Tutti gli articoli di Redazione

ANAC: indicazioni interpretative su applicazione Bandi tipo nel nuovo contesto normativo

Contratti pubblici: in un Comunicato del Presidente indicazioni interpretative sull’applicazione delle clausole del bando tipo nel nuovo contesto normativo

In considerazione delle modifiche introdotte dalla legge 55/2019 al codice dei contratti pubblici, e nelle more del Regolamento di attuazione dello stesso Codice che il Governo dovrà emendare, l’Autorità nazionale anticorruzione ha ritenuto opportuno fornire alle stazioni appaltanti ed agli operatori economici indicazioni interpretative in merito all’applicazione delle clausole del bando tipo nel nuovo contesto normativo.

Le osservazioni di seguito svolte in riferimento alle clausole del Bando-tipo n. 1/2017, valgono anche per le clausole del Bando-tipo n. 2, relativo ai servizi di pulizia sopra soglia comunitaria, approvato con delibera n. 2 del 10 gennaio 2018, e per quelle del Bando-tipo n. 3, relativo ai servizi di architettura e ingegneria pari o superiori a 100.000,00 euro, approvato con delibera n. 723 del 31 luglio 2018, che si conformano al Bando-tipo n. 1

Comunicato del Presidente del 23 ottobre 2019

Compatibilità delle clausole del Bando-tipo n. 1 con il decreto legislativo 19 aprile 2016, n. 50, come novellato dal d.l. 18 aprile 2019 n. 32, convertito in legge del 14 giugno 2019 n. 55

Ai sensi dell’art. 213, comma 2, d.lgs. 50/2016 l’Autorità con delibera n. 1228 del 22 novembre 2017, ha approvato il Bando-tipo n. 1, relativo all’affidamento di servizi e forniture sopra soglia comunitaria. Le clausole del predetto bando sono state redatte tenendo conto del quadro normativo allora vigente e degli orientamenti giurisprudenziali espressi. Successivamente in data 18 aprile 2019 è stato emanato il d.l. 32/2019, convertito in legge del 14 giugno 2019 n. 55, che ha modificato diverse disposizioni del codice dei contratti pubblici richiamate dal citato Bando-tipo in esame. In particolare, per quanto qui rileva, si dà atto che:
 

  • l’art. 1, comma 1, lett. c), l. 55/2019 fino al 31 dicembre 2020 ha sospeso l’obbligo di scegliere i commissari di gara tra gli esperti iscritti all’albo tenuto dall’ANAC (art. 77, comma 3, d.lgs. 50/2016), e, quindi, la disposizione in esame ha sostanzialmente esteso il periodo transitorio di cui all’art. 216, comma 12, d.lgs. 50/2016;    
  • l’art. 1, comma 2, l. 55/2019 fino al 31 dicembre 2020 ha esteso ai settori ordinari la disposizione dell’art. 133, comma 8, d.lgs. 50/2016, quindi le stazioni appaltanti possono ora prevedere nei bandi che l’esame delle offerte preceda la verifica dell’idoneità degli offerenti;    
  • l’art. 1, comma 18, l. 55/2019 ha previsto che fino al 31 dicembre 2020 la quota subappaltabile non può superare il 40% dell’importo complessivo del contratto. Sul limite della quota subappaltabile è intervenuta di recente la sentenza della Corte di giustizia, sez. V, 26 settembre 2019, causa C-63/18;    
  • l’art. 1, comma 18, l. 55/2019, con riferimento all’obbligo di indicazione della terna dei subappaltatori in gara, ha disposto sino al 31 dicembre 2020 la sospensione dell’art. 105, comma 6, d.lgs. 50/2016; dell’art. 174, comma 2, terzo periodo, d.lgs. 50/2016 nonché delle verifiche in sede di gara, di cui all’articolo 80 d.lgs. 50/2016, riferite al subappaltatore;    
  • l’art. 1, comma 20, lett. d) l. 55/2019, con riferimento agli oneri di pubblicazione ai fini della trasparenza, ha soppresso il secondo, terzo e quarto periodo dell’art. 29, comma 1, d.lgs. 50/2016;    
  • l’art. 1, comma 20, lett, l), l. 55/2019, con riferimento ai requisiti di partecipazione dei consorzi, ha sostituito il secondo comma dell’art. 47 d.lgs. 50/2016 ed aggiunto dopo il predetto comma 2 un nuovo comma 2bis;    
  • l’art. 1, comma 20, lett.e), l. 55/2019 ha modificato l’art. 31, comma 5, attribuendo all’emanando regolamento governativo la competenza a regolare compiti e funzioni del RUP;    
  • l’art. 2 l. 55/2019 ha modificato l’art.110, recante disposizioni sulle procedure di affidamento in caso di crisi di impresa.

Il quadro normativo risultante a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della citata l. 55/2019 è diverso rispetto a quello tenuto presente dall’Autorità al momento dell’approvazione del predetto Bando-tipo, conseguentemente come già chiarito nella Relazione illustrativa che accompagna tale atto ‹‹nel caso di sopravvenute modifiche o integrazioni normative che dovessero incidere su talune clausole del Disciplinare tipo, le stesse dovranno intendersi sostituite dalle nuove disposizioni nelle more dell’aggiornamento del Disciplinare medesimo. In tal caso, non è richiesta la motivazione nella determina a contrarre per la eventuale deroga››.

La riforma avviata dal d.l. 32/2019 deve essere completata mediante l’adozione del regolamento unico di attuazione del d.lgs. 50/2016, pertanto, l’Autorità si riserva di modificare il Bando-tipo in esame all’esito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento governativo e terrà conto anche delle eventuali ulteriori modifiche che il legislatore dovesse apportare al d.lgs. 50/2016. A tal fine, essendo necessario valutare l’impatto della regolazione, la stessa intende avviare un monitoraggio presso le stazioni appaltanti, attraverso la somministrazione di un apposito questionario sull’utilizzo del Bando-tipo.

Nelle more delle modifiche al Bando-tipo n. 1/2017, al fine di orientare l’attività interpretativa delle stazioni appaltanti ed evitare prassi applicative discordanti e/o erronee delle nuove disposizioni codicistiche, si segnalano le clausole del citato bando, che devono reputarsi sospese o non conformi alle disposizioni sopra richiamate. Più precisamente:
 

  • paragrafo 7.5 “Indicazione per i consorzi di cooperative e di imprese artigiane e i consorzi stabili”, terzo capoverso, lett. b) (pag. 21) non è conforme all’art. 1, comma 20, lett, l), l. 55/2019;    
  • paragrafo 8 “Avvalimento”, ottavo capoverso, (pag. 22), deve ritenersi automaticamente sospeso, stante la previsione dell’art. 1, comma 18, l. 55/2019;    
  • il paragrafo 9 “Subappalto”, (pag. 22), non è conforme all’art. 1, comma 18, l. 55/2019 in quanto fino al 31 dicembre 2020 il limite massimo della quota subappaltabile è pari al 40% dell’importo complessivo del contratto. Devono, inoltre, ritenersi automaticamente sospese le clausole in cui si fa riferimento alla terna dei subappaltatori e ai controlli in sede di gara sui subappaltatori, stante la previsione dell’art. 1, comma 18, l. 55/2019;    
  • paragrafo 15.2 “Documento di gara unico europeo” (pag. 31) l’indicazione dei tre subappaltatori deve ritenersi automaticamente sospesa, stante la previsione dell’art. 1, comma 18, l. 55/2019, conseguentemente devono ritenersi sospeso sia l’obbligo di allegare per ciascun subappaltatore la documentazione indicata nel Bando-tipo sia le verifiche in sede di gara sui subappaltatori;    
  • paragrafo 5 “Soggetti ammessi in forma singola e associata e condizioni di partecipazione” e paragrafo 15.3.1 “Dichiarazioni integrative”, punto 15, (pag. 12 e 34), il riferito agli operatori economici ammessi al concordato preventivo di cui all’art. 186-bis d.r. 267/1942 deve essere inteso alla norma (art. 186 bis) come novellata dall’art. 2, l. 55/2019. Inoltre la clausola di cui al citato punto 15 deve essere letta unitamente alla nuova previsione dell’art. 110 d.lgs. 50/2016 ed in particolare dei commi 4 e 5, come modificati dall’art. 2, l. 55/2019;    
  • paragrafo 19 “Svolgimento operazioni di gara…” e paragrafo 21 “Apertura delle buste B e C, – Valutazione delle offerte tecniche ed economiche, primo capoverso, (pag. 43), devono essere letti alla luce dell’art. 1, comma 2, l.55/2019, in virtù del quale le stazioni appaltanti possono ora prevedere nei bandi che l’esame delle offerte preceda la verifica dell’idoneità degli offerenti;    
  • paragrafo 19 “Svolgimento operazioni di gara…”, terzo capoverso, lett. d) (pag. 42) non è conforme alla previsione dell’art. 1, comma 20, lett. d) l. 55/2019;    
  • paragrafo 20 “Commissione giudicatrice” primo capoverso, (pag. 43), per effetto della novella il periodo transitorio di cui all’art. 216, comma 12, d.lgs. 50/2016 deve considerarsi in vigore, salvo ulteriori sospensioni, fino al 31 dicembre 2020.

