti operanti nei settori speciali, con l’obiettivo di assicurare un carattere di piena autonomia alla relativa disciplina alla luce delle direttive comunitarie (Art. 141 e ss.) e maggiore flessibilità in coerenza con la natura essenziale dei servizi pubblici gestiti dagli enti aggiudicatori (acqua, energia, trasporti, ecc.). Le norme introdotte sono “autoconclusive”, quindi prive di ulteriori rinvii ad altre parti del Codice. Si prevede la possibilità per le stazioni appaltanti di determinare le dimensioni dell’oggetto dell’appalto e dei lotti in cui eventualmente suddividerlo, senza obbligo di motivazione aggravata.

 

PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO – PPP

Semplificato il quadro normativo per rendere più agevole la partecipazione degli investitori istituzionali. Previste ulteriori garanzie a favore dei finanziatori dei contratti e confermato il diritto di prelazione per il promotore.

 

GENERAL CONTRACTOR

Reintrodotto l’istituto del General contractor: l’operatore economico è tenuto a perseguire un risultato amministrativo mediante le prestazioni professionali e specialistiche previste, in cambio di un corrispettivo determinato in relazione al risultato ottenuto e alla attività normalmente necessaria per ottenerlo.

 

ESECUZIONE

Confermata la facoltà per l’appaltatore di richiedere, prima della conclusione del contratto, la sostituzione della cauzione o della garanzia fideiussoria con ritenute di garanzia sugli stati di avanzamento.

 

GOVERNANCE

Modifiche al funzionamento della Cabina di Regia e riordino delle competenze dell’ANAC, in attuazione del criterio contenuto nella legge delega 78/2022, con un rafforzamento delle funzioni di vigilanza e sanzionatorie.

 

CONTENZIOSO

In tema di giustizia amministrativa, si prevede l’aggiornamento degli articoli 120, 121 e 124 del Codice del processo amministrativo con estensione della cognizione del Giudice alle azioni risarcitorie e all’azione di rivalsa proposte dalle Stazioni appaltanti. Il CIG andrà indicato in tutti gli atti di parte e in tutti i provvedimenti del Giudice.

 

Articolo in aggiornamento

 

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    Legge Delega sugli appalti pubblici n. 78/2022 pubblicata in Gazzetta Ufficiale

    Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la Legge 21 giugno 2022 n. 78 recante “Delega al Governo in materia di contratti pubblici” (GURI n. 146 del 24.06.2022).

    Entrata in vigore del provvedimento: 09/07/2022


    Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi recanti la disciplina dei contratti pubblici, anche al fine di adeguarla al diritto europeo e ai principi espressi dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e delle giurisdizioni superiori, interne e sovranazionali, e di razionalizzare, riordinare e semplificare la disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, nonchè al fine di evitare l’avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea e di giungere alla risoluzione delle procedure avviate.

     

