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Funzione consultiva ANAC: nuovo Regolamento

Il Consiglio dell’ANAC ha approvato  il 21.11.2018  il nuovo Regolamento della funzione consultiva svolta ai sensi della legge 6 novembre 2012, n. 190 e dei  relativi decreti attuativi nonché ai sensi del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

Questo nuovo Regolamento sostituisce il precedente del 20.07.2016 e persegue l’obiettivo principale di  ridefinire l’ambito entro il quale tale funzione è esercitata, le relative modalità e la tipologia di soggetti che possono presentare richiesta di  parere.
Il nuovo Regolamento entrerà in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 

Regolamento sull’esercizio dei poteri (impugnazione) dell’ANAC ex art. 211 d.lgs. n. 50/2016

Regolamento sull’esercizio dei poteri di cui all’articolo 211, commi1-bis e 1-ter,del decreto legislativo 18 aprile 2016, n.50 e s.m.i.

(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 164 del 17 luglio 2018 ) 
Il presente Regolamento entra in vigore quindici giorni dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

L’Autorità 
Visto l’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, come modificato dal decreto legislativo 24 maggio 2017, n. 74; 
Visto il decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114; 
Visto l’articolo 17, comma 1, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e, in particolare, l’articolo 211, commi 1-bis, 1-ter e 1- quater, introdotti dall’articolo 52-ter, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96; 
Visto l’articolo 123, comma 1, lett. b), del decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56; 
Visto il decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104; 
Visto l’articolo 1, comma 32-bis, della legge 6 novembre 2012, n. 190; 
Visto l’art 129, comma 3, disp. att. c.p.p.; 
Ritenuta la necessità di adottare un regolamento ai sensi dell’articolo 211, comma 1-quater del 18 aprile 2016, n. 50; 
Tenuto conto della procedura di consultazione pubblica terminata il 24 gennaio 2018; 
Tenuto conto del parere del Consiglio di Stato n. 00445/2018 del 4 aprile 2018

EMANA

Il seguente Regolamento:

Capo I – Disposizioni generali 
Articolo 1 – Definizioni

1. Ai fini del presente Regolamento, si intende per: 
a) «codice», il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
b) «Autorità», l’Autorità Nazionale Anticorruzione; 
c) «Presidente», il Presidente dell’Autorità; 
d) «Consiglio», il Consiglio dell’Autorità; 
e) «ufficio», l’ufficio competente in merito ai procedimenti concernenti l’esercizio dei poteri di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture; 
f) «dirigente», il Dirigente dell’ufficio; 
g) «stazione appaltante», il soggetto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera o), del codice; 
h) «ricorso diretto», il ricorso di cui all’articolo 211, comma 1-bis, del codice; 
i) «ricorso previo parere motivato», il ricorso di cui all’articolo 211, comma 1-ter, del codice.

Articolo 2 – Oggetto

1. Il presente Regolamento disciplina l’esercizio della legittimazione all’impugnazione di cui all’articolo 211, commi 1-bis e 1-ter, del codice.

Capo II – Legittimazione all’impugnazione di cui all’articolo 211, comma 1-bis(Ricorso diretto)

Articolo 3 – Fattispecie legittimanti il ricorso

1.L’impugnazione di cui all’articolo 211, comma 1-bis, del codice, si esercita nei confronti di atti relativi        a contratti di rilevante impatto. 
2. Si intendono di rilevante impatto contratti:

  1. che riguardino, anche potenzialmente, un ampio numero di operatori;
  2.  relativi ad interventi in occasione di grandi eventi di carattere sportivo, religioso, culturale o a contenuto economico, ad interventi disposti a seguito di calamità naturali, di interventi di realizzazione di grandi infrastrutture strategiche;
  3. riconducibili a fattispecie criminose, situazioni anomale o sintomatiche di condotte illecite da parte delle stazioni appaltanti;
  4. relativi ad opere, servizi o forniture aventi particolare impatto sull’ambiente, il paesaggio, i beni culturali, il territorio, la salute, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale;
  5. aventi ad oggetto lavori di importo pari o superiore a 15 milioni di euro ovvero servizi e/o forniture di importo pari o superiore a 25 milioni di euro.