Si precisa, inoltre, che il richiamo alle Linee guida n. 3, contenuto nel predetto bando, in virtù di quanto previsto dall’art. 213, comma 27 octies, d.lgs. 50/2016, si intendere effettuato nei limiti di compatibilità di queste ultime con le nuove disposizioni del codice dei contratti pubblici.

Si ricorda, infine, che l’art. 50 d.lgs. 50/2016 prevede espressamente che le stazioni appaltanti inseriscono, nei bandi e nelle lettere di invito, “nel rispetto dei principi dell’Unione Europea, specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità occupazionale del personale impiegato, prevedendo l’applicazione, da parte dell’aggiudicatario, dei contratti collettivi di settore di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81”. Al fine di coadiuvare le stazioni appaltanti in tale attività, con delibera numero 114 del 13 febbraio 2019 l’Autorità ha approvato le Linee Guida n. 13 recanti “La disciplina delle clausole sociali”, pertanto il paragrafo 24 del Bando-tipo deve essere letto alla luce delle predette Linee Guida.
Il testo delle stesse è liberamente accessibile e consultabile sul sito dell’Autorità, al seguente link: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Attivitadocumentazione/ContrattiPubblici/LineeGuida/_LineeGuida13.

Le osservazioni appena svolte in riferimento alle clausole del Bando-tipo n. 1/2017, valgono anche per le clausole del Bando-tipo n. 2, relativo ai servizi di pulizia sopra soglia comunitaria, approvato con delibera n. 2 del 10 gennaio 2018, e per quelle del Bando-tipo n. 3, relativo ai servizi di architettura e ingegneria pari o superiori a 100.000,00 euro, approvato con delibera n. 723 del 31 luglio 2018, che si conformano al Bando-tipo n. 1.

Comunicato (.pdf) 

Nuovi Servizi di Cooperazione applicativa: Simog e SmartCIG

Servizi Cooperazione applicativa
Simog e SmartCIG

L’Autorità, al fine di consentire la collaborazione con altre Amministrazioni o Enti, per l’accesso e l’interscambio dei dati presenti nelle proprie banche dati e per l’integrazione dei processi, mette a disposizione i propri “Servizi di Cooperazione Applicativa”.

Vai alle modalità di adesione

Servizi cooperazione applicativa

A cosa serve
L’Autorità Nazionale Anticorruzione, al fine di consentire la collaborazione con altre Amministrazioni o Enti, per l’accesso e l’interscambio dei dati presenti nelle proprie banche dati e per l’integrazione dei processi, mette a disposizione i propri “Servizi di Cooperazione Applicativa” prevedendo una graduale transizione verso il modello previsto dal Sistema Pubblico di Cooperazione (SPCoop, vedi SPCoop – Servizio pubblico di cooperazione applicativa).
Tali servizi, sono accessibili agli interlocutori che possano trarre beneficio dall’invio di dati mediante l’integrazione delle proprie piattaforme con i sistemi dell’Autorità, in luogo della classica interazione via web e sono fruibili attraverso la rete Internet su canale protetto in mutua autenticazione con certificato digitale.

Modalità di adesione ai servizi
Le Aministrazioni e gli Enti interessati che ne hanno titolo, possono inviare richiesta di accesso ai servizi di Cooperazione Applicativa attraverso il modulo che dovrà essere firmato dal Rappresentante legale dell’Ente richiedente ed inviato al seguente indirizzo pec: protocollo@pec.anticorruzione.it.

Ad esito delle opportune verifiche da parte dell’Autorità, l’Ente autorizzato sarà abilitato all’accesso all’ ambiente di qualificazione per il test dei servizi disponibili richiesti.
All’esito positivo delle verifiche di funzionamento in ambiente di qualificazione e tramite una nuova richiesta formale, i servizi oggetto dell’accordo saranno attivati anche in ambiente di produzione.

Servizi SIMOG
Versione 3.04.3.0 del 22/10/2019
A cosa serve
I servizi consentono la trasmissione dei dati di monitoraggio del ciclo di vita dei contratti pubblici ai sensi del D.Lgs. n. 50 del 18 aprile 2016 e delle indicazioni operative contenute nei comunicati del Presidente dell’Anac dell’11 maggio 2016 e del 16 ottobre 2019

Modalità e istruzioni
I servizi sono fruibili solo previa registrazione al sistema centralizzato di accesso dell’Anac (vedi Sistema di registrazione e profilazione utenti) con profilazione di Responsabile del Procedimento (di seguito RUP) per la Stazione Appaltante o di referente per le sezioni regionali dell’Osservatorio e gli altri interlocutori istituzionali.
Per l’invocazione dei servizi e l’invio dei dati tramite Web Services (di seguito WS), è necessario creare un messaggio SOAP di fruizione secondo la struttura indicata nel file WSDL e seguire gli schemi XSD che contengono la definizione dei tipi utilizzati al suo interno. 

Catalogo dei servizi attivi

Nome del ServizioDescrizioneDestinatario
SimogWSPDDServizi di creazione/consultazione gara e lottiStazione appaltante
LoaderAppaltoWSServizi di gestione schedeStazione appaltante/Sezione regionale Osservatorio
SimogWSOSSServizi di sola consultazione gare e lottiSezione regionale osservatorio/altri interlocutori istituzionali

Allegati e documentazione

  • Documento di Knowledge Management System

KMS_SIMOG.pdf – Versione 3.04.0.0 
Contiene l’elenco dei possibili errori rilevabili durante l’esecuzione delle funzionalità del sistema SIMOG e le relative azioni da intraprendere.

  • Specifiche XSD

Modifiche XSD_3.04.3_v1.4.pdf –  Versione 3.04.03.0
Contiene le modifiche apportate ai file descrittivi (XSD) delle strutture per l’invio e la ricezione dei dati.

Simog WSPDD/WSOSS – Servizi di creazione/consultazione gara e lotti
Si compone dei servizi per la richiesta/rilascio del codice CIG e del servizio di estrazione, attraverso il codice CIG, dei dati del ciclo di vita di un contratto pubblico di pertinenza dell’utente richiedente. SimogWSOSS rappresenta la partizione dei servizi SimogWSPDD consistente nei soli metodi di consultazione.

Allegati e documentazione

  • Specifiche tecniche Web Services

SpecificheWebServicesPDD3.04.3 v1.2.pdf   –  Versione 1.2
Fornisce le specifiche tecniche a cui l’Amministrazione deve far riferimento per l’invocazione dei servizi. In sintesi, nel documento è dettagliata l’architettura generale del servizio, le specifiche di dettaglio per l’invocazione dei servizi e le strutture dati.

  • Specifiche di interfaccia WSDL

SimogWSPDD.wsdl   – versione 1.2 per la Stazione Appaltante
SimogWSOSS.wsdl  –  versione 1.2 per le sezioni regionali dell’Osservatorio

  • Specifiche XSD

XSD_3.04.3_v1.1.rar   – versione 1.1
Contiene le specifiche dei file xsd.

LoaderAppaltoWS – Servizi di gestione schede
Si compone dei servizi per la trasmissione dei dati di un affidamento, dalla fase di aggiudicazione in poi. Le operazioni sono consentite a seguito dell’autenticazione attraverso il servizio di login di SimogWSPDD.I dati inviati, contenenti le informazioni strutturate secondo una gerarchia predefinita, sono relativi alle gare e alle schede aggiuntive.