                                   Art. 1 
     
            Delega al Governo in materia di contratti pubblici 
     
      1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di
    entrata  in  vigore  della  presente  legge,  uno  o   piu'   decreti
    legislativi recanti la disciplina dei contratti  pubblici,  anche  al
    fine di adeguarla al diritto europeo e  ai  principi  espressi  dalla
    giurisprudenza  della  Corte  costituzionale  e  delle  giurisdizioni
    superiori, interne e sovranazionali, e di razionalizzare,  riordinare
    e semplificare la disciplina vigente in materia di contratti pubblici
    relativi a lavori, servizi e forniture, nonche' al  fine  di  evitare
    l'avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea
    e di giungere alla risoluzione delle procedure avviate. 
      2. I decreti legislativi di  cui  al  comma  1  sono  adottati  nel
    rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: 
        a) perseguimento di obiettivi di stretta aderenza alle  direttive
    europee, mediante l'introduzione o  il  mantenimento  di  livelli  di
    regolazione corrispondenti a quelli minimi richiesti dalle  direttive
    stesse, ferma rimanendo l'inderogabilita' delle misure a  tutela  del
    lavoro, della sicurezza, del contrasto al  lavoro  irregolare,  della
    legalita' e della trasparenza, al fine di assicurare l'apertura  alla
    concorrenza e al confronto competitivo fra gli operatori dei  mercati
    dei  lavori,  dei  servizi  e  delle   forniture,   con   particolare
    riferimento alle micro, piccole e medie imprese, tenendo conto  delle
    specificita' dei contratti nei settori speciali  e  nel  settore  dei
    beni culturali, anche con riferimento alla fase esecutiva, nonche' di
    assicurare la riduzione e la razionalizzazione delle norme in materia
    di contratti pubblici, con ridefinizione del regime della  disciplina
    secondaria,  in  relazione  alle  diverse  tipologie   di   contratti
    pubblici, ove necessario; 
        b)   revisione   delle   competenze   dell'Autorita'    nazionale
    anticorruzione  in  materia  di  contratti  pubblici,  al   fine   di
    rafforzarne le funzioni di vigilanza sul settore e di  supporto  alle
    stazioni appaltanti; 
        c) ridefinizione e rafforzamento della disciplina in  materia  di
    qualificazione  delle  stazioni  appaltanti,  afferenti  ai   settori
    ordinari e ai  settori  speciali,  al  fine  di  conseguire  la  loro
    riduzione numerica,  nonche'  l'accorpamento  e  la  riorganizzazione
    delle stesse, anche mediante l'introduzione di incentivi all'utilizzo
    delle centrali di committenza e delle stazioni appaltanti  ausiliarie
    per l'espletamento delle gare pubbliche; definizione delle  modalita'
    di monitoraggio  dell'accorpamento  e  della  riorganizzazione  delle
    stazioni  appaltanti;  potenziamento  della  qualificazione  e  della
    specializzazione del personale operante  nelle  stazioni  appaltanti,
    anche mediante la previsione di specifici percorsi di formazione, con
    particolare  riferimento  alle  stazioni  uniche  appaltanti  e  alle
    centrali di committenza che operano a servizio degli enti locali; 
        d) previsione, al fine di favorire  la  partecipazione  da  parte
    delle micro e piccole imprese, di criteri premiali per l'aggregazione
    di  impresa,  nel  rispetto  dei  principi  unionali  di  parita'  di
    trattamento e non discriminazione tra gli operatori economici,  della
    possibilita' di procedere alla suddivisione degli  appalti  in  lotti
    sulla base di criteri qualitativi  o  quantitativi,  con  obbligo  di
    motivare la decisione di non procedere a detta suddivisione,  nonche'
    del divieto di accorpamento artificioso dei lotti, in coerenza con  i
    principi dello Small Business Act, di cui  alla  comunicazione  della
    Commissione europea (COM(2008) 394 definitivo), del 25  giugno  2008,
    anche al fine di valorizzare le imprese di prossimita'; 
        e) semplificazione  della  disciplina  applicabile  ai  contratti
    pubblici di lavori, servizi e forniture  di  importo  inferiore  alle
    soglie  di  rilevanza  europea,  nel   rispetto   dei   principi   di
    pubblicita', di trasparenza, di concorrenzialita', di  rotazione,  di
    non discriminazione, di proporzionalita', nonche' di economicita', di
    efficacia e di imparzialita' dei procedimenti  e  della  specificita'
    dei contratti nel settore dei beni culturali, nonche' previsione  del
    divieto per le stazioni  appaltanti  di  utilizzare,  ai  fini  della
    selezione degli operatori da invitare alle  procedure  negoziate,  il
    sorteggio o altro metodo di estrazione casuale dei nominativi, se non
    in presenza di situazioni particolari e specificamente motivate; 
        f) semplificazione delle procedure finalizzate alla realizzazione
    di investimenti in tecnologie verdi  e  digitali,  in  innovazione  e
    ricerca nonche' in innovazione sociale, anche al fine  di  conseguire
    gli obiettivi dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile,  adottata
    dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre  2015,  e
    di incrementare il  grado  di  ecosostenibilita'  degli  investimenti
    pubblici e delle attivita' economiche secondo i  criteri  di  cui  al
    regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
    18 giugno 2020; previsione di misure volte a  garantire  il  rispetto
    dei   criteri   di   responsabilita'    energetica    e    ambientale
    nell'affidamento  degli  appalti  pubblici   e   dei   contratti   di
    concessione, in particolare  attraverso  la  definizione  di  criteri
    ambientali minimi, da rispettare obbligatoriamente, differenziati per
    tipologie ed importi di appalto e  valorizzati  economicamente  nelle
    procedure  di   affidamento,   e   l'introduzione   di   sistemi   di
    rendicontazione degli  obiettivi  energetico-ambientali;  in  seguito
    all'emanazione di nuovi decreti ministeriali in  materia  di  criteri
    ambientali minimi, previsione di un  periodo  transitorio  con  tempi
    congrui per l'avvio della relativa applicazione; 
