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Art. 108, (Risoluzione)

1. Fatto salvo quanto previsto ai commi 1, 2 e 4, dell’articolo 107, le stazioni appaltanti possono risolvere un contratto pubblico durante il periodo di sua efficacia, se una o piu’ delle seguenti condizioni sono soddisfatte:
   a) il contratto ha subito una modifica sostanziale che avrebbe richiesto una nuova procedura di appalto ai sensi dell’articolo 106;
   b) con riferimento alle modificazioni di cui all’articolo 106, comma 1, lettere b) e c) sono state superate le soglie di cui al comma 7 del predetto articolo; con riferimento alle modificazioni di cui all’articolo 106, comma 1, lettera e) del predetto articolo, sono state superate eventuali soglie stabilite dalle amministrazioni aggiudicatrici o dagli enti aggiudicatori; con riferimento alle modificazioni di cui all’articolo 106, comma 2, sono state superate le soglie di cui al medesimo comma 2, lettere a) e b);
   c) l’aggiudicatario si e’ trovato, al momento dell’aggiudicazione dell’appalto in una delle situazioni di cui all’articolo 80, comma 1, ((sia per quanto riguarda i settori ordinari sia per quanto riguarda le concessioni)) e avrebbe dovuto pertanto essere escluso dalla procedura di appalto o di aggiudicazione della concessione, ovvero ancora per quanto riguarda i settori speciali avrebbe dovuto essere escluso ((a norma dell’articolo 136, comma 1;))
   d) l’appalto non avrebbe dovuto essere aggiudicato in considerazione di una grave violazione degli obblighi derivanti dai trattati, come riconosciuto dalla Corte di giustizia dell’Unione europea in un procedimento ai sensi dell’articolo 258 TFUE, o di una sentenza passata in giudicato per violazione del presente codice.
2. Le stazioni appaltanti devono risolvere un contratto pubblico durante il periodo di efficacia dello stesso qualora:
   a) nei confronti dell’appaltatore sia intervenuta la decadenza dell’attestazione di qualificazione per aver prodotto falsa documentazione o dichiarazioni mendaci;
   b) nei confronti dell’appaltatore sia intervenuto un provvedimento definitivo che dispone l’applicazione di una o piu’ misure di prevenzione di cui al codice delle leggi antimafia e delle relative misure di prevenzione, ovvero sia intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato per i reati di cui all’articolo 80.
3. Quando il direttore dei lavori o il responsabile dell’esecuzione del contratto, se nominato, accerta un grave inadempimento alle obbligazioni contrattuali da parte dell’appaltatore, tale da comprometterne la buona riuscita delle prestazioni, invia al responsabile del procedimento una relazione particolareggiata, corredata dei documenti necessari, indicando la stima dei lavori eseguiti regolarmente, il cui importo puo’ essere riconosciuto all’appaltatore. Egli formula, altresi’, la contestazione degli addebiti all’appaltatore, assegnando un termine non inferiore a quindici giorni per la presentazione delle proprie controdeduzioni al responsabile del procedimento. Acquisite e valutate negativamente le predette controdeduzioni, ovvero scaduto il termine senza che l’appaltatore abbia risposto, la stazione appaltante su proposta del responsabile del procedimento dichiara risolto il contratto.
4. Qualora, al di fuori di quanto previsto al comma 3, l’esecuzione delle prestazioni ritardi per negligenza dell’appaltatore rispetto alle previsioni del contratto, il direttore dei lavori o il responsabile unico dell’esecuzione del contratto, se nominato gli assegna un termine, che, salvo i casi d’urgenza, non puo’ essere inferiore a dieci giorni, entro i quali l’appaltatore deve eseguire le prestazioni. Scaduto il termine assegnato, e redatto processo verbale in contraddittorio con l’appaltatore, qualora l’inadempimento permanga, la stazione appaltante risolve il contratto, fermo restando il pagamento delle penali.
5. Nel caso di risoluzione del contratto l’appaltatore ha diritto soltanto al pagamento delle prestazioni relative ai lavori, servizi o forniture regolarmente eseguiti, decurtato degli oneri aggiuntivi derivanti dallo scioglimento del contratto.
6. Il responsabile unico del procedimento nel comunicare all’appaltatore la determinazione di risoluzione del contratto, dispone, con preavviso di venti giorni, che il direttore dei lavori curi la redazione dello stato di consistenza dei lavori gia’ eseguiti, l’inventario di materiali, macchine e mezzi d’opera e la relativa presa in consegna.
7. Qualora sia stato nominato, l’organo di collaudo procede a redigere, acquisito lo stato di consistenza, un verbale di accertamento tecnico e contabile con le modalita’ di cui al presente codice. Con il verbale e’ accertata la corrispondenza tra quanto eseguito fino alla risoluzione del contratto e ammesso in contabilita’ e quanto previsto nel progetto approvato nonche’ nelle eventuali perizie di variante; e’ altresi’ accertata la presenza di eventuali opere, riportate nello stato di consistenza, ma non previste nel progetto approvato nonche’ nelle eventuali perizie di variante.
8. Nei casi di cui ai commi 2 e 3, in sede di liquidazione finale dei lavori, servizi o forniture riferita all’appalto risolto, l’onere da porre a carico dell’appaltatore e’ determinato anche in relazione alla maggiore spesa sostenuta per affidare ad altra impresa i lavori ove la stazione appaltante non si sia avvalsa della facolta’ prevista dall’articolo 110, comma 1.
9. Nei casi di risoluzione del contratto di appalto dichiarata dalla stazione appaltante l’appaltatore deve provvedere al ripiegamento dei cantieri gia’ allestiti e allo sgombero delle aree di lavoro e relative pertinenze nel termine a tale fine assegnato dalla stessa stazione appaltante; in caso di mancato rispetto del termine assegnato, la stazione appaltante provvede d’ufficio addebitando all’appaltatore i relativi oneri e spese. ((La stazione appaltante, in alternativa)) all’esecuzione di eventuali provvedimenti giurisdizionali cautelari, possessori o d’urgenza comunque denominati che inibiscano o ritardino il ripiegamento dei cantieri o lo sgombero delle aree di lavoro e relative pertinenze, puo’ depositare cauzione in conto vincolato a favore dell’appaltatore o prestare fideiussione bancaria o polizza assicurativa con le modalita’ di cui all’articolo 93, pari all’uno per cento del valore del contratto. Resta fermo il diritto dell’appaltatore di agire per il risarcimento dei danni.