Allegati e documentazione

  • Specifiche tecniche Web Services
  • Specifiche loaderAppaltoWS3.04.3 v1.5.pdf – v. 1.5
    Il documento fornisce le specifiche tecniche a cui l’Amministrazione deve far riferimento per l’invocazione del serivizio. In sintesi, nel documento è dettagliata la descrizione del servizio e la specifica di dettaglio delle interfacce per l’invocazione dei servizi.
  • Specifiche di interfaccia WSDL

LoaderAppaltoWS.wsdl 

  • Specifiche XSD

XSD_3.04.3_v1.1.rar
Contiene i seguenti file xsd:
TrasferimentoScheda_A.xsd
Scheda_AType.xsd
SoggettiresponsabiliType.xsd
SoggettiAggiudicatariType.xsd

 


 

Servizi SMARTCIG
Versione 1.2.0 del 07/08/2019

A cosa serve
I servizi consentono la fruizione di alcune funzionalità fornite dal sistema SmartCIG. Le modalità di accesso, i controlli eseguiti ed i dati accettati e restituiti sono coerenti con il protocollo SOAP.

Modalità e istruzioni
Per l’invocazione dei servizi, e l’invio dei dati tramite Web Services, è necessario creare un messaggio SOAP di fruizione secondo la struttura indicata nel file WSDL.
I servizi sono fruibili solo previa registrazione al sistema centralizzato di accesso dell’Anac (vedi Sistema di registrazione e profilazione utenti) con profilazione di Responsabile del Procedimento (di seguito RUP).
Le operazioni sono consentite a seguito dell’autenticazione attraverso il servizio di login di SimogWSPDD.

Catalogo dei servizi attivi:

Nome del ServizioDescrizioneDestinatario
ServizioGestioneComunicazioniRichiesta SmartCIG, modifica, annullamento e lettura di uno SmartCIGStazione appaltante
ServizioGestioneTipologicheConsultazione valori tipologiche o dettaglio di una singola voceStazione appaltante

Allegati e documentazione
SmartCig WS – Servizi di creazione/consultazione SmartCIG

  • Specifiche tecniche Web Services

Specifiche SmartCigWS_1.2.0 v1.4.pdf   –  Versione 1.4
Il documento fornisce le specifiche tecniche a cui l’Amministrazione deve far riferimento per l’invocazione dei servizi. In sintesi, nel documento è dettagliata l’architettura generale del servizio, le specifiche di dettaglio per l’invocazione dei servizi e le strutture dati.

  • Specifiche di interfaccia WSDL

ServizioGestioneComunicazioni.wsdl     versione 1.0
ServizioGestioneTipologiche.wsdl          versione 1.0

Stazioni Appaltanti: aggiornamento adempimenti Legge n. 190/2012

Modalità operative per l’anno 2020 – nuova versione dei file XSD non retrocompatibili
Disponibile la nuova versione delle specifiche tecniche di pubblicazione dei dati ai sensi dell’art. 1 comma 32 Legge n. 190/2012 al fine di recepire e aggiornare le procedure di scelta del contraente disponibili in SIMOG e SmartCig.

Maggiori informazioni sul servizio sono disponibili nella sezione dedicata “Servizi online – Adempimenti Legge 190/2012 art. 1, comma 32”

Data di aggiornamento 4 novembre 2019

ANAC rende noto che a partire da febbraio 2020 saranno effettuati i tentativi di accesso automatizzato alle URL comunicate dalle Amministrazioni per l’acquisizione dei file XML pubblicati. A riguardo, si consiglia di verificare che tutti i file pubblicati siano accessibili e rispettino le specifiche tecniche definite dall’Autorità. Il dettaglio dell’esito dell’ultimo tentativo di accesso automatizzato alle URL è consultabile attraverso il link presente nel campo ‘Identificativo messaggio PEC’ oppure ‘Esito accesso’ della tabella disponibile al seguente link https://dati.anticorruzione.it/#/l190.

Le Stazioni Appaltanti (SA) per adempiere all’obbligo di pubblicazione dei dati in formato aperto, ai sensi dell’art. 1 comma 32 Legge 190/2012 conforme alle disposizioni di cui alla Deliberazione n. 39 del 2 gennaio 2016, devono:

  • Trasmettere all’Autorità, entro il 31 gennaio di ogni anno, solo mediante Posta Elettronica Certificata all’indirizzo comunicazioni@pec.anticorruzione.it, un messaggio di PEC attestante l’avvenuto adempimento. Tale messaggio PEC deve riportare obbligatoriamente, nell’apposito modulo PDF (si deve utilizzare esclusivamente la versione del modulo aggiornata al 15 gennaio 2016), il codice fiscale della Stazione Appaltante e l’URL di pubblicazione del file XML per l’anno in corso. I messaggi PEC ricevuti attraverso canali diversi dalla PEC dedicata comunicazioni@pec.anticorruzione.it , compresi quelli ricevuti attraverso la casella protocollo@pec.anticorruzione.it , non saranno considerati validi ai fini dell’assolvimento degli obblighi previsti dalla norma e non saranno elaborate. Inoltre, si ricorda che l’indirizzo PEC comunicazioni@pec.anticorruzione.it dovrà essere utilizzato esclusivamente per gli adempimenti di cui all’art.1 comma 32 della legge 190/2012.
     
  • Pubblicare sul proprio sito web istituzionale le informazioni di cui all’articolo 4 della Deliberazione n.39 del 2 gennaio 2016 secondo la struttura e le modalità definite dall’Autorità (vedi specifiche tecniche aggiornate per la pubblicazione dei dati in file XML).

Restano invariati per il 2020 gli obblighi di comunicazione e pubblicazione previsti dalla Deliberazione n.39 del 20 gennaio 2016. In particolare, le Amministrazioni devono pubblicare tutte le informazioni di cui all’articolo 3 e 4 della suddetta Deliberazione secondo la struttura e le modalità definite dall’Autorità (vedi specifiche tecniche aggiornate per la pubblicazione dei dati in file XML).

Per approfondimenti vedi FAQ L190

Per approfondimenti sulle indicazioni operative a seguito dell’entrata in vigore del Codice dei Contratti Pubblici, d.lgs. n. 50 del 18.4.2016, vedi il Comunicato del Presidente dell’Autorità del 11/05/2016
Per approfondimenti sulle questioni interpretative relative all’applicazione delle disposizioni del d.lgs. 50/2016 nel periodo transitorio, vedi il Comunicato del Presidente dell’Autorità del 08/06/2016

Delibera
Deliberazione n. 39 del 20 gennaio 2016
Modulo PDF per la comunicazione dell’URL di pubblicazione (Si precisa che il modulo dovrà essere scaricato e successivamente compilato in locale, quindi allegato alla comunicazione via PEC)

Specifiche tecniche
Aggiornato il documento di specifiche tecniche alla versione 1.3 per recepire le modifiche apportate ai file XSD.

Il documento fornisce le specifiche tecniche a cui la Stazione Appaltante deve far riferimento per adempiere agli obblighi previsti. In sintesi nel documento sono:

• Descritte in dettaglio le modalità con cui la SA deve comunicare all’Autorità l’avvenuta pubblicazione dei dati sul proprio sito web istituzionale;
• Descrivere le strutture dati che la SA deve utilizzare per la pubblicazione delle informazioni in formato standard aperto sul proprio sito web istituzionale
• Modulo PDF per la comunicazione dell’URL di pubblicazione

Documento specifiche tecniche ver. 1.3

Aggiornato il file Types190.xsd, al fine di includere ed aggiornare le procedure di scelta del contraente disponibili in SIMOG e SmartCig. Aggiunto anche un commento <!– VERSIONE 1.2 –> che indica la versione dell’XSD. Il nuovo schema non garantisce la validazione dei file XML realizzati utilizzando la versione precedente, risultando pertanto non retrocompatibile.

Aggiornato il file datasetAppaltiL190.xsd, al fine di deprecare l’utilizzo del tag dataPubbicazioneDataset sostituito dal tag dataPubblicazioneDataset. Aggiunto anche un commento <!– VERSIONE 1.1 –> che indica la versione dell’XSD. Il nuovo schema non garantisce la validazione dei file XML realizzati utilizzando la versione precedente, risultando pertanto non retrocompatibile.

Aggiornato il file datasetIndiceAppaltiL190.xsd, al fine di inserire un commento <!– VERSIONE 1.0 –> che indica la versione dell’XSD. Il nuovo schema garantisce la validazione dei file XML realizzati utilizzando la versione precedente, risultando pertanto retrocompatibile.