        g) previsione dell'obbligo per le stazioni appaltanti di inserire
    nei bandi di gara, negli avvisi e inviti, in relazione  alle  diverse
    tipologie di contratti pubblici, un regime obbligatorio di  revisione
    dei  prezzi  al  verificarsi  di  particolari  condizioni  di  natura
    oggettiva  e  non   prevedibili   al   momento   della   formulazione
    dell'offerta, compresa la variazione del costo derivante dal  rinnovo
    dei contratti  collettivi  nazionali  di  lavoro  sottoscritti  dalle
    associazioni dei datori e dei prestatori di  lavoro  comparativamente
    piu' rappresentative sul piano nazionale,  applicabili  in  relazione
    all'oggetto dell'appalto e delle prestazioni  da  eseguire  anche  in
    maniera prevalente, stabilendo che gli eventuali oneri derivanti  dal
    suddetto meccanismo di revisione dei  prezzi  siano  a  valere  sulle
    risorse disponibili  del  quadro  economico  degli  interventi  e  su
    eventuali altre risorse disponibili per  la  stazione  appaltante  da
    utilizzare nel rispetto delle procedure contabili di spesa; 
        h) previsione della facolta',  per  le  stazioni  appaltanti,  di
    riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto e  a
    quelle di concessione a operatori economici il cui  scopo  principale
    sia  l'integrazione  sociale  e  professionale  delle   persone   con
    disabilita' o svantaggiate; previsione dell'obbligo per  le  stazioni
    appaltanti di inserire, nei bandi di gara, avvisi  e  inviti,  tenuto
    conto della tipologia di intervento, in particolare ove riguardi beni
    culturali,  e  nel  rispetto  dei   principi   dell'Unione   europea,
    specifiche  clausole  sociali  con  le  quali  sono  indicati,   come
    requisiti necessari dell'offerta, criteri orientati tra l'altro a: 
          1)  garantire  la  stabilita'   occupazionale   del   personale
    impiegato; 
          2) garantire l'applicazione dei contratti collettivi  nazionali
    e territoriali di settore, tenendo conto,  in  relazione  all'oggetto
    dell'appalto  e  alle  prestazioni  da  eseguire  anche  in   maniera
    prevalente, di quelli stipulati dalle associazioni dei datori  e  dei
    prestatori di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul  piano
    nazionale, nonche' garantire le stesse tutele economiche e  normative
    per   i   lavoratori   in   subappalto   rispetto    ai    dipendenti
    dell'appaltatore e contro il lavoro irregolare; 
          3) promuovere meccanismi e strumenti anche di  premialita'  per
    realizzare  le  pari  opportunita'  generazionali,  di  genere  e  di
    inclusione lavorativa per le persone con disabilita' o svantaggiate; 
        i) promozione, nel rispetto  del  diritto  europeo  vigente,  del
    ricorso da parte delle stazioni appaltanti  a  forniture  in  cui  la
    parte di prodotti originari di Paesi terzi che  compongono  l'offerta
    non  sia  maggioritaria  rispetto  al  valore  totale  dei  prodotti;
    previsione,  nel  caso  di  forniture  provenienti   da   Paesi   non
    appartenenti all'Unione  europea,  di  misure  atte  a  garantire  il
    rispetto di criteri ambientali minimi e dei diritti  dei  lavoratori,
    anche al fine di assicurare una leale concorrenza nei confronti degli
    operatori economici europei; 
        l) previsione del divieto di prestazione gratuita delle attivita'
    professionali, salvo  che  in  casi  eccezionali  e  previa  adeguata
    motivazione; 
        m) riduzione e certezza dei  tempi  relativi  alle  procedure  di
    gara, alla stipula dei  contratti,  anche  attraverso  contratti-tipo
    predisposti  dall'Autorita'  nazionale  anticorruzione,  sentito   il
    Consiglio   superiore   dei   lavori   pubblici   relativamente    ai
    contratti-tipo di lavori e servizi di ingegneria  e  architettura,  e
    all'esecuzione degli appalti, anche attraverso la digitalizzazione  e
    l'informatizzazione delle procedure, la piena attuazione della  Banca
    dati nazionale  dei  contratti  pubblici  e  del  fascicolo  virtuale
    dell'operatore economico,  il  superamento  dell'Albo  nazionale  dei
    componenti delle commissioni  giudicatrici,  il  rafforzamento  della
    specializzazione professionale dei commissari all'interno di ciascuna
    amministrazione e la riduzione degli oneri documentali ed economici a
    carico dei soggetti  partecipanti,  nonche'  di  quelli  relativi  al
    pagamento dei corrispettivi e degli acconti dovuti  in  favore  degli
    operatori  economici,  in  relazione  all'adozione  dello  stato   di
    avanzamento dei lavori e allo stato di svolgimento delle forniture  e
    dei servizi; 
        n) razionalizzazione e semplificazione delle cause di esclusione,
    al fine di rendere  le  regole  di  partecipazione  chiare  e  certe,
    individuando le fattispecie che configurano l'illecito  professionale
    di cui all'articolo 57, paragrafo 4, della direttiva  2014/24/UE  del
    Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014; 
        o)  revisione  e  semplificazione  della  normativa  primaria  in
    materia di programmazione, localizzazione  delle  opere  pubbliche  e
    dibattito  pubblico,  al  fine  di   rendere   le   relative   scelte
    maggiormente rispondenti ai fabbisogni della  comunita',  nonche'  di
    rendere piu' celeri e meno conflittuali le procedure  finalizzate  al
    raggiungimento  dell'intesa  fra  i  diversi   livelli   territoriali
    coinvolti nelle scelte stesse; 
        p)  previsione,  in  caso  di  affidamento  degli  incarichi   di
    progettazione    a    personale    interno    alle    amministrazioni
    aggiudicatrici, della sottoscrizione di apposite polizze assicurative
    per la copertura dei rischi di  natura  professionale,  con  oneri  a
    carico delle medesime amministrazioni; 
        q)  semplificazione  delle  procedure  relative  alla   fase   di
    approvazione dei  progetti  in  materia  di  opere  pubbliche,  anche
    attraverso la ridefinizione dei livelli di progettazione ai  fini  di
    una loro riduzione, lo snellimento  delle  procedure  di  verifica  e