3. Il termine per l’esercizio del potere di cui al comma 1>decorre, per gli atti soggetti a pubblicità legale o notiziale, dalla data di pubblicazione; per gli altri atti, dall’acquisizione della notizia, da parte dell’Autorità, dell’emanazione dell’atto.

Articolo 4 – Atti impugnabili

  1. Nell’esercizio dei poteri di cui al presente capo l’Autorità impugna i seguenti atti:
  2. regolamenti e atti amministrativi di carattere generale, quali bandi, avvisi, sistemi di qualificazione degli operatori economici istituiti dagli enti aggiudicatori nei settori speciali, atti di programmazione, capitolati speciali di appalto, bandi-tipo adottati dalle stazioni appaltanti, atti d’indirizzo e direttive che stabiliscono modalità partecipative alle procedure di gara e condizioni contrattuali;
  3. provvedimenti quali delibere a contrarre, ammissioni ed esclusioni dell’operatore economico dalla gara, aggiudicazioni, validazioni e approvazioni della progettazione, nomine del RUP, nomine della commissione giudicatrice, atti afferenti a rinnovo tacito, provvedimenti applicativi della clausola revisione prezzi e dell’adeguamento dei prezzi, autorizzazioni del Responsabile del procedimento e/o approvazioni di varianti o modifiche, affidamenti di lavori, servizi o forniture supplementari.

Articolo 5 – Proposizione del ricorso

  1. Il ricorso è proposto previa delibera del Consiglio, su proposta dell’Ufficio competente, nei termini di legge. La delibera contiene la motivazione sulla ricorrenza dei presupposti legittimanti il ricorso. In casi di urgenza il ricorso è proposto previa decisione del Presidente, salva ratifica del Consiglio.
  2. Ai fini della rapida verifica degli elementi di conoscenza contenuti nella notizia, l’Ufficio competente può chiedere ulteriori informazioni all’amministrazione che ha adottato l’atto. Tale richiesta non sospende i termini per la proposizione del ricorso.

Capo III – Legittimazione all’impugnazione di cui all’articolo 211, comma 1-ter(Ricorso previo parere motivato)

Articolo 6 – Fattispecie legittimanti

  1. Le gravi violazioni delle norme in materia di contratti pubblici, che legittimano l’Autorità ad emettere un parere motivato e, in caso di esito negativo, a ricorrere al giudice amministrativo, sono tassativamente individuate nel comma 2.
  2. Sono considerate gravi le seguenti violazioni:

a) affidamento di contratti pubblici senza previa pubblicazione di bando o avviso nella GUUE, nella GURI, sul profilo di committente della stazione appaltante e sulla piattaforma digitale dei bandi di gara presso l’Autorità, laddove tale pubblicazione sia prescritta dal codice; 
b) affidamento mediante procedura diversa da quella aperta e ristretta fuori dai casi consentiti, e quando questo abbia determinato l’omissione di bando o avviso ovvero l’irregolare utilizzo dell’avviso di pre-informazione di cui all’articolo 59, comma 5 e all’articolo 70 del codice;
c) atto afferente a rinnovo tacito dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture; 
d) modifica sostanziale del contratto che avrebbe richiesto una nuova procedura di gara ai sensi degli articoli 106 e 175 del codice; 
e) mancata o illegittima esclusione di un concorrente nei casi previsti dall’articolo 80 e dall’articolo 83, comma 1, del codice; 
f) contratto affidato in presenza di una grave violazione degli obblighi derivanti dai trattati, come riconosciuto dalla Corte di giustizia dell’UE in un procedimento ai sensi dell’articolo 258 del TFUE; 
g) mancata risoluzione del contratto nei casi di cui all’articolo 108, comma 2 del codice; 
h) bando o altro atto indittivo di procedure ad evidenza pubblica che contenga clausole o misure ingiustificatamente restrittive della partecipazione e, più in generale, della concorrenza.