Si precisa che i file XML da pubblicare per gli adempimenti del 2020 e successivi, dovranno essere realizzati utilizzando solo l’ultima versione dei file XSD pubblicati nella successiva sezione ‘Specifiche XSD’.

Specifiche XSD
• http://dati.anticorruzione.it/schema/TypesL190.xsd

• http://dati.anticorruzione.it/schema/datasetIndiceAppaltiL190.xsd
• http://dati.anticorruzione.it/schema/datasetAppaltiL190.xsd

N.B. Al fine di evitare problemi nell’elaborazione dei file XML da parte delle procedure automatizzate dell’Autorità è da evitare l’utilizzo del tag commento <!– ….–> all’interno dei file XML.

Per la consultazione dell’esito dell’elaborazione delle comunicazioni PEC ricevute e dell’esito dell’ultimo tentativo di accesso automatizzato alle URL comunicate, è disponibile un servizio on-line ad accesso libero al link https://dati.anticorruzione.it/#/l190

Per eventuali richieste di informazioni o assistenza sul servizio utilizzare il seguente modulo.

Nuove soglie di rilevanza comunitaria in vigore dal 1 gennaio 2020

In vigore dal 01.01.2020 le nuove soglie di rilevanza comunitaria sugli appalti pubblici ai sensi dell’art. 35, D.Lgs. n. 50/2016.

I nuovi Regolamenti sono stati pubblicati sulla GUCE n. L279 del 31.10.2019

Per effetto dei Regolamenti le nuove soglie aggiornate risulteranno le seguenti:

SETTORI ORDINARI

  • euro 5.350.000 per gli appalti pubblici di lavori e per le concessioni;
  • euro 139.000 per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e per i concorsi pubblici di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni aggiudicatrici che sono autorità governative centrali indicate nell’allegato III; se gli appalti pubblici di forniture sono aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici operanti nel settore della difesa, la soglia si applica soltanto agli appalti concernenti i prodotti menzionati nell’allegato VIII;
  • euro 214.000 per gli appalti pubblici di forniture, di servizi e per i concorsi pubblici di progettazione aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali; la soglia si applica anche agli appalti pubblici di forniture aggiudicati dalle autorità governative centrali che operano nel settore della difesa, allorché tali appalti concernono prodotti non menzionati nell’allegato VIII;
  • euro 750.000 per gli appalti di servizi sociali e di altri servizi specifici elencati all’allegato IX.

SETTORI SPECIALI

  • euro 5.350.000 per gli appalti di lavori;

  • euro 428.000 per gli appalti di forniture, di servizi e per i concorsi pubblici di progettazione;

  • euro 1.000.000 per i contratti di servizi, per i servizi sociali e altri servizi specifici elencati all’allegato IX.

Principio di rotazione – Non opera in caso di indagine di mercato senza limitazione degli inviti – Invito al gestore uscente – Non occorre motivazione specifica (art. 36 d.lgs. n. 50/2016; Linee Guida n. 4)

TAR Bolzano, 31.10.2019 n. 263

Il Collegio ritiene di accogliere la tesi sostenuta dal Comune e dalla controinteressata, richiamando la condivisibile giurisprudenza citata dalle predetti parti, la quale ha chiarito che “alla luce dell’orientamento espresso dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (punto 3.6 della delibera n. 206 del 1 marzo 2018, Aggiornamento al decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 delle Linee guida n. 4, di attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recanti: «Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici»), la rotazione non si applica laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure ordinarie o comunque aperte al mercato, nelle quali la stazione appaltante, in virtù di regole prestabilite dal codice dei contratti pubblici ovvero dalla stessa in caso di indagini di mercato o consultazione di elenchi, non operi alcuna limitazione in ordine al numero di operatori economici tra i quali effettuare la selezione. [rif. art. 36, D. Lgs. n. 50/2016].
Ed invero, allorquando la stazione appaltante apre al mercato dando possibilità a chiunque di candidarsi a presentare un’offerta senza determinare limitazioni in ordine al numero di operatori economici ammessi alla procedura, ha per ciò stesso rispettato il principio di rotazione che non significa escludere chi abbia in precedenza lavorato correttamente con un’Amministrazione, ma significa non favorirlo”.
Orbene, nel caso in esame, risulta dall’art. 9 dell’avviso dell’indagine di mercato che l’invito a partecipare alla gara era esteso a tutti coloro che avessero manifestato interesse, purchè fossero in possesso dei prescritti requisiti. La stazione appaltante stabilendo di invitare alla successiva procedura tutti gli operatori che avevano manifestato interesse nell’ambito dell’indagine esplorativa ha effettivamente aperto al mercato in termini di concorrenza pura.
Tale circostanza determina la non operatività del principio di rotazione.
Né può essere favorevolmente apprezzata la tesi della ricorrente laddove assume un onere motivazionale in relazione all’invito a partecipare alla procedura negoziata rivolto anche all’operatore “uscente” o in relazione all’aggiudicazione al medesimo della commessa. Un simile onere rileva infatti nel solo caso di deroga al principio di rotazione quando si tratti di procedura ristretta, non sussiste invece, in presenza di una procedura – come nel presente caso – aperta al mercato, rispetto alla quale il principio di rotazione non trova applicazione.
Alla luce del sopra richiamato orientamento e in assenza, nella lex specialis, di limitazioni in ordine al numero di partecipanti alla procedura, la censura relativa alla violazione del principio di rotazione deve ritenersi infondata.

Sul punto di recente TAR Genova, 22.10.2019 n. 805 pubblicata su questo sito.

N.D.R.: in merito va rilevato anche un orientamento in senso opposto, espresso da alcune sentenze riportate in calce al presente articolo.

 

Costi a carico dei concorrenti – Lavori non previsti nel progetto e contributo per il funzionamento della piattaforma telematica – Illegittimità (art. 41 , art. 58 , art. 95 d.lgs. n. 50/2016)

TAR Lecce, 31.10.2019 n. 1664

Fondate ed assorbenti sono le censure con cui si deduce, essenzialmente, che la lex specialis ha posto a carico dei concorrenti (imprese del settore) oneri economici non dovuti (appunto, il costo di lavori non previsti nel progetto della P.A. posto a base di gara e il contributo ad ASMEL per il funzionamento della piattaforma).

Premesso che l’intervento – ed il relativo progetto esecutivo – riguarda esclusivamente una porzione del fabbricato esistente, le parti ricorrenti sostengono che la P.A. abbia fatto un uso disto del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, atteso che, “In definitiva, gli interventi premiati dalla Stazione appaltante con il riconoscimento di ben 90 punti non sono affatto migliorie – e neppure varianti progettuali, peraltro neppure consentite dalla legge di gara – bensì costituiscono una (indebita) estensione delle prestazioni oggetto dell’affidamento, a carico del concorrente che è tenuto (per conseguire i 90 punti previsti per l’offerta tecnica) ad eseguirli a titolo gratuito” e che, “sotto la forma delle migliorie progettuali da valutarsi ai sensi dell’art. 95 comma 2 del Codice, il Comune (…) si cela in realtà la richiesta ai concorrenti di completare il progetto esecutivo posto a base di gara estendendo gli interventi previsti (e quotati) nel progetto esecutivo anche alla restante porzione dell’immobile. Il tutto, naturalmente, a titolo gratuito, restando le migliorie (…) a carico del concorrente, come il Disciplinare di gara ha cura di specificare espressamente”. (…)
Orbene, i citati criteri di valutazione dell’offerta tecnica, di cui alle summenzionate gravate clausole della lex specialis, prevedono chiaramente prestazioni (non trascurabili) riguardanti l’intero edificio, sicchè non risultano finalizzate a valorizzare le migliorie al progetto posto a base d’asta (progetto relativo, invece, alla ristrutturazione – solo – di parte del fabbricato esistente), quanto – piuttosto – ad estendere gli interventi previsti nel progetto esecutivo anche alla restante porzione dell’immobile, ponendone (indebitamente) i relativi oneri economici a carico dei concorrenti, con sostanziale alterazione dei caratteri essenziali delle prestazioni richieste. (…)