    validazione dei progetti e la razionalizzazione della composizione  e
    dell'attivita' del Consiglio superiore dei lavori pubblici; 
        r) definizione,  nel  rispetto  dei  principi  di  trasparenza  e
    concorrenzialita' e tenuto conto delle  esigenze  di  semplificazione
    richieste dalla specificita' dei contratti nel settore della ricerca,
    della disciplina applicabile ai contratti pubblici di lavori, servizi
    e forniture nell'ambito dei servizi di ricerca e  sviluppo  da  parte
    degli organismi di ricerca e delle istituzioni  dell'alta  formazione
    artistica, musicale e coreutica, nonche' della disciplina applicabile
    alle ipotesi di collaborazione tra organismi di ricerca; 
        s) revisione e  semplificazione  del  sistema  di  qualificazione
    generale degli operatori, valorizzando criteri di verifica formale  e
    sostanziale delle capacita' realizzative, delle competenze tecniche e
    professionali,   dell'adeguatezza   dell'attrezzatura    tecnica    e
    dell'organico, delle attivita' effettivamente eseguite e del rispetto
    della  legalita',  delle  disposizioni  relative   alla   prevenzione
    antimafia, alla tutela del lavoro e alla prevenzione e  al  contrasto
    della discriminazione  di  genere,  anche  attraverso  l'utilizzo  di
    banche dati a livello centrale che riducano le incertezze in sede  di
    qualificazione degli operatori nelle  singole  procedure  di  gara  e
    considerando la specificita' del settore dei beni culturali; 
        t) individuazione delle ipotesi in  cui  le  stazioni  appaltanti
    possono ricorrere ad automatismi nella valutazione  delle  offerte  e
    tipizzazione  dei  casi  in  cui  le  stazioni   appaltanti   possono
    ricorrere, ai fini dell'aggiudicazione, al solo criterio del prezzo o
    del costo, con possibilita' di escludere, per  i  contratti  che  non
    abbiano carattere transfrontaliero, le  offerte  anomale  determinate
    sulla base di meccanismi e metodi  matematici,  tenendo  conto  anche
    della specificita' dei contratti nel settore  dei  beni  culturali  e
    prevedendo in  ogni  caso  che  i  costi  della  manodopera  e  della
    sicurezza  siano  sempre  scorporati  dagli  importi  assoggettati  a
    ribasso; 
        u)  ridefinizione  della  disciplina  delle  varianti  in   corso
    d'opera, nei limiti previsti dall'ordinamento europeo,  in  relazione
    alla  possibilita'  di  modifica  dei  contratti  durante   la   fase
    dell'esecuzione; 
        v) revisione della disciplina relativa ai servizi sociali e della
    ristorazione  ospedaliera,  assistenziale  e  scolastica,  nonche'  a
    quelli di servizio ad alta intensita' di manodopera, per  i  quali  i
    bandi di gara, gli avvisi e gli inviti devono contenere la previsione
    di specifiche clausole  sociali  volte  a  promuovere  la  stabilita'
    occupazionale  del  personale  impiegato,  prevedendo  come  criterio
    utilizzabile  ai  fini  dell'aggiudicazione   esclusivamente   quello
    dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa; 
        z) forte incentivo al ricorso a procedure  flessibili,  quali  il
    dialogo competitivo, il partenariato per l'innovazione, le  procedure
    per l'affidamento di accordi quadro e le  procedure  competitive  con
    negoziazione, per la stipula di contratti  pubblici  complessi  e  di
    lunga durata, garantendo il rispetto dei principi di trasparenza e di
    concorrenzialita'; 
        aa)  razionalizzazione,  semplificazione,   anche   mediante   la
    previsione di contratti-tipo e di  bandi-tipo,  ed  estensione  delle
    forme di partenariato pubblico-privato, con particolare riguardo alle
    concessioni di servizi, alla finanza di  progetto  e  alla  locazione
    finanziaria di opere pubbliche o di pubblica utilita', anche al  fine
    di  rendere  tali  procedure  effettivamente   attrattive   per   gli
    investitori professionali, oltre che per gli  operatori  del  mercato
    delle  opere  pubbliche  e  dell'erogazione  dei  servizi   resi   in
    concessione, garantendo la trasparenza e la pubblicita' degli atti; 
        bb) precisazione delle cause che giustificano la stipulazione  di
    contratti segretati o che esigono particolari misure di  sicurezza  e
    specificazione delle relative modalita' attuative; 
        cc) revisione del sistema  delle  garanzie  fideiussorie  per  la
    partecipazione e l'esecuzione dei contratti pubblici, prevedendo  una
    disciplina omogenea per i settori ordinari e per i settori speciali e
    prevedendo, in relazione alle garanzie dell'esecuzione dei contratti,
    la possibilita' di sostituire le stesse mediante  l'effettuazione  di
    una ritenuta di garanzia proporzionata all'importo del  contratto  in
    occasione del pagamento di ciascuno stato di avanzamento dei lavori; 
        dd) individuazione dei contratti pubblici esclusi dall'ambito  di
    applicazione oggettivo  delle  direttive  europee  e  semplificazione
    della disciplina giuridica ad essi applicabile; 
        ee) individuazione delle ipotesi in cui  le  stazioni  appaltanti
    possono ricorrere all'affidamento  congiunto  della  progettazione  e
    dell'esecuzione  dei  lavori,  fermi  restando  il   possesso   della
    necessaria qualificazione  per  la  redazione  dei  progetti  nonche'
    l'obbligo di indicare  nei  documenti  di  gara  o  negli  inviti  le
    modalita' per la corresponsione  diretta  al  progettista,  da  parte
    delle  medesime  stazioni  appaltanti,  della  quota   del   compenso
    corrispondente agli oneri di progettazione indicati espressamente  in
    sede di  offerta  dall'operatore  economico,  al  netto  del  ribasso
    d'asta; 
        ff) divieto di proroga dei contratti di concessione, fatti  salvi
    i  principi  europei  in  materia  di   affidamento   in   house,   e
    razionalizzazione della disciplina sul controllo  degli  investimenti
    dei  concessionari  e  sullo  stato  delle  opere  realizzate,  fermi
    restando gli obblighi dei concessionari  sulla  corretta  e  puntuale
    esecuzione   dei   contratti,   prevedendo   sanzioni   proporzionate
