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Esclusione illegittima : la Centrale di committenza (non il Comune) che ha svolto la gara è responsabile per il risarcimento del danno

Consiglio di Stato, sez. III, 15.03.2024 n. 2544

3.2. Giova aggiungere, ad adiuvandum, che l’art. 37, comma 9, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, ha previsto che “La stazione appaltante, nell’ambito delle procedure gestite dalla Centrale di committenza di cui fa parte, è responsabile del rispetto del presente codice per le attività ad essa direttamente imputabili. La centrale di committenza che svolge esclusivamente attività di centralizzazione delle procedure di affidamento per conto di altre amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatori è tenuta al rispetto delle disposizioni di cui al presente codice e ne è direttamente responsabile”. La norma, dunque, fa gravare sulla Centrale di committenza l’onere del rispetto dei principi e delle regole introdotte dal Codice dei contratti pubblici, con la conseguenza che l’errore sull’esclusione di un operatore economico dalla gara o sulla aggiudicazione della procedura non può che gravare sulla stessa Centrale. La disposizione riprende il Considerando n. 69 della direttiva n. 24 del 2014, secondo cui “Occorre inoltre stabilire regole per ripartire tra la Centrale di committenza e le amministrazioni aggiudicatrici che ad essa fanno direttamente o indirettamente ricorso la responsabilità di vigilare sull’osservanza degli obblighi derivanti dalla presente direttiva. Nel caso in cui la responsabilità esclusiva per lo svolgimento delle procedure di appalto competa alla Centrale di committenza, la stessa è anche esclusivamente e direttamente responsabile della legittimità delle procedure. Se un’amministrazione aggiudicatrice gestisce alcune parti della procedura, ad esempio la riapertura della gara nell’ambito di un accordo quadro o l’aggiudicazione dei singoli appalti basata su un sistema dinamico di acquisizione, la stessa amministrazione dovrebbe continuare ad essere responsabile per le fasi che gestisce.”. Nel caso all’esame del Collegio non è dubbio che la procedura di gara è stata svolta dal Consorzio, che ha proceduto anche alla revoca dell’aggiudicazione (rispettivamente, determina 17 gennaio 2020, n. 14, e determina 17 febbraio 2020, n. 34), e che, quindi, è responsabile della stessa. L’onere risarcitorio non può, quindi, che gravare sul Consorzio (fatti salvi i successivi rapporti con il Comune che dell’attività del Consorzio ha beneficiato).
3.3. Né assume rilievo decisivo l’uso da parte della sentenza da ottemperare della generica locuzione “stazione appaltante”, che secondo il Consorzio sarebbe indicativo dell’intento di individuare nel Comune il soggetto passivo dell’obbligo risarcitorio.
Infatti, l’ampiezza della definizione di “stazione appaltante” contenuta nell’art. 3, comma 1, lettera o), del d.lgs. n. 50 del 2016, che ricomprende la nozione di “amministrazioni aggiudicatrici” di cui alla precedente lettera a), ben si presta a includere nel richiamo anche le centrali di committenza come definite dalla successiva lettera i).

Affidamento diretto finanziato PNRR

Quesito: Qualora l’ente locale non capoluogo di provincia debba procedere DOPO IL 1 LIGLIO 2023 con un affidamento diretto di lavori d’importo superiore a 150.000€ e inferiore a 500.000 € finanziato con fondi PNRR, tale Ente si dovrà avvalere della Centrale Unica di Committenza sulla base dell’articolo 1, comma 1, lettera a) della legge 14 giugno 2019, n. 55, così come modificato dall’art. 52, comma 1, lettera a), legge n. 108 del 2021, poi dall’art. 10, comma 1, del decreto-legge n. 176 del 2022, oppure potrà procedere direttamente e in autonomia senza ricorrere alla CUC così come previsto dall’articolo 62, comma 1 del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36?

Risposta: Con riferimento al quesito posto, si veda la Circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 12.07.2023, avente per oggetto “Il regime giuridico applicabile agli affidamenti relativi a procedure afferenti alle opere PNRR e PNC successivamente al 1 luglio 2023 – Chiarimenti interpretativi e prime indicazioni operative”, raggiungibile al seguente link: https://www.mit.gov.it/normativa/circolare-ministeriale-13-07-2023 (Parere MIT n. 2097/2023)

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    ANAC : Centrale Unica di Committenza senza personalità giuridica può aggiudicare appalti pubblici PNRR

    Per aggiudicare un appalto pubblico un comune può avvalersi di una centrale di committenza costituita nella forma di associazione, unione, consorzio o anche di convenzione tra enti locali senza che questa sia dotata di personalità giuridica.

    È quanto ha stabilito l’ANAC in una nota del Presidente approvata il 13 dicembre 2022 in seguito alla richiesta di parere di un Comune.
    Nel caso in esame, il comune lombardo aveva chiesto all’Autorità di sapere se fosse corretto avvalersi della centrale unica di committenza appositamente costituita prescindendo dall’acquisizione della personalità giuridica per procedere all’indizione di gare riguardanti i finanziamenti PNRR.

    ANAC autorizza la stessa Centrale Unica a procedere come centrale di committenza grazie al combinato disposto di tre norme: codice dei contratti pubblici, testo unico degli enti locali e decreto PNRR.
    Quest’ultimo, con una modifica al cosiddetto decreto “sblocca cantieri”, ha determinato un regime speciale nella gestione delle procedure di affidamento per gli appalti che utilizzano le risorse PNRR, PNC o derivanti da altri Fondi Ue.
    Tale regime speciale implica per i comuni non capoluogo di provincia, il ricorso obbligatorio a centrali di committenza o soggetti aggregatori qualificati. In attesa che entri in vigore, con il nuovo codice appalti, la qualificazione delle stazioni appaltanti.

    Nota del Presidente ANAC del 30.11.2022 – prot. 76280.2022.pdf