Al riguardo, è sufficiente (e dirimente) osservare che il corrispettivo a favore di Asmel Consortile S.c.a.r.l., quantificato in percentuale dell’importo complessivo a base di gara, è, sostanzialmente, posto a carico del partecipante (in caso di aggiudicazione) e non già della Stazione Appaltante: si veda, in particolare, l’ “Atto unilaterale d’obbligo” (pure gravato), avente ad oggetto un’autonoma e distinta obbligazione, che il partecipante è tenuto ad assumere a pena di esclusione dalla gara, costituendo la stessa “elemento essenziale dell’offerta”.
Tanto concreta, effettivamente – in assenza di espressa copertura legislativa specifica, la violazione dell’art. 23 della Costituzione, secondo cui “Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”.
Risulta, altresì, violato lart. 41, comma 2 bis del Decreto Legislativo n. 50/2016, inserito dall’art. 28, comma 1, del Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56, ai sensi del quale “E’ fatto divieto di porre a carico dei concorrenti, nonché dell’aggiudicatario, eventuali costi connessi alla gestione delle piattaforme di cui all’articolo 58” (cioè alle “piattaforme telematiche di negoziazione”). (…)
Sicchè – nonostante quanto formalmente riportato nella relativa clausola del bando (secondo cui il corrispettivo in questione coprirebbe i “servizi di committenza” e “tutte le attività di gara non escluse dal comma 2-bis dell’art. 41 del D.Lgs. n. 50/2016 dalla stessa fornite”) l’apporto partecipativo di ASMEL alla procedura di gara (ulteriore rispetto alla messa a disposizione della piattaforma telematica) è minimo, e il corrispettivo imposto all’aggiudicatario in favore di ASMEL è, in effetti, destinato a coprire le spese di gestione della piattaforma, in violazione del menzionato art. 41, comma 2-bis del Decreto Legislativo n. 50/2016.
Peraltro, non risulta dimostrato in giudizio che ASMEL Consortile S. c. a r.l. (a differenza del Comune di Lizzanello – cfr. doc. n. 14, depositato dal Comune resistente in data 11 settembre 2019) sia iscritta all’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti, sicchè non è in possesso dei requisiti di qualificazione richiesti per poter svolgere i compiti di Centrale di Committenza Ausiliaria (art. 39 del Decreto Legislativo n. 50/2016) a favore del Comune di Lizzanello (si veda l’art. 216, comma 10 del Decreto Legislativo n. 50/2016, secondo cui “Fino alla data di entrata in vigore del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti di cui all’articolo 38, i requisiti di qualificazione sono soddisfatti mediante l’iscrizione all’anagrafe di cui all’articolo 33-ter del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221”).

Rassegne ragionate ANAC: verifica dell’anomalia e requisiti speciali di partecipazione

Disponibili on line due nuove pubblicazioni in materia di contratti pubblici. Si tratta della Rassegna ragionata dei pareri di precontenzioso in tema di verifica dell’anomalia, 2017-2019, e della Rassegna ragionata in tema di requisiti speciali di partecipazione negli affidamenti di servizi e forniture.

Il documento dell’Anac sul precontenzioso in tema di ‘verifica dell’anomalia’ ricostruisce molte pronunce dell’Autorità riferite al periodo 2017-2019, fornendo un quadro sistematico e organico degli orientamenti assunti in materia nel corso del tempo al fine di assicurare la corretta valutazione delle offerte, funzionale all’individuazione del miglior offerente. Molti i profili che emergono dalla rassegna: l’individuazione delle offerte anomale e l’avvio della verifica di congruità; le prime decisioni assunte in merito dall’Autorità dopo l’entrata in vigore del decreto c.d. “sblocca cantieri”; l’istruttoria nell’ambito della verifica di anomalia e l’oggetto della verifica di anomalia; l’esito della verifica e l’obbligo di motivazione; l’esclusione automatica delle offerte e la sindacabilità del giudizio di anomalia.

Le molteplici pronunce dell’Autorità in merito ai requisiti speciali di partecipazione negli affidamenti di servizi e forniture hanno consentito di elaborare una rassegna che, muovendo dalle più recenti determinazioni dell’Anac post-Codice del 2016, ripercorre i principali aspetti connessi alla disciplina dei requisiti speciali di partecipazione, evidenziando gli indirizzi espressi nonché la continuità e i mutamenti di orientamento rispetto al previgente Codice del 2006. La rassegna è ripartita nelle tre marco-aree dei requisiti speciali – idoneità professionale, capacità tecnico-organizzativa, capacità economico-finanziaria – e illustra i principali profili affrontati dall’Autorità.

Rassegna ragionata dei pareri di precontenzioso in tema di verifica dell’anomalia

Rassegna ragionata in tema di requisiti speciali di partecipazione negli affidamenti di servizi e forniture  

ANAC: accertamento e sanzione delle fattispecie di pantouflage

Comunicato del Presidente del 30.10.2019

Poteri dell’Autorità in materia di accertamento e sanzione delle fattispecie di pantouflage di cui all’art. 53, comma 16-ter, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165

Il Consiglio di Stato, definitivamente pronunciandosi con sentenza 7411 del 29 ottobre 2019, ha stabilito la competenza dell’Autorità Nazionale Anticorruzione in merito alla vigilanza e all’accertamento delle fattispecie di pantouflage previste dall’art. 53, comma 16-ter, del d.lgs. n. 165/2001.
Il Consiglio di Stato ha inoltre stabilito che spettano all’Autorità Nazionale Anticorruzione i previsti poteri sanzionatori. Il nesso finalistico fra la norma assistita dalla sanzione amministrativa e le funzioni attribuite all’Autorità individuano nell’Anac il soggetto che ha il compito di assicurare, all’esito dell’accertamento di una situazione di pantouflage, la nullità dei contratti sottoscritti dalle parti nonché l’adozione delle conseguenti misure sanzionatorie.
L’Autorità intende provvedere ad adeguare il proprio Regolamento del 29 marzo 2017 (Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi nonché sul rispetto delle regole di comportamento dei pubblici funzionari) all’orientamento espresso dal Supremo Consesso.

Commissione giudicatrice – Competenza – Impugnazione della nomina – Onere probatorio (art. 77 d.lgs. n. 50/2016)

Consiglio di Stato, sez. III, 30.10.2019 n. 7446

Quanto alla competenza del Presidente nominato, qui basta richiamare il consolidato orientamento giurisprudenziale secondo il quale la competenza della Commissione può ritenersi concretamente soddisfatta allorchè due dei suoi tre componenti siano portatori di una specifica competenza nel settore in cui il singolo appalto si riferisce ed il terzo membro vanti comunque una competenza tecnica generale in materia di pubbliche gare (Cons. Stato Sez. V n. 3921/2018 e n. 5694/2017; Sez. III n. 5670/2015). (…)
E’ pur vero che i vizi relativi alla composizione della Commissione [rif. art. 77 d.lgs. n. 50/2016] debbono farsi valere – giusto quanto sopra chiarito – solo all’esito dell’aggiudicazione a terzi. [1]
Tuttavia, quando il vizio specifico è quello dell’incompetenza dei membri della Commissione, ed esso è fatto valere ex post quale vizio che ridonda sull’aggiudicazione, il ricorrente dovrebbe quanto meno individuare un legame tra la denunciata incompetenza e gli esiti valutativi in relazione alla propria offerta.

[NOTE] [1] sul punto anche TAR Venezia, 30.10.2019 n. 1173: secondo la prevalente giurisprudenza nelle gare pubbliche l’atto di nomina della Commissione giudicatrice, al pari degli atti da questa compiuti nel corso del procedimento, non produce di per sé un effetto lesivo immediato, e comunque tale da implicare l’onere dell’immediata impugnazione nel prescritto termine decadenziale.
La nomina dei componenti della Commissione può essere impugnata dal partecipante alla selezione, che la ritenga illegittima solo nel momento in cui, con l’approvazione delle operazioni concorsuali, si esaurisce il relativo procedimento amministrativo e diviene effettivamente riscontrabile la lesione della sfera giuridica dell’interessato (cfr., ex multis, Consiglio di Stato sez. V 9 gennaio 2019 n. 193; sez.. III, 11 maggio 2018 n. 2835, sez. V 16 gennaio 2015 n. 92): prima di quel momento la lesione non può dirsi né certa né attuale, ben potendo la Commissione giudicatrice, la cui legittima composizione è messa in dubbio dal concorrente, valutare favorevolmente la sua offerta.