    all'entita' dell'inadempimento, ivi compresa la decadenza in caso  di
    inadempimento grave; 
        gg) razionalizzazione della disciplina concernente  le  modalita'
    di affidamento dei contratti da parte  dei  concessionari,  anche  al
    fine di introdurre una disciplina specifica per i rapporti concessori
    riguardanti la gestione di servizi e, in particolare, dei servizi  di
    interesse economico generale; disciplina delle concessioni in  essere
    alla data di entrata in vigore dei  decreti  legislativi  di  cui  al
    comma 1 e non affidate con la  formula  della  finanza  di  progetto,
    ovvero con procedure di gara ad evidenza pubblica secondo il  diritto
    dell'Unione europea, con specifico  riguardo  alle  situazioni  nelle
    quali  sussiste  l'obbligo,  secondo   criteri   di   gradualita'   e
    proporzionalita' e tenendo conto delle dimensioni e dei caratteri del
    soggetto   concessionario,   dell'epoca   di    assegnazione    della
    concessione, della sua durata, del  suo  oggetto  e  del  suo  valore
    economico, di  affidare  a  terzi,  mediante  procedure  di  evidenza
    pubblica, parte dei contratti di lavori, servizi e forniture relativi
    alle medesime concessioni, garantendo la stabilita' e la salvaguardia
    delle professionalita' del personale impiegato; 
        hh) razionalizzazione della disciplina concernente  i  meccanismi
    sanzionatori e  premiali  finalizzati  a  incentivare  la  tempestiva
    esecuzione dei contratti pubblici da parte dell'aggiudicatario, anche
    al fine di estenderne l'ambito di applicazione; 
        ii) semplificazione e accelerazione delle procedure di  pagamento
    da parte delle stazioni appaltanti  del  corrispettivo  contrattuale,
    anche riducendo gli oneri amministrativi a carico delle imprese; 
        ll) estensione e rafforzamento dei metodi  di  risoluzione  delle
    controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia
    di esecuzione del contratto. 
      3. I decreti legislativi di cui al comma 1  abrogano  espressamente
    tutte le disposizioni oggetto di riordino e comunque quelle con  essi
    incompatibili e recano le opportune disposizioni di coordinamento  in
    relazione alle disposizioni non abrogate o non modificate, nonche' le
    necessarie disposizioni transitorie e finali. 
      4. I decreti legislativi  di  cui  al  comma  1  sono  adottati  su
    proposta del Presidente del Consiglio dei  ministri  e  del  Ministro
    delle infrastrutture e della mobilita' sostenibili, di concerto con i
    Ministri competenti e previa acquisizione del parere della Conferenza
    unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
    1997, n. 281, e del parere del Consiglio  di  Stato,  che  sono  resi
    entro il termine di trenta  giorni  dalla  data  di  trasmissione  di
    ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale  il  Governo
    puo' comunque procedere. Gli schemi di  ciascun  decreto  legislativo
    sono successivamente trasmessi  alle  Camere  per  l'espressione  dei
    pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per  i
    profili finanziari, che si pronunciano entro  il  termine  di  trenta
    giorni dalla data  di  trasmissione,  decorso  il  quale  il  decreto
    legislativo puo'  essere  comunque  adottato.  Ove  il  parere  delle
    Commissioni parlamentari indichi specificamente  talune  disposizioni
    come non conformi  ai  principi  e  criteri  direttivi  di  cui  alla
    presente legge, il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri
    parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle  Camere  con  le  sue
    osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate  dei  necessari
    elementi integrativi di informazione e  motivazione.  Le  Commissioni
    competenti per materia  possono  esprimersi  sulle  osservazioni  del
    Governo entro dieci giorni dall'assegnazione; decorso tale termine il
    decreto legislativo puo' essere comunque  emanato.  Ove  il  Governo,
    nell'attuazione della delega di cui  al  presente  articolo,  intenda
    esercitare la facolta' di cui all'articolo 14, numero 2°,  del  testo
    unico delle leggi sul Consiglio di Stato, di cui al regio decreto  26
    giugno 1924, n. 1054, il Consiglio di Stato si avvale, al fine  della
    stesura  dell'articolato  normativo,  di  magistrati   di   tribunale
    amministrativo regionale, di esperti  esterni  e  rappresentanti  del
    libero foro e dell'Avvocatura generale dello Stato, i quali  prestano
    la propria attivita' a titolo gratuito e senza  diritto  al  rimborso
    delle spese. Sugli schemi redatti  dal  Consiglio  di  Stato  non  e'
    acquisito il parere dello  stesso.  Entro  due  anni  dalla  data  di
    entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma
    1, il Governo  puo'  apportarvi  le  correzioni  e  integrazioni  che
    l'applicazione pratica renda necessarie od opportune, con  la  stessa
    procedura e nel rispetto dei medesimi principi e criteri direttivi di
    cui al presente articolo. Qualora il termine  per  l'espressione  del
    parere parlamentare scada nei trenta giorni che precedono la scadenza
    dei  termini   di   delega   previsti   dal   presente   articolo   o
    successivamente, questi ultimi sono prorogati di tre mesi. 
      5. I decreti legislativi di cui alla presente legge  sono  adottati
    senza  nuovi  o  maggiori  oneri  per   la   finanza   pubblica.   Le
    amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti di rispettiva
    competenza  con  le  risorse   umane,   strumentali   e   finanziarie
    disponibili a  legislazione  vigente.  Qualora  uno  o  piu'  decreti
    legislativi determinino  nuovi  o  maggiori  oneri  che  non  trovino
    compensazione al proprio interno, i decreti legislativi  stessi  sono
    adottati solo successivamente o contestualmente all'entrata in vigore
    dei provvedimenti legislativi  che  stanzino  le  occorrenti  risorse
    finanziarie, in conformita' all'articolo 17, comma 2, della legge  31
    dicembre 2009, n. 196. 
                                  Art. 2 
     