Articolo 7 – Atti impugnabili

  1. Nell’esercizio dei poteri di cui al presente capo l’Autorità impugna i seguenti atti:

a) regolamenti e atti amministrativi di carattere generale, quali bandi, avvisi, sistemi di qualificazione degli operatori economici istituiti dagli enti aggiudicatori nei settori speciali, atti di programmazione, capitolati speciali di appalto, bandi-tipo adottati dalle stazioni appaltanti, atti d’indirizzo e direttive che stabiliscono modalità partecipative alle procedure di gara e condizioni contrattuali; 
b) provvedimenti relativi a procedure disciplinate dal Codice, quali delibere a contrarre, ammissioni ed esclusioni dell’operatore economico dalla gara, aggiudicazioni, validazioni e approvazioni della progettazione, nomine del RUP, nomine della commissione giudicatrice, atti afferenti a rinnovo tacito, provvedimenti applicativi della clausola revisione prezzi e dell’adeguamento dei prezzi, autorizzazioni del Responsabile del procedimento e/o approvazioni di varianti o modifiche, affidamenti di lavori, servizi o forniture supplementari.

Articolo 8 – Procedimento per l’emissione del parere motivato

  1. Entro 60 giorni dall’acquisizione della notizia, il Consiglio dell’Autorità, su proposta dell’Ufficio competente, emette un parere motivato, nel quale sono segnalate le violazioni riscontrate e indicati i rimedi da adottare per eliminarle. In caso di urgenza il parere motivato è emesso dal Presidente, salva ratifica del Consiglio.
  2. Il termine per l’esercizio del potere di cui al comma 1 decorre, per gli atti soggetti a pubblicità legale o notiziale, dalla data di pubblicazione, per gli altri atti dall’acquisizione della notizia, da parte dell’Autorità, dell’emanazione dell’atto.
  3. Ai fini della rapida verifica degli elementi di conoscenza contenuti nella notizia, l’Ufficio competente può chiedere ulteriori informazioni e documenti alla stazione appaltante o a soggetti terzi. Tale richiesta non sospende i termini di cui al comma 1.

Articolo 9 – Rapporti con la stazione appaltante

  1. Il parere è trasmesso alla stazione appaltante, con contestuale assegnazione del termine, non superiore a sessanta giorni, entro il quale la stazione appaltante è invitata a conformarsi alle prescrizioni in esso contenute.
  2. Entro il termine di cui al comma 1, la stazione appaltante informa l’Autorità in ordine alle azioni che ha intrapreso a seguito del parere.

Articolo 10 – Proposizione del ricorso

  1. L’ufficio competente, preso atto delle azioni intraprese dalla stazione appaltante ovvero della mancata conformazione della medesima al parere, rimette al Consiglio dell’Autorità la decisione sulla proposizione del ricorso avverso l’atto che si assume illegittimo.
  2. Il ricorso, previa deliberazione del Consiglio dell’Autorità, è proposto entro 30 giorni dalla ricezione della risposta della stazione appaltante, ovvero, in caso di mancata risposta, dallo scadere del termine di cui all’articolo 9, comma 1. In caso di urgenza il ricorso è proposto previa decisione del Presidente, salva ratifica del Consiglio.

Capo IV – Disposizioni comuni, finali e transitorie

Articolo 11 – Acquisizione della notizia

  1. La notizia deve contenere elementi di fatto e di diritto tali da consentire all’Autorità di individuare i vizi dell’atto e di valutare la sussistenza del requisito del rilevante impatto ovvero della grave violazione. 
  2. L’Autorità acquisisce la notizia della violazione nell’esercizio della propria attività istituzionale, ordinariamente d’ufficio.
  3. L’Autorità valuta con priorità le segnalazioni di violazione trasmesse dai soggetti sotto indicati:
  4. autorità giudiziaria amministrativa, ai sensi dell’articolo 1, comma 32-bis, della legge 6 novembre 2012, n. 190;
  5. pubblico ministero, ai sensi dell’articolo 129, comma 3, delle disp. att. c.p.p.;
  6. Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’articolo 19, comma 5, lett. a-bis) del d.l. 24 giugno 2014, n. 90;
  7. ogni altra amministrazione o autorità pubblica, ivi compresa quella giudiziaria ordinaria e contabile.
  8. L’Autorità può valutare eventuali segnalazioni di violazione da parte di terzi in considerazione delle risorse disponibili, tenendo conto in via prioritaria della gravità delle violazioni e della rilevanza degli interessi coinvolti dall’appalto.
  9. Lo spirare dei termini per l’esercizio dell’azione in giudizio o per l’emissione del parere motivato non pregiudica l’esercizio degli altri poteri istituzionali dell’Autorità.