Art. 110, (Procedure di affidamento in caso di fallimento dell’esecutore o di risoluzione del contratto e misure straordinarie di gestione)

1. Le stazioni appaltanti, in caso di fallimento, di liquidazione coatta e concordato preventivo, ovvero procedura di insolvenza concorsuale o di liquidazione dell’appaltatore, o di risoluzione del contratto ai sensi dell’articolo 108 ovvero di recesso dal contratto ai sensi dell’articolo 88, comma 4-ter, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, ovvero in caso di dichiarazione giudiziale di
inefficacia del contratto, interpellano progressivamente i soggetti che hanno partecipato all’originaria procedura di gara, risultanti dalla relativa graduatoria, al fine di stipulare un nuovo contratto per l’affidamento ((dell’esecuzione o del completamento dei lavori, servizi o forniture)).
2. L’affidamento avviene alle medesime condizioni gia’ proposte dall’originario aggiudicatario in sede in offerta.
3. Il curatore del fallimento, autorizzato all’esercizio provvisorio, ovvero l’impresa ammessa al concordato con continuita’ aziendale, su autorizzazione del giudice delegato, ((…)) possono:
a) partecipare a procedure di affidamento di concessioni e appalti di lavori, forniture e servizi ovvero essere affidatario di subappalto;
b) eseguire i contratti gia’ stipulati dall’impresa fallita o ammessa al concordato con continuita’ aziendale.
4. L’impresa ammessa al concordato con continuita’ aziendale non necessita di avvalimento di requisiti di altro soggetto. L’impresa ammessa al concordato con cessione di beni o che ha presentato domanda di concordato a norma dell’articolo 161, sesto comma, del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, puo’ eseguire i contratti gia’ stipulati, su autorizzazione del giudice delegato ((…)).
5. L’ANAC, sentito il giudice delegato, puo’ subordinare la partecipazione, l’affidamento di subappalti e la stipulazione dei relativi contratti alla necessita’ che il curatore o l’impresa in concordato si avvalgano di un altro operatore in possesso dei requisiti di carattere generale, di capacita’ finanziaria, tecnica, economica, nonche’ di certificazione, richiesti per l’affidamento dell’appalto, che si impegni nei confronti dell’impresa concorrente e
della stazione appaltante a mettere a disposizione, per la durata del
contratto, le risorse necessarie all’esecuzione dell’appalto e a subentrare all’impresa ausiliata nel caso in cui questa nel corso della gara, ovvero dopo la stipulazione del contratto, non sia per qualsiasi ragione piu’ in grado di dare regolare esecuzione all’appalto o alla concessione, nei seguenti casi:
a) se l’impresa non e’ in regola con i pagamenti delle retribuzioni dei dipendenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali;
b) se l’impresa non e’ in possesso dei requisiti aggiuntivi che l’ANAC individua con apposite linee guida.
6. Restano ferme le disposizioni previste dall’articolo 32 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, in materia di misure straordinarie di gestione di imprese nell’ambito della prevenzione della corruzione.