                          Clausola di salvaguardia 
     
      1. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
    di Bolzano adeguano la propria legislazione ai principi di  cui  alla
    presente  legge  nel  rispetto  delle  disposizioni   contenute   nei
    rispettivi statuti e nelle relative norme di attuazione. 
      La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato.

    Disegni di legge delega CdM: semplificazione e riordino in materia di contratti pubblici

    Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 28 febbraio 2019 ha approvato dieci disegni di legge di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore. I testi approvati, alcuni dei quali sono collegati alla legge di bilancio per il 2019, fanno seguito e superano, ampliandone la portata, il disegno di legge in materia di semplificazione approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 dicembre.

    Di seguito le principali previsioni dei provvedimenti.

    1. Deleghe al governo in materia di semplificazione e codificazione

    DDL CODIFICAZIONE (.pdf) 

    La delega prevede che, al fine di migliorare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, garantire la certezza dei rapporti giuridici e la chiarezza del diritto, ridurre gli oneri regolatori gravanti su cittadini e imprese e accrescere la competitività del Paese, il Governo adotti una serie di decreti legislativi di semplificazione e codificazione nei seguenti settori, con facoltà di intervenire anche limitatamente a specifiche attività o gruppi di attività intersettoriali:

    attività economiche e sviluppo economico;
    energia e fonti rinnovabili;
    edilizia e governo del territorio;
    ambiente;
    acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni;
    cittadinanza e innovazione digitale;
    servizio civile universale e soccorso alpino;
    prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicità, trasparenza, diffusione di informazioni da parte della pubblica amministrazione;
    giustizia tributaria e sistema tributario e contabile dello Stato;
    tutela della salute.

    La delega prevede, inoltre, disposizioni per l’attuazione delle politiche di semplificazione, con l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una Commissione permanente cui è attribuito il compito di assicurare in concreto l’attuazione delle misure di semplificazione, nonché il riordino dell’Unità per la semplificazione.

    *

    2. Delega al Governo per la semplificazione, la razionalizzazione, il riordino, il coordinamento e l’integrazione della normativa in materia di contratti pubblici

    DDL CONTRATTI PUBBLICI (.pdf)

    Si delega il Governo al riassetto della materia dei contratti pubblici, non solo nei settori ordinari e speciali ma anche nei settori della difesa e della sicurezza. In particolare, la delega mira a rendere la normativa più semplice e chiara, nonché a limitarne le dimensioni e i rinvii alla normazione secondaria.

    Dal punto di vista contenutistico, la delega promuove la responsabilità delle stazioni appaltanti e mira ad assicurare l’efficienza e la tempestività delle procedure di programmazione, di affidamento, di gestione e di esecuzione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, al fine di ridurre e rendere certi i tempi di realizzazione delle opere pubbliche, razionalizzando inoltre i metodi di risoluzione delle controversie, anche alternativi ai rimedi giurisdizionali, riducendo, tra l’altro, gli oneri di impugnazione degli atti delle procedure di affidamento.

    Infine, si introducono principi e criteri direttivi volti ad alleggerire gli oneri burocratici e di regolazione, semplificando il carico degli adempimenti gravanti sugli operatori economici.

    *

    3. Delega al Governo per la revisione del Codice civile
    Si delega il Governo alla revisione e integrazione del Codice civile. Si prevede di intervenire, tra l’altro, in materia di contratti, di rapporti tra le parti, di successione, di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

    In particolare:

    in materia di associazioni e fondazioni, (escluse le fondazioni di origine bancaria), effettuando il coordinamento con la disciplina del terzo settore con particolare riferimento alle procedure per il riconoscimento, ai limiti allo svolgimento di attività lucrative e alle procedure di liquidazione degli enti;
    in materia di rapporti tra parti, compresi nubendi e coniugi, prevedendo che possano stipulare accordi per regolare i rapporti personali e patrimoniali, anche in previsione dell’eventuale crisi del rapporto, nonché a stabilire i criteri per l’indirizzo della vita familiare e l’educazione dei figli;
    in materia si successione, prevedendo la possibilità di trasformare la quota riservata ai legittimari (ai sensi degli articoli 536 e seguenti del codice civile) in una quota del valore del patrimonio ereditario; prevedendo la possibilità di stipulare patti relativi alla ripartizione dei beni, compreso quello che prevede la rinuncia all’eredità (resta inderogabile la quota di riserva prevista dagli articoli 536 e seguenti del codice civile); introducendo misure di semplificazione ereditaria, in conformità al certificato successorio europeo;
    in materia di contratti prevedendo, tra l’altro, il diritto delle parti di contratti divenuti eccessivamente onerosi per cause eccezionali ed imprevedibili, di pretendere la loro rinegoziazione secondo buona fede ovvero, in caso di mancato accordo, di chiedere in giudizio l’adeguamento delle condizioni contrattuali in modo che venga ripristinata la proporzione tra le prestazioni originariamente convenuta dalle parti.
    *