OEPV – Metodo “on/off” esclusivo per tutti i criteri di valutazione dell’offerta – Illegittimità (art. 83 d.lgs. n. 50/2016)

TAR Trento, 29.10.2019 n. 140

Ben diverse considerazioni valgono per i restanti motivi di ricorso, con i quali viene dedotto che nel caso in esame la previsione di criteri di valutazione incentrati esclusivamente sul metodo “on/off”, abbinata alla mancata previsione dell’obbligo, per i concorrenti, di allegare documentazione tecnica a corredo dell’offerta e alla mancata nomina, da parte della stazione appaltante, di un’apposita commissione giudicatrice incaricata di verificare quanto dichiarato dai concorrenti, ha prodotto uno snaturamento del previsto criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, determinando una vera e propria “sterilizzazione” dei punteggi tecnici ed una decisiva incidenza dell’elemento prezzo ai fini dell’aggiudicazione dell’appalto. [rif. art. 95 d.lgs. n. 50/2016)
Al riguardo giova preliminarmente precisare che in questa sede non è in discussione la possibilità di aggiudicare l’appalto con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa utilizzando criteri di valutazione incentrati sul metodo “on/off”. Del resto l’ANAC nelle Linee Guida n. 2, in materia di “Offerta economicamente più vantaggiosa” (approvate con la delibera n. 1005 del 21 settembre 2016 e aggiornate con la delibera n. 424 del 2 maggio 2018), ha chiarito che “Per le forniture e per taluni servizi, ovvero quando non è necessario esprimere una valutazione di natura soggettiva, è possibile attribuire il punteggio anche sulla base tabellare o del punteggio assoluto. In questo caso, sarà la presenza o assenza di una data qualità e l’entità della presenza, che concorreranno a determinare il punteggio assegnato a ciascun concorrente per un determinato parametro. Anche in questo caso si attribuisce il punteggio 0 al concorrente che non presenta il requisito richiesto e un punteggio crescente (predeterminato) al concorrente che presente il requisito richiesto con intensità maggiore”.
Tuttavia nelle predette linee guida è stato specificato altresì che i criteri di valutazione devono “consentire un effettivo confronto concorrenziale sui profili tecnici dell’offerta, scongiurando situazioni di appiattimento delle stesse sui medesimi valori, vanificando l’applicazione del criterio del miglior rapporto qualità/prezzo”.
Ciò – a ben vedere – è quanto è accaduto nel caso in esame per effetto della combinazione del previsto metodo di attribuzione dei punteggi “on/off” con la mancata previsione dell’obbligo di allegare documentazione tecnica a corredo dell’offerta e con la mancata nomina di una commissione incaricata di verificare quanto dichiarato dai concorrenti.
L’impostazione della lex specialis ha, di fatto, vanificato la valutazione dell’elemento qualitativo, perché tutti i concorrenti hanno dichiarato il possesso delle caratteristiche richieste per i dispositivi offerti in gara, così ottenendo il massimo punteggio tecnico previsto (70 punti), con l’effetto di trasformare il criterio di aggiudicazione prescelto dalla lex specialis in quello del prezzo più basso (perché l’unico elemento determinante per l’aggiudicazione dell’appalto in contestazione è risultato il prezzo offerto da ciascun corrente) e di rinviare alla fase della stipula e/o dell’esecuzione del contratto la verifica di quanto dichiarato dal concorrente aggiudicatario in merito alle caratteristiche del dispositivo offerto in gara, così unificando due momenti (quello relativo alla gara vera e propria e quello del controllo del prodotto offerto dal concorrente aggiudicatario) che la legislazione in materia di contratti pubblici vuole e tiene autonomi e distinti.

Coglie, quindi, nel segno la ricorrente quando afferma che la lex specialis è viziata da eccesso di potere per illogicità ed irragionevolezza, perché la stazione appaltante non ha chiesto ai concorrenti di produrre documentazione tecnica a supporto di quanto dagli stessi dichiarato nei questionari di cui al “modulo di offerta tecnica” ed ha previsto che tutti i punteggi tecnici fossero attribuiti dal Presidente del seggio attenendosi alle caratteristiche tecniche dei prodotti dichiarate dai concorrenti in tali questionari, senza considerare che occorre tenere ben distinte le caratteristiche tecniche che si prestano ad essere oggetto di una mera dichiarazione di possesso da parte dei concorrenti, ai fini dell’attribuzione dei punteggi secondo il metodo “on/off” (…) e le caratteristiche tecniche rilevanti solo in quanto adeguate (…), per le quali è imprescindibile una valutazione di natura soggettiva da parte di un’apposita commissione giudicatrice (…).

CIG: nuove indicazioni ANAC su obbligo di acquisizione e fattispecie escluse dal 01/01/2020

Pubblicato il comunicato con il quale sono ridefiniti gli obblighi di acquisizione del CIG e pagamento del contributo in favore dell’Autorità per le varie tipologie di affidamento. Restano ferme le indicazioni fornite nella determinazione 556 del 31/5/2017 in materia di tracciabilità dei flussi finanziari.

Comunicato del Presidente del 16.10.2019

Oggetto: Indicazioni relative all’obbligo di acquisizione del CIG e di pagamento del contributo in favore dell’Autorità per le fattispecie escluse dall’ambito di applicazione del codice dei contratti pubblici.

L’articolo 213, comma 8, del codice dei contratti pubblici ha rimesso all’Autorità la gestione della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) nella quale confluiscono tutte le informazioni contenute nelle banche dati esistenti, anche a livello territoriale, onde garantire accessibilità unificata, trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara e delle fasi a essa prodromiche e successive.

L’articolo 213, comma 9, del codice dei contratti pubblici afferma che, per la gestione della BDNCP, l’Autorità si avvale dell’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, stabilendo le modalità di funzionamento dell’Osservatorio nonché le informazioni obbligatorie, i termini e le forme di comunicazione che le stazioni appaltanti e gli enti aggiudicatori sono tenuti a trasmettere allo stesso, mantenendo salva la facoltà di irrogare sanzione amministrativa pecuniaria nei confronti del soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire informazioni richieste ovvero fornisca informazioni non veritiere.

L’articolo 213, comma 3, del codice dei contratti pubblici attribuisce all’Autorità il potere di vigilare sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, di lavori servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali e sui contratti secretati, nonché sui contratti esclusi dall’ambito di applicazione del codice.

Ciò posto, nell’esercizio delle attività istituzionali di competenza, è emersa l’esigenza di acquisire dati e informazioni su alcune procedure sottoposte alla vigilanza dell’Autorità escluse dall’applicazione del codice dei contratti pubblici. Per l’effetto, nelle more dell’adozione del Regolamento sul funzionamento dell’Osservatorio ai sensi dell’articolo 213, comma 9, del codice dei contratti pubblici, con il presente Comunicato sono ridefiniti gli obblighi di acquisizione del CIG e pagamento del contributo in favore dell’Autorità per alcune tipologie di affidamento. Restano ferme le indicazioni fornite nella determinazione 556 del 31/5/2017 in materia di tracciabilità dei flussi finanziari.

Nella tabella che segue sono riportati gli obblighi aggiornati, con riferimento alle fattispecie escluse dall’applicazione del Codice interessate dall’intervento, ad eccezione dell’in-house sul quale sono in corso ulteriori approfondimenti.

 