Articolo 12 – Rapporti con altri procedimenti dell’Autorità

  1. L’esercizio dei poteri di cui agli articoli 3 e 6 del presente Regolamento determina la sospensione dei procedimenti di vigilanza nonché dei procedimenti di precontenzioso preordinati all’emissione di pareri non vincolanti in corso presso gli Uffici dell’Autorità, aventi il medesimo oggetto.
  2. L’effetto sospensivo decorre dalla notifica del ricorso nei casi di cui all’articolo 3 e dall’emanazione del parere motivato nei casi di cui all’articolo 6 e si protrae per tutta la durata del processo.
  3. In caso di precontenzioso preordinato all’emissione di parere vincolante, non si dà luogo all’esercizio dei poteri di cui agli articoli 3 e 6 del presente Regolamento.

Articolo 13 – Pubblicità

  1.  Sono pubblicate sul sito dell’Autorità, il giorno stesso della loro adozione, le delibere del Consiglio con le quali viene disposto: il ricorso diretto di cui all’articolo 5, comma 1; il parere motivato di cui all’articolo 9, comma 1; il ricorso in caso di mancato adeguamento da parte della stazione appaltante di cui all’articolo 11, comma 2.

Articolo 14 – Norme transitorie

  1. L’ufficio competente avvia i procedimenti di cui ai capi II e III sulla base delle notizie acquisite dall’Autorità alla data di entrata in vigore del presente Regolamento, utili ai fini dell’adozione degli atti di cui all’articolo 3 e all’articolo 6.

Articolo 15 – Entrata in vigore

  1. Il presente Regolamento entra in vigore quindici giorni dopo la data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Approvato dal Consiglio dell’Autorità nell’adunanza del 13 giugno 2018 con Delibera n. 572

Il Presidente 
Raffaele Cantone

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Vigilanza ANAC: segnalazioni prevenzione della corruzione e obblighi di trasparenza

A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei tre regolamenti sulla vigilanza in materia di inconferibilità e incompatibilità, prevenzione della corruzione, trasparenza ed obblighi di pubblicazione, sono stati elaborati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione i tre rispettivi moduli per l’invio all’Anac delle segnalazioni. Questi moduli, oltre a quello del regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza sui contratti pubblici del febbraio scorso, completano il quadro delle competenze dell’Autorità per le quali i cittadini ed i soggetti pubblici e privati legittimati possono inviare segnalazioni. A tal proposito, si ricorda che con il Comunicato del Presidente del 27 aprile 2017 si è richiamata l’attenzione sul perimetro di intervento dell’Autorità, per evitare che si producano inattuabili aspettative su questioni non pertinenti e affinché la valutazione delle istanze, comunque necessaria, non rallenti l’attività degli uffici. Nel Comunicato sono riportati gli ambiti di competenza dell’Autorità e un’esemplificazione delle tipologie di segnalazioni estranee al suo raggio d’azione. I moduli per le segnalazioni sono scaricabili nel sito dell’Anac nella sezione Servizi > Modulistica e nei rispettivi regolamenti.
 