    4. Delega al Governo di semplificazione e codificazione in materia di agricoltura

    Si delega il Governo, tra l’altro:

    alla revisione e semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese agricole connessi all’erogazione dell’aiuto ovvero al sostegno regionale, nazionale e europeo nell’ambito della Politica agricola comune;
    a prevedere, per i procedimenti amministrativi di competenza degli enti territoriali, il ricorso a procedure pattizie con l’obiettivo di facilitare in particolare l’avvio dell’attività economica in materia di agricoltura;
    alla revisione e semplificazione della normativa in materia di regolazione dei mercati al fine di assicurare un corretto funzionamento delle regole di concorrenza del mercato ed un’equa ripartizione dei margini lungo la filiera;
    al potenziamento del sistema di rilevazione dei prezzi e dei costi di produzione delle imprese al fine di assicurare una maggiore trasparenza nelle relazioni di mercato;
    a favorire la crescita dimensionale delle imprese agricole, lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e l’ammodernamento delle filiere agroalimentari con l’obiettivo anche di assicurare un maggiore coordinamento degli strumenti di incentivazione vigenti;
    al riordino della disciplina delle frodi agroalimentari nonché revisione della disciplina sanzionatoria vigente in materia di regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari;
    all’istituzione di un sistema unico di controlli al fine di evitare duplicazioni, di tutelare maggiormente i consumatori e di eliminare gli ostacoli al commercio e le distorsioni della concorrenza.

    *

    5. Delega al Governo in materia di turismo
    La delega mira alla riorganizzazione e al coordinamento delle disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività mediante l’aggiornamento del Codice che disciplina l’ordinamento e il mercato del turismo.

    Tra le principali disposizioni, si introducono: la semplificazione e l’aggiornamento del linguaggio normativo; il riordino e revisione della normativa in materia di turismo, con particolare riferimento alle professioni turistiche, alla revisione della classificazione delle strutture alberghiere e del sistema premiale per le strutture e le imprese turistico ricreative e, infine, l’individuazione di un sistema di monitoraggio della domanda e dell’offerta turistica al fine di migliorare la qualità dei servizi offerti e per la realizzazione di un codice identificativo nazionale.

    *

    6. Delega al Governo di semplificazione e codificazione in materia di disabilità
    Si delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi, al fine di promuovere, tutelare e garantire il pieno ed eguale godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte della persona con disabilità e porre le condizioni affinché sia effettivamente rimosso qualsiasi ostacolo che ne limiti o impedisca la piena e libera partecipazione alla vita economica, sociale e culturale della Nazione. La delega prevede l’intervento su più settori, tra i quali: definizione della condizione di disabilità, disciplina dei benefici, promozione della vita indipendente e contrasto dell’esclusione sociale, inserimento nel mondo del lavoro e tutela dei livelli occupazionali ed infine, accessibilità e diritto alla mobilità.

    *

    7. Delega al Governo per la semplificazione e il riassetto in materia di lavoro
    Si delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi di semplificazione e riassetto delle norme in materia di lavoro, al fine di creare un sistema organico di disposizioni in materia e di rendere più chiari i principi regolatori delle disposizioni già vigenti e costruire un complesso armonico di previsioni di semplice applicazione, a tutela dei diritti dei lavoratori e dei datori di lavoro.

    Tra le principali previsioni:

    si pone l’attenzione sulla materia dell’apprendistato al fine di semplificare gli adempimenti posti in capo al datore di lavoro in ordine agli obblighi di formazione;
    si interviene in materia di servizi per l’impiego, compreso il collocamento mirato, e di politiche del lavoro, nonché dei relativi sistemi informativi di supporto, al fine di razionalizzare le funzioni e i compiti in capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali alle politiche del lavoro;
    si razionalizzano e riorganizzano le agenzie, gli enti o gli organismi facenti capo all’amministrazione statale che svolgono compiti in materia di servizi per l’impiego e politiche del lavoro, ivi compresi quelli preposti all’analisi delle politiche pubbliche, anche attraverso il loro accorpamento;
    si eliminano i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l’adeguamento alla normativa europea e si prevede l’obbligo per l’amministrazione di rendere facilmente conoscibili e accessibili le informazioni e i dati in materia (oltre alla relativa modulistica), assicurando al contempo l’integrazione e lo scambio di dati tra le amministrazioni dello Stato e altri soggetti pubblici e privati.
    *