Art. 111, (Controllo tecnico, contabile e amministrativo)

1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e trasporti, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, su proposta dell’ANAC, previo parere delle competenti commissioni parlamentari, sentito il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sono approvate le linee guida che individuano le modalita’ e, se del caso, la tipologia di atti, attraverso i quali il direttore dei lavori effettua l’attivita’ di cui all’articolo 101, comma 3, in maniera da garantirne trasparenza, semplificazione, efficientamento informatico, con particolare riferimento alle metodologie e strumentazioni elettroniche anche per i controlli di contabilita’.
2. Il direttore dell’esecuzione del contratto di servizi o di forniture e’, di norma, il responsabile unico del procedimento e provvede al coordinamento, alla direzione e al controllo tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto stipulato dalla stazione appaltante assicurando la regolare esecuzione da parte dell’esecutore, in conformita’ ai documenti contrattuali. Con il medesimo decreto, di cui al comma 1, sono altresi’ approvate linee guida che individuano compiutamente le modalita’ di effettuazione dell’attivita’ di controllo di cui al periodo precedente, secondo criteri di trasparenza e semplificazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, si applica l’articolo 216, comma 17.

Art. 112, (Appalti e concessioni riservati)

1. Fatte salve le disposizioni vigenti in materia di cooperative sociali e di imprese sociali, le stazioni appaltanti possono riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto e a quelle di concessione o possono riservarne l’esecuzione ad operatori economici e a cooperative sociali e loro consorzi il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilita’ o svantaggiate o possono riservarne l’esecuzione nel contesto di programmi di lavoro protetti quando almeno il 30 per cento dei lavoratori dei suddetti operatori economici sia composto da lavoratori con disabilita’ o da lavoratori svantaggiati.
2. Ai sensi del presente articolo si considerano soggetti con disabilita’ quelli di cui all’articolo 1 della legge 12 marzo 1999, n. 68, le persone svantaggiate, quelle previste dall’articolo 4 della legge 8 novembre 1991, n. 381, gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in eta’ lavorativa in situazioni di difficolta’ familiare, le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all’esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354 e successive modificazioni.
3. Il bando di gara o l’avviso di preinformazione danno espressamente atto che si tratta di appalto o concessione riservata.

Art. 114, (Norme applicabili e ambito soggettivo)

1. Ai contratti pubblici di cui al presente Capo si applicano le norme che seguono e, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli da 1 a 58, ad esclusione delle disposizioni relative alle concessioni. L’articolo 49 si applica con riferimento agli allegati 3, 4 e 5 e alle note generali dell’Appendice 1 dell’Unione europea della AAP e agli altri accordi internazionali a cui l’Unione europea e’ vincolata.
2. Le disposizioni di cui al presente Capo ((si applicano agli enti aggiudicatori)) che sono amministrazioni aggiudicatrici o imprese pubbliche che svolgono una delle attivita’ previste dagli articoli da 115 a 121; si applicano altresi’ ai tutti i soggetti che pur non essendo amministrazioni aggiudicatrici o imprese pubbliche, annoverano tra le loro attivita’ una o piu’ attivita’ tra quelle previste dagli articoli da 115 a 121 ed operano in virtu’ di diritti speciali o esclusivi.
3. Ai fini del presente articolo, per diritti speciali o esclusivi si intendono i diritti concessi dallo Stato o dagli enti locali mediante disposizione legislativa, regolamentare o amministrativa avente l’effetto di riservare a uno o piu’ enti l’esercizio delle attivita’ previste dagli articoli da 115 a 121 e di incidere sostanzialmente sulla capacita’ di altri enti di esercitare tale attivita’.
4. Non costituiscono diritti speciali o esclusivi, ai sensi del comma 3, i diritti concessi in virtu’ di una procedura ad evidenza pubblica basata su criteri oggettivi. A tali fini, ((oltre alle procedure di cui)) al presente codice, costituiscono procedure idonee ad escludere la sussistenza di diritti speciali o esclusivi tutte le procedure di cui all’allegato II della direttiva 2014/25/UE del Parlamento e del Consiglio in grado di garantire un’adeguata trasparenza.
5. Qualora la Commissione europea ne faccia richiesta, gli enti aggiudicatori notificano le seguenti informazioni relative alle deroghe di cui all’articolo 6 in materia di joint venture:
   a) i nomi delle imprese o delle joint venture interessate;
   b) la natura e il valore degli appalti considerati;
  c) gli ulteriori elementi che la Commissione europea ritenga necessari per provare che le relazioni tra l’ente aggiudicatore e l’impresa o la jointventure, cui gli appalti sono aggiudicati, rispondono alle condizioni previste dal regime di deroga.
6. Per i servizi di ricerca e sviluppo trova applicazione ((quanto previsto dall’articolo 158.))
7. Ai fini degli articoli 115, 116 e 117 il termine «alimentazione» comprende la generazione, produzione nonche’ la vendita all’ingrosso e al dettaglio. Tuttavia, la produzione di gas sotto forma di estrazione rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 121.
8. All’esecuzione dei contratti di appalto nei settori speciali si applicano le norme ((di cui agli articoli 100, 105, 106, 108 e 112.))