Esercizio dell’attività di vigilanza in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi nonché sul rispetto delle regole di comportamento dei pubblici funzionari
Regolamenti del 29 marzo 2017

Esercizio dell’attività di vigilanza in materia di prevenzione della corruzione
Regolamenti del 29 marzo 2017

Esercizio dell’attività di vigilanza sul rispetto degli obblighi di pubblicazione di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33
Regolamenti del 29 marzo 2017

Modulistica

Per saperne di più →

Comunicato del Presidente del 27 aprile 2017 (.pdf)  

Ambito di  intervento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione

    1. Scopo del Comunicato

L’Autorità sta  ricevendo numerose segnalazioni e richieste di intervento, inviate sia da  soggetti pubblici e operatori economici sia da comuni cittadini, riguardanti  fattispecie che esulano dalle funzioni attribuite all’Anac e sulle quali non è  possibile svolgere alcuna attività di accertamento o indagine.
   Con il presente Comunicato  si intende quindi richiamare l’attenzione sul perimetro di intervento dell’Anac  ed evidenziare al contempo le tipologie di segnalazioni cui non possono far seguito  attività di vigilanza o verifica, in quanto l’oggetto è estraneo alle competenze  assegnate dalla legge all’Autorità Nazionale Anticorruzione.
   Ciò ha anche il  duplice scopo di evitare che si producano nei soggetti richiedenti aspettative  circa un intervento o una soluzione da parte dell’Anac su questioni chiaramente  inconferenti e che la valutazione di tali richieste, comunque necessaria, possa  rallentare l’attività istruttoria sulle questioni che invece sono di pertinenza  dell’Autorità.

    1. Perimetro di azione dell’Autorità

Fermo restando che  per una più dettagliata declinazione delle funzioni si rinvia alle specifiche  norme, si ricorda che l’Autorità, in base al d.l. 90/2014, al d.lgs. 50/2016, alla  l. 190/2012 e ai successi decreti delegati (d.lgs. 33/2013 e d.lgs. 39/2013) è,  in via generale, competente a svolgere attività di prevenzione della corruzione  nelle amministrazioni pubbliche e nelle società controllate e partecipate e di  vigilanza sull’affidamento e sull’esecuzione dei contratti pubblici. L’Autorità  è altresì competente a gestire le segnalazioni dei dipendenti pubblici  riguardanti illeciti commessi all’interno del proprio ente/amministrazione e  riconducibili a episodi di corruzione in senso ampio o a fenomeni di c.d. “malagestio”.
   
   Più in particolare,  a titolo esemplificativo, si evidenzia che sono di competenza dell’Autorità le segnalazioni  aventi ad oggetto:

        1. i contratti pubblici, finalizzate al controllo sull’affidamento e  sull’esecuzione dei contratti pubblici, anche di interesse regionale, di  lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali e sui  contratti secretati, e l’attività di precontenzioso, secondo le disposizioni del  d.lgs. 50/2016;
        2. i piani e le misure anticorruzione, per il controllo sull’applicazione e  sull’efficacia delle misure di prevenzione della corruzione adottate dalle  pubbliche amministrazioni e dalle società/enti in controllo o a partecipazione  pubblica, in particolare per la verifica dell’avvenuta adozione e  dell’efficacia del piano triennale di prevenzione della corruzione;
        3. gli obblighi di trasparenza assicurati mediante la pubblicazione, sui  siti web istituzionali delle pubbliche amministrazioni, dei dati, documenti, e  informazioni richiesti dalla l. 190/2012 e dal d.lgs. 33/2013, come modificati  dal d.lgs. 97/2016;
        4. gli incarichi e l’imparzialità dei pubblici funzionari, per la vigilanza  sul rispetto delle disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità  nelle pubbliche amministrazioni e negli enti di diritto privato in controllo  pubblico ai sensi del d.lgs. 39/2013, sulle ipotesi di c.d.“pantouflage”, di cui  all’art. 53, co. 16-ter, del d.lgs.  165/2001, sull’imparzialità/conflitti di interesse dei pubblici funzionari e sull’adozione  e sul rispetto dei codici di comportamento;
        5. le segnalazioni di “whistleblower”,  per la trattazione di eventuali illeciti segnalati da dipendenti pubblici ai  sensi dell’art. 54, co. 4-bis, del  d.lgs. 165/2001, secondo le indicazioni di fornite dall’Anac con le linee guida  contenute nella determinazione 6/2015.
    1. Segnalazioni anonime