    8. Delega al Governo per la semplificazione e la codificazione in materia di istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e di ricerca
    Si delega il Governo alla semplificazione e alla codificazione delle disposizioni vigenti in materia di istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e ricerca, con riguardo ad alcuni settori che richiedono interventi di coordinamento e di sistematizzazione. Tra gli altri, gli obiettivi della delega sono:

    organizzare le disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività;
    razionalizzare, eventualmente anche attraverso fusioni o soppressioni, enti, agenzie, organismi comunque denominati, ivi compresi quelli preposti alla valutazione di scuola e università, ovvero trasformare gli stessi in ufficio dello Stato o di altra amministrazione pubblica, salvo la necessità di preservarne l’autonomia, ovvero liquidazione di quelli non più funzionali all’assolvimento dei compiti e delle funzioni cui sono preposti, ferma restando la salvaguardia del personale in carico ai suddetti soggetti, qualora incardinato nel rispetto della disciplina normativa sulle assunzioni, ferma restando la neutralità degli effetti sui saldi di finanza pubblica;
    ridurre il numero di componenti degli organi collegiali degli enti sottoposti alla vigilanza del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e razionalizzazione e omogeneizzazione dei poteri di vigilanza ministeriale;
    fermo restando il principio di autonomia scolastica, revisionare la disciplina degli organi collegiali territoriali della scuola, in modo da definirne competenze e responsabilità, eliminando duplicazioni e sovrapposizione di funzioni, e ridefinendone la relazione rispetto al ruolo, competenze e responsabilità dei dirigenti scolastici, come attualmente disciplinati;
    riallocare le funzioni e i compiti amministrativi in tema di cessazioni dal servizio, progressioni e ricostruzioni di carriera, trattamento di fine rapporto del personale della scuola, nonché di ulteriori compiti e funzioni non strettamente connessi alla gestione della singola istituzione scolastica, al fine di incrementare l’efficienza nell’uso delle risorse e l’efficacia dei risultati conseguiti. Dall’attuazione del predetto principio non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;
    riordinare e promuovere l’attività sportiva studentesca in ogni ciclo di istruzione, tramite la previsione, nel rispetto dell’autonomia scolastica, di centri sportivi studenteschi e di una federazione nazionale dello sport scolastico. Dall’attuazione del predetto principio non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
    *

    9. Delega al Governo per la semplificazione e la razionalizzazione della normativa in materia di ordinamento militare
    Si delega il Governo alla razionalizzazione, alla semplificazione e al riassetto delle disposizioni dell’ordinamento militare, con l’obiettivo di migliorare la qualità della regolazione e rendere effettiva la semplificazione organizzativa e procedimentale dell’amministrazione. Tra le principali direttrici di azione, si possono indicare:

    la riduzione delle disposizioni legislative previste dal Codice dell’ordinamento militare e successive modificazioni, ri-codificando al livello primario le disposizioni che disciplinano materie coperte da riserva di legge;
    la ricognizione delle disposizioni previste dal Codice dell’ordinamento militare aventi natura attuativa e integrativa di norme generali regolatrici delle materie, nonché di quelle che disciplinano materie non coperte da riserva di legge, anche relativa;
    una “deregolamentazione” consistente nella revisione complessiva del Testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90.

    *

    10. Delega al Governo per il riordino della materia dello spettacolo e per la modifica del Codice dei beni culturali e paesaggio

    DDL BENI CULTURALI (.pdf) 

    Si delega il Governo a:

    introdurre, attraverso la redazione di un “Codice dello spettacolo”, una nuova disciplina complessiva dello spettacolo dal vivo nelle sue diverse espressioni, al fine di conferire al settore un assetto più efficace, organico e conforme ai principi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, incentivandone la produzione, l’innovazione, nonché la fruizione da parte della collettività;
    adottare disposizioni di modifica del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), al fine di consentire un riordino sistematico della materia e del necessario adeguamento alle riforme intervenute successivamente all’emanazione del Codice, come il Codice dei contratti pubblici e quello del terzo settore.

    fonte: www.governo.it

    Regione Sicilia: modifiche alla Legge Regionale n. 12/2011 a seguito del nuovo Codice degli Appalti Pubblici

    Legge Regionale 17 maggio 2016 n. 8

    (.pdf Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana)

    Art. 24.
    Modifiche alla legge regionale 12.07.2011, n. 12 per effetto dell’entrata in vigore del decreto legislativo 18.04.2016, n. 50

    1. Il comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 12 luglio 2011, n. 12 è sostituito dal seguente:
    “1. A decorrere dall’entrata in vigore del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, si applicano nel territorio della Regione le disposizioni in esso contenute e le successive modifiche ed integrazioni nonchè i relativi provvedimenti di attuazione, fatte comunque salve le diverse disposizioni introdotte dalla presente legge.”.
    2. Sono abrogati gli articoli 14, 17 e 19 della legge regionale n. 12/2011.
    3. Le disposizioni di cui all’articolo 8 della legge regionale n. 12/2011 si applicano con i limiti temporali stabiliti dall’articolo 77, comma 12, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Per gli appalti di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo n. 50/2016, le disposizioni di cui all’articolo 9, comma 6, della legge regionale n. 12/2011 si applicano con i limiti temporali stabiliti dall’articolo 77, comma 12, del medesimo decreto legislativo.
    4. Tutti i riferimenti al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed integrazioni, contenuti nella legge regionale n. 12/2011 e nel decreto del Presidente della Regione 31 gennaio 2012, n. 13, si intendono riferiti alle omologhe disposizioni previste dal decreto legislativo n. 50/2016 e dai relativi provvedimenti di attuazione.