Riferimento normativoDescizioneSmartCIGCIGContributo Anac
Art.5           commi 5-8            Accordo fra due o più amministrazioni aggiudicatriciNoNoNo
Art.5           comma 9            Scelta del socio privato per le società mistePer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a    € 40.000            Si
Art.6Appalti e concessioni aggiudicati ad una joint venture o ad un ente aggiudicatore facente parte di una joint ventureSenza limiti di importoNo
Art.7Appalti e concessioni aggiudicati ad un’impresa collegataSenza limiti di importoNo
Art. 9           Commi 1 e 2            Appalti e concessioni di servizi aggiudicati da un’amministrazione aggiudicatrice a un’altra amministrazione aggiudicatrice in base ad un diritto esclusivo compatibile con il Trattato UENoNoNo
Art.10Contratti nel settore dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postaliPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a    € 40.000            Si
Art.11Appalti aggiudicati da particolari enti aggiudicatori per l’acquisto di acqua e per la fornitura di energia o di combustibili destinati alla produzione di energiaPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a    € 40.000            Si
Art.12Esclusioni specifiche per le concessioni nel settore idricoPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a    € 40.000            Si
Art.13Appalti nei settori speciali aggiudicati a scopo di rivendita o di locazione a terziPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a    € 40.000            Si
Art.14Appalti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati per fini diversi dal perseguimento di un’attività in un Paese terzoSenza limiti di importoNo
Art. 15Contratti nei settori delle comunicazioni elettronichePer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a  € 40.000            Si
Art.16Contratti e concorsi di progettazione aggiudicati o organizzati in base a norme internazionaliSenza limiti di importoNo
Art. 17, comma 1, lett. aAcquisto o locazione di beni immobiliSenza limiti di importoNo
Art. 17, comma 1, lett. bContratti nei settori media audiovisivi o radiofoniciPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a    € 40.000            Si
Art. 17, comma 1, lett. cServizi di arbitrato e conciliazionePer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a    € 40.000            Si
Art.17 comma 1 lett. dServizi legali esclusi dall’applicazione del codicePer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a           € 40.000            Si
Art.17 comma 1 lett. eAquisto titoli e strumenti finanziariNoNoNo
Art.17 comma 1 lett. fPrestitiPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a    € 40.000            Si
Art.17 comma 1 lett. hServizi di difesa e protezione civile forniti da organizzazioni e associazioni senza scopo di lucroPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a    € 40.000            Si
Art. 17, comma 1, lett. iServizi di trasporto pubblico di passeggeri per ferrovia o metropolitanaPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a   € 40.000            Si
Art.17 comma 1 lett. lServizi connessi a campagne politiche aggiudicati da un partito politico nel contesto di una campagna elettoralePer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a   € 40.000            Si
Art. 17-bisAppalti per l’acquisto di prodotti agricoli e alimentari fino a € 10.000 annui da parte di imprese agricole situate nei comuni individuati dal codiceSenza limiti di importoNo
Art. 18, comma 1, lett. aConcessioni di servizi di trasporto aereo a norma del Reg CE 1008/2008 del Parlamento europeo e concessioni di servizi di trasporto pubblico di passeggeri ai sensi del Reg CE 1370/2007Per importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a   € 40.000            Si
Art. 18, comma 1, lett. bConcessioni di servizi di lotteria aggiudicate ad un operatore economico sulla base di un diritto esclusivoPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a  € 40.000            Si
Art. 18, comma 1, lett. cConcessioni aggiudicate dagli enti aggiudicatori per l’esercizio delle loro attività in un paese terzo in circostanze che non comportino lo sfruttamento materiale di una rete o di un’area geografica all’interno dell’unione europeaSenza limiti di importoNo
Art. 19, comma 2Contratti di sponsorizzazione tecnicaPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a  € 40.000            Si
Art.20Opera pubblica realizzata a spese del privatoPer importi inferiori a           € 40.000            Per importi pari o superiori a  € 40.000            Si
Art. 36, comma 4Opere di urbanizzazione primaria di importo inferiore alla soglia di cui all’art. 36, comma 4Per importi inferiori a         

€ 40.000            

Per importi pari o superiori a   € 40.000            

Si
Art. 162Contratti secretatiSenza limiti di importoNo

 

Per quanto riguarda la trasmissione dei dati all’Osservatorio dei contratti pubblici, gli obblighi di comunicazione attualmente in essere per i settori ordinari si intendono estesi a tutte le altre fattispecie, ivi comprese quelle elencate in tabella.
Le indicazioni fornite con il presente Comunicato entrano in vigore a decorrere dal 1 gennaio 2020.

Formula del punteggio economico – Indipendente / parabolica (od esponenziale) – Marginalizzazione della componente economica a favore della qualità dell’offerta – Legittimità (art. 95 d.lgs. n. 50/2016 , Linee Guida n. 2)

Consiglio di Stato, sez. V, 28.10.2019 n. 7389

Va premesso anzitutto che il motivo non è stato tardivamente proposto in primo grado, in quanto la clausola del disciplinare contemplante tale formula di attribuzione del punteggio economico non è immediatamente escludente in quanto non concernente requisiti di partecipazione, è comprensibile nella sua portata (nè è dedotta la presenza di “errori matematici” di funzionamento), non irragionevole al punto da precludere il calcolo di convenienza, né impositiva di obblighi contra ius, con la conseguenza che è stata correttamente impugnata unitamente al provvedimento di aggiudicazione (in termini Cons. Stato, Ad. plen., 26 aprile 2018, n. 4, e, già in precedenza, Ad. plen., 29 gennaio 2003, n. 1). (…) [rif. art. 95 d.lgs. n. 50/2016].
Osserva il Collegio come la formula utilizzata dalla stazione appaltante al fine di attribuire il richiamato punteggio, sebbene opinabile, non sia irragionevole.
Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, la stazione appaltante gode di ampia discrezionalità nel determinare le formule in base alle quali attribuire il punteggio per la valutazione dell’offerta economica (tra le tante, Cons. Stato, III, 11 gennaio 2019, n. 276; V, 10 aprile 2018, n. 2185; V, 10 agosto 2016, n. 3579).
Ora, seppure la formula “indipendente – parabolica (od esponenziale)”, con l’esponente pari a 5, limita le differenziazioni tra le varie offerte economiche, a fronte di ribassi apprezzabilmente diversi, non può tuttavia sostenersi che escluda un collegamento proporzionale tra l’entità del ribasso ed il punteggio attribuito. (…). Ha rilevato la giurisprudenza più recente (Cons. Stato, V, 2 settembre 2019, n. 6065; V, 10 aprile 2018, n. 2185) che non appare corretto ritenere che l’unico legittimo criterio di attribuzione del punteggio economico sia quello che assegna il punteggio massimo al maggiore ribasso ed un punteggio pari a zero al minore ribasso. Anche applicando tale criterio infatti, che pure consente una maggiore estensione del punteggio nel range attribuito all’offerta economica, si avrebbe l’effetto di produrre estreme valorizzazioni delle offerte economiche anche ove il minimo ribasso e quello massimo si differenziassero per pochi punti percentuali.
Pur nell’ambito dell’opinabilità della scelta, sottratta, sotto tale profilo, al sindacato giurisdizionale, deve dunque ritenersi che il criterio, in questa sede contestato, è finalizzato a rendere marginale il peso degli elementi economici, o, meglio, il valore ponderale della progressione del ribasso ai fini dell’aggiudicazione (nell’ambito di un criterio di aggiudicazione che riserva comunque il trenta per cento del punteggio all’offerta economica), allo scopo, evidente, di attribuire importanza centrale alle componenti qualitative dell’offerta (così Cons. Stato, V, 23 novembre 2018, n. 6639). L’attenzione sulle componenti qualitative si giustifica in un appalto ad elevato tasso tecnico, come quello oggetto di controversia.
Giova aggiungere che il punteggio economico può essere graduato secondo criteri di proporzionalità o di progressività, a condizione che siano trasparenti ed intellegibili; questi requisiti sono rispettati nella vicenda in esame in quanto la formula matematica “indipendente” adottata consentiva ad ogni concorrente di individuare ex ante il punteggio che sarebbe stato applicato alla propria offerta, a prescindere da quelle degli altri concorrenti, ed, ancora prima, di evincere il c.d. punto di flesso, oltre il quale l’offerta non è conveniente.
Giova aggiungere che la “formula indipendente” contestata è espressamente contemplata nelle Linee Guida n. 2 dell’A.N.A.C. in tema di offerta economicamente più vantaggiosa, approvate con delibera n. 1005 in data 21 settembre 2016, e successivamente aggiornate con delibera n. 424 del 2 maggio 2018.