Come previsto nei  regolamenti che disciplinano l’esercizio della funzione di vigilanza  dell’Autorità ,  si ricorda che le segnalazioni anonime sono archiviate dal dirigente  dell’ufficio.
   Segnalazioni  anonime relative a fatti di particolare rilevanza o gravità e che presentano  informazioni adeguatamente circostanziate possono essere tenute in considerazione  al fine di integrare le informazioni in possesso dell’ufficio nell’esercizio  dell’attività di vigilanza.
   Si rammenta inoltre  che sono considerate anonime le segnalazioni che non recano alcuna  sottoscrizione, che recano una sottoscrizione illeggibile o che pur apparendo  riferibili a un soggetto non consentano comunque di individuarlo o di  identificarlo con certezza.

    1. Segnalazioni estranee alla sfera di competenza dell’Autorità

I richiamati  regolamenti di vigilanza prevedono altresì l’archiviazione delle segnalazioni  nelle circostanze, tra l’altro, di manifesta infondatezza della segnalazione,  di contenuto generico o di mero rinvio alla documentazione allegata e/o alla corrispondenza  intercorsa tra le parti, di finalità palesemente emulative della segnalazione  stessa, ovvero di manifesta incompetenza dell’Autorità.
   Al fine di meglio chiarire  le ipotesi di manifesta incompetenza dell’Autorità si riportano di  seguito, a titolo esemplificativo, alcune tipologie di segnalazioni che non saranno  prese in considerazione.

            A. Segnalazioni di fatti o comportamenti tese all’accertamento di  responsabilità esclusivamente penali e/o erariali e sulle quali non sussistono  profili di competenza dell’Autorità. In tali casi è necessario rivolgersi all’Autorità  giudiziaria e/o alla Corte dei conti competenti per territorio.
               B. Segnalazioni riguardanti presunti illeciti commessi da magistrati, per  le quali è competente la Procura distrettuale ai sensi dell’art. 11 del codice  di procedura penale.
               C. Richieste di annullamento di procedure selettive o concorsuali di  esclusiva competenza del giudice amministrativo ovvero segnalazioni inerenti la  mera valutazione dei requisiti di partecipazione alla procedure stesse.
               D. Irregolarità nelle procedure di nomina, ad esclusione dei casi di  inconferibilità o incompatibilità o della violazione dei doveri di imparzialità  dei pubblici funzionari.
               E. Segnalazioni di mere disfunzioni organizzative o rivendicazioni sindacali  (ad esempio, mancata attuazione di accordi contrattuali riguardanti il  personale, mancato riconoscimento di progressioni di carriera o di emolumenti).
               F. Casi di malasanità non connessi a processi di approvvigionamento di lavori,  servizi e forniture (ad esempio, segnalazioni riguardanti cure sanitarie  ritenute inadeguate).
               G. Casi di mero assenteismo dal lavoro.
               H. Segnalazioni di presunti conflitti politico-istituzionali all’interno di  enti e istituzioni.
               I. Controversie di carattere esclusivamente personale quali, a mero titolo  esemplificativo, quelle connesse a successioni, eredità, testamenti, proprietà mobiliari/immobiliari.
               J. Segnalazioni riguardanti anomalie nella gestione di istituti di credito  o finanziari.
               K. Segnalazioni concernenti abusi edilizi commessi da privati.
                 L. Questioni inerenti l’aumento delle tariffe alle utenze per i servizi  pubblici locali quale conseguenza di presunte diseconomicità degli affidamenti
      1. Archiviazioni

Si ricorda che nei  casi palese incompetenza, anche al di fuori delle esemplificazioni di cui ai  punti A)-L) del presente Comunicato, o negli altri casi che danno luogo ad  archiviazione, come previsto dai regolamenti di vigilanza la relativa  segnalazione sarà archiviata dall’ufficio competente e comunicata al segnalante  solo nel caso di espressa richiesta scritta.

Saranno comunque pubblicati sul sito  dell’Autorità prospetti riassuntivi delle pratiche archiviate. 

I  regolamenti sull’esercizio della funzione di vigilanza dell’Anac sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e disponibili sul sito dell’Autorità al  seguente indirizzo.