Art. 115, (Gas ed energia termica)

1. Per quanto riguarda il gas e l’energia termica, il presente capo si applica alle seguenti attivita’:
   a) la messa a disposizione o la gestione di reti fisse destinate alla fornitura di un servizio al pubblico in connessione con la produzione, il trasporto o la distribuzione di gas o di energia termica;
   b) l’alimentazione di tali reti con gas o energia termica.
2. L’alimentazione con gas o energia termica di reti fisse che forniscono un servizio al pubblico da parte di un ente aggiudicatore che non e’ un’amministrazione aggiudicatrice non e’ considerata un’attivita’ di cui al comma 1, se ricorrono tutte le seguenti condizioni:
   a) la produzione di gas o di energia termica da parte di tale ente aggiudicatore e’ l’inevitabile risultato dell’esercizio di un’attivita’ non prevista dal comma 1 del presente articolo o dagli articoli da 116 a 118;
   b) l’alimentazione della rete pubblica mira solo a sfruttare economicamente tale produzione e corrisponde al massimo al 20 per cento del fatturato dell’ente aggiudicatore, considerando la media dell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso.

Art. 116, (Elettricita’)

1. Per quanto riguarda l’elettricita’, il presente capo si applica alle seguenti attivita’:
   a) la messa a disposizione o la gestione di reti fisse destinate alla fornitura di un servizio al pubblico in connessione con la produzione, il trasporto o la distribuzione di elettricita’;
   b) l’alimentazione di tali reti con l’elettricita’.
2. L’alimentazione con elettricita’ di reti fisse che forniscono un servizio al pubblico da parte di un ente aggiudicatore che non e’ un un’amministrazione aggiudicatrice non e’ considerata un’attivita’ di cui al comma 1, se ricorrono le seguenti condizioni:
   a) la produzione di elettricita’ da parte di tale ente aggiudicatore avviene perche’ il suo consumo e’ necessario all’esercizio di un’attivita’ non prevista dal comma 1 del presente articolo o dagli articoli 115, 117 e 118;
   b) l’alimentazione della rete pubblica dipende solo dal consumo proprio di tale ente aggiudicatore e non supera il 30 per cento della produzione totale di energia di tale ente, considerando la media dell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso.

Art. 117, (Acqua)

1. Ferme restando le esclusioni specifiche relative alle concessioni previste all’articolo 12, per quanto riguarda l’acqua, il presente capo si applica alle seguenti attivita’:
   a) la messa a disposizione o la gestione di reti fisse destinate alla fornitura di un servizio al pubblico in connessione con la produzione, il trasporto o la distribuzione di acqua potabile;
   b) l’alimentazione di tali reti con acqua potabile.
2. Il presente capo si applica anche agli appalti o ai concorsi di progettazione attribuiti od organizzati dagli enti aggiudicatori che esercitano un’attivita’ di cui al comma 1 e che riguardino una delle seguenti attivita’:
   a) progetti di ingegneria idraulica, irrigazione o drenaggio, in cui il volume d’acqua destinato all’alimentazione con acqua potabile rappresenti piu’ del 20 per cento del volume totale d’acqua reso disponibile da tali progetti o impianti di irrigazione o di drenaggio;
   b) smaltimento o trattamento delle acque reflue.
3. L’alimentazione con acqua potabile di reti fisse che forniscono un servizio al pubblico da parte di un ente aggiudicatore che non e’ un’amministrazione aggiudicatrice non e’ considerata un’attivita’ di cui al comma 1 se ricorrono tutte le seguenti condizioni:
   a) la produzione di acqua potabile da parte di tale ente aggiudicatore avviene perche’ il suo consumo e’ necessario all’esercizio di un’attivita’ non prevista dagli articoli da 115 a 118;
    b) l’alimentazione della rete pubblica dipende solo dal consumo proprio di tale ente aggiudicatore e non supera il 30 per cento della produzione totale di acqua potabile di tale ente, considerando la media dell’ultimo triennio, compreso l’anno in corso.