1) Grave infrazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro – Accertamento – Mezzi di prova; 2) Gravi illeciti professionali – Omessa dichiarazione – Non sussiste quando la Stazione Appaltante ha avuto comunque conoscenza della pregressa vicenda professionale (art. 80 d.lgs. n. 50/2016)

Consiglio di Stato, sez. V, 28.10.2019 n. 7387

1. E’ consentita l’esclusione dell’operatore dalla procedura di gara qualora la presenza di una grave infrazione sia stata “debitamente accertata”; per espressa previsione normativa, l’accertamento può avvenire “con qualunque mezzo adeguato”.
Per disporre l’esclusione dell’operatore economico dalla procedura di gara la stazione appaltante è onerata, dunque, di accertare, con ogni mezzo di prova a sua disposizione, non solo che la violazione sia accaduta, ma, specialmente, che di essa ne abbia responsabilità il concorrente.
La giurisprudenza amministrativa ha in più occasioni affrontato la questione dei mezzi di prova dai quali la stazione appaltante può trarre convincimento nel senso della responsabilità dell’operatore economico della grave infrazione verificatasi ritenendo valido mezzo di prova una sentenza penale non ancora passata in giudicato (cfr. Cons. Stato, sez. V, 6 agosto 2012, n. 4519 per una vicenda disciplinata dal vecchio codice dei contratti pubblici), come pure il “verbale ispettivo dell’Ispettorato del lavoro” (cfr. Cons. giust. amm. Reg. Sicilia 13 giugno 2019, n. 547; 1 febbraio 2018, n. 52; Cons. Stato, sez. V, 22 giugno 2018, n. 3876).
Dall’esame della giurisprudenza amministrativa che si è occupata dalla questione si trae il principio per cui può essere considerato “mezzo adeguato” all’accertamento della “grave infrazione” delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. a) del codice dei contratti pubblici, ogni documento, anche se proveniente dall’autorità amministrativa (e non solo dall’autorità giudiziaria), che consenta un giudizio sulla responsabilità dell’impresa nella causazione dell’evento alla luce della qualificata ricostruzione dei fatti ivi contenuta. (…)
Nell’odierno giudizio non è posta tanto la questione dell’idoneità dei documenti citati ad essere considerati “adeguati mezzi di prova” – che la stessa stazione appaltante sembra riconoscere in linea teorica – quanto, piuttosto, quella della possibilità, alla luce del loro contenuto, di esprimere un giudizio di responsabilità dell’operatore economico per la “grave infrazione” contestata. (…)
Ad ogni buon conto, la decisione della stazione appaltante trova ora conforto nella sentenza conclusiva del giudizio penale, ove è esclusa la responsabilità del datore di lavoro, dando espressamente atto dell’adeguata formazione svolta dalla società a favore del dipendente sui rischi relativi alla mansione, come pure dell’uso dei dispositivi di protezione individuale (…).

2. Passando alla seconda contestazione, ritiene il Collegio che non sia neppure possibile affermare che l’operatore economico abbia presentato “documentazioni o dichiarazioni non veritiere” così che fosse dovuta la sua esclusione ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. f-bis) del codice dei contratti pubblici.
Al riguardo, occorre preliminarmente precisare che questa Sezione, con la sentenza 12 aprile 2019, n. 2407 (seguita dalla sentenza 22 luglio 2019, n. 5171) ha stabilito che “la dichiarazione resa dall’operatore economico nella domanda di partecipazione circa le pregresse vicende professionali suscettibili di integrare “gravi illeciti professionali” può essere omessa, reticente o completamente falsa. V’è omessa dichiarazione quando l’operatore economico non riferisce di alcuna pregressa condotta professionale qualificabile come “grave illecito professionale”; v’è dichiarazione reticente quando le pregresse vicende sono solo accennate senza la dettagliata descrizione necessaria alla stazione appaltante per poter compiutamente apprezzarne il disvalore nell’ottica dell’affidabilità del concorrente. Infine, la falsa dichiarazione consiste in una immutatio veri; ricorre, cioè, se l’operatore rappresenta una circostanza di fatto diversa dal vero”, ulteriormente aggiungendo che: “solo alla condotta che integra una falsa dichiarazione consegue l’automatica esclusione dalla procedura di gara poiché depone in maniera inequivocabile nel senso dell’inaffidabilità e della non integrità dell’operatore economico, mentre, ogni altra condotta, omissiva o reticente che sia, comporta l’esclusione dalla procedura solo per via di un apprezzamento da parte della stazione appaltante che sia prognosi sfavorevole sull’affidabilità dello stesso”. (…)
Senonchè, va esclusa anche la condotta omissiva perché, come riferito dalla stessa ricorrente, dell’episodio v’era menzione nel Patto etico in cui espressamente si riferisce della pendenza del procedimento penale a carico dei legali rappresentati della società e della stessa per responsabilità amministrativa ex d.lgs. n. 231 del 2001, con precisa indicazione dei reati contestati in sede di chiusura delle indagini preliminari.
La circostanza che tale episodio non sia richiamato nell’autodichiarazione allegata alla domanda di partecipazione è irrilevante; può darsi che la società non l’abbia reputato idoneo ad integrare un “grave illecito professionale” o che vi sia altra ragione, pure di convenienza, quel che è decisivo, ai fini del presente giudizio, è che la stazione appaltante ha avuto conoscenza della pregressa vicenda professionale, peraltro dalla stessa società interessata, e che sia stata, così posta nelle condizioni di farne oggetto di apprezzamento in ordine all’affidabilità e all’integrità dell’operatore economico (cfr. punto 4.2. della citata sentenza n. 2407 del 2019).

Calcolo della soglia di anomalia dopo Sblocca Cantieri: nuova circolare MIT

La nuova Circolare n. 8 del 24.10.2019 riguarda i casi di aggiudicazione con criterio del prezzo più basso codice degli appalti.

Per assicurare uniformità ed omogeneità di comportamenti, la Direzione generale per la regolazione e i contratti pubblici del MIT ha emanato la Circolare n. 8 del 24 ottobre 2019 con l’obiettivo di fornire alle stazioni appaltanti indicazioni e modalità operative relativamente alle modalità di calcolo per l’individuazione della soglia di anomalia nei casi di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso.

Nella circolare – in conformità all’art. 97, commi 2 e 2-bis del codice dei contratti, che introduce delle variabili tese ad impedire che siano predeterminabili dagli offerenti i parametri di riferimento per il calcolo della soglia di anomalia – sono sviluppati esempi di calcolo a seconda del numero delle offerte ammesse (rispettivamente pari o superiore a 15 ovvero inferiore a 15) e, nel caso in cui le offerte ammesse siano in numero inferiore a 15, è stata esplicitata la variazione della metodologia di calcolo connessa al valore risultante dal rapporto tra lo scarto medio aritmetico e la media aritmetica dei ribassi delle offerte ammesse.

Le precedenti, prime pronunce applicative, anche in contrasto, nonché le indicazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, già segnalati su questo sito, sono disponibili ai link di seguito.

 

 

Appalti a corpo ed elenco dei prezzi unitari: definizione, rapporti e rilevanza

In una gara di appalto da aggiudicare a “corpo” il corrispettivo è determinato in una somma fissa ed invariabile derivante dal ribasso offerto sull’importo a base d’asta. Elemento essenziale della proposta economica è il solo importo finale offerto, mentre i prezzi unitari indicati nell’elenco prezzi, tratti dai listini ufficiali, hanno un valore meramente indicativo delle voci di costo che hanno concorso a formare l’importo finale. Ne consegue che le indicazioni contenute nell’elenco prezzi sono destinate a restare fuori dal contenuto essenziale dell’offerta e quindi del contratto da stipulare, non assumendo rilevanza neppure ai fini della valutazione di anomalia.
Ciò, peraltro, trova conferma nell’art. 59, comma 5, d.lgs. n. 50/2016, il quale (riproducendo l’analoga norma contenuta nell’art. 53, comma 4, d.lgs. n. 163/2006) stabilisce che “per le prestazioni a corpo il prezzo convenuto non può variare in aumento o in diminuzione, secondo la qualità e la quantità effettiva dei lavori eseguiti”.
In definitiva, pertanto, negli appalti a corpo in cui la somma complessiva dell’offerta copre l’esecuzione di tutte le prestazioni contrattuali, l’elenco prezzi risulta irrilevante (in tal senso, cfr. Consiglio di Stato, sez. V, 03.09.2018 n. 5161; id. sez. V, 03.04.2018 n. 2057, TAR Salerno, 25.10.2019, n. 1839 e, in relazione al previgente Codice, Consiglio di Stato, sez. VI, 04.01.2016 n. 15).

HAI UNA DOMANDA SULL'ARGOMENTO? VUOI SAPERNE DI PIU'? COMPILA IL MODULO SEGUENTE E SCOPRI I SERVIZI DI CONSULENZA, SUPPORTO SPECIALISTICO GARE E FORMAZIONE DI SENTENZEAPPALTI.IT

Richiesta:*

Nome, cognome, Ente o Società:*

Email:*

N.B. I servizi sono attivabili su richiesta e modulabili sulla base di specifiche esigenze e richieste. Per ulteriori informazioni si invita a visitare le pagine dedicate del sito oppure a contattare info@sentenzeappalti.it.

PRIVACY. Letta l’informativa sulla privacy, si acconsente all’utilizzo dei dati inseriti nel presente modulo ed all’invio di eventuale materiale informativo. 

Accettazione privacy*