Art. 118, (Servizi di trasporto)

1. Ferme restando le esclusioni di cui all’articolo 17, comma 1, lettera i), le disposizioni del presente capo si applicano alle attivita’ relative alla messa a disposizione o alla gestione di reti destinate a fornire un servizio al pubblico nel campo del trasporto ferroviario, tranviario, filoviario, ovvero mediante autobus, sistemi automatici o cavo.
2. Nei servizi di trasporto, si considera che una rete esiste se il servizio viene fornito secondo le prescrizioni operative stabilite dalle competenti autorita’ pubbliche, quali quelle relative alle tratte da servire, alla capacita’ di trasporto disponibile o alla frequenza del servizio.

Art. 120, (Servizi postali)

1. Le disposizioni del presente capo si applicano alle attivita’ relative alla prestazione di:
   a) servizi postali;
   b) altri servizi diversi da quelli postali, a condizione che tali servizi siano prestati da un ente che fornisce anche servizi postali ai sensi del comma 2, lettera b), del presente articolo e che le condizioni di cui all’articolo 8 non siano soddisfatte per quanto riguarda i servizi previsti dal comma 2, lettera b), del presente articolo.
2. Ai fini del presente codice e fatto salvo quanto previsto dal decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, si intende per:
   a) «invio postale»: un invio indirizzato nella forma definitiva al momento in cui viene preso in consegna, indipendentemente dal suo peso. Oltre agli invii di corrispondenza, si tratta di libri, cataloghi, giornali, periodici e pacchi postali contenenti merci con o senza valore commerciale, indipendentemente dal loro peso;
   b) «servizi postali»: servizi consistenti in raccolta, smistamento, trasporto e distribuzione di invii postali. Includono sia i servizi che rientrano nell’ambito di applicazione del servizio universale istituito ai sensi della direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sia quelli che ne sono esclusi;
   c) «altri servizi diversi dai servizi postali»: servizi forniti nei seguenti ambiti:
   1) servizi di gestione di servizi postali, ossia servizi precedenti l’invio e servizi successivi all’invio, compresi i servizi di smistamento della posta;
   2) servizi di spedizione diversi da quelli di cui alla lettera a) quali la spedizione di invii pubblicitari, privi di indirizzo.

Art. 121, (Estrazione di gas e prospezione o estrazione di carbone o di altri combustibili solidi)

1. Le disposizioni del presente capo si applicano alle attivita’ relative allo sfruttamento di un’area geografica, ai seguenti fini:
  a) estrazione di gas o di petrolio;
  b) prospezione o estrazione di carbone o di altri combustibili solidi.
2. Rimangono escluse le attivita’ relative allo sfruttamento di un’area geografica, ai fini di prospezione di petrolio e gas naturale, nonche’ di produzione di petrolio, in quanto attivita’ direttamente esposte alla concorrenza su mercati liberamente accessibili

Art. 122, (Norme applicabili)

1. Con riferimento alle procedure di scelta del contraente, gli enti aggiudicatori nei settori speciali applicano, per quanto compatibili con le norme di cui alla presente Sezione, i seguenti articoli della Parte II, Titolo III, Capi II e III: 60, salvo che la disposizione sull’avviso di preinformazione si intende riferita all’avviso periodico indicativo; 61, commi 1 e 2, con la precisazione che il termine di 30 giorni ivi previsto puo’ essere ridotto fino a quindici giorni, nonche’ commi 3 e 5; 64 con la precisazione che il termine di trenta giorni per la ricezione delle domande di partecipazione di cui al comma 3, puo’ essere ridotto fino a quindici giorni, qualora sia stato pubblicato un avviso periodico indicativo e sia stato trasmesso un invito a confermare interesse; 65; 66; 67; 68; 69; 73 e 74. Si applicano altresi’ le disposizioni di cui agli articoli da 123 a 132.