Commissione di gara – Introduzione di criteri integrativi o elementi di specificazione – Differenza – Ammissibilità (art. 77 d.lgs. n. 50/2016)

TAR Napoli, 10.01.2018 n. 154

Va operata una distinzione tra il divieto per la Commissione di integrare il bando di gara (“mediante la previsione di criteri integrativi dello stesso, ossia di criteri valutativi”: Consiglio di Stato, sez. III, 10.01.2013 n. 97) e la facoltà della stessa “di introdurre elementi di specificazione dei criteri stabiliti dal bando, purché intesi a precisare l’iter motivazionale nella valutazione delle offerte, secondo i criteri generali previsti nella “lex specialis” (TAR Molise, 17.04.2014 n. 265; cfr. altresì Consiglio di Stato, sez. VI, 15.09.2011 n. 5157: “può invece ritenersi ammesso che la medesima Commissione fissi la metodologia di attribuzione dei punteggi, per rendere più trasparente il proprio apprezzamento, a garanzia della par condicio dei concorrenti”).
Si ricade in quest’ultima ipotesi allorquando la Commissione si è mossa nel dichiarato intento di essere vincolata ai criteri del bando (espressamente affermandone l’inderogabilità), per cui l’elaborazione di un prospetto ha l’unico significato di esternare i singoli punti messi in rilievo nell’ambito del criterio generale, senza mutarne l’esclusiva valenza né introducendo nuovi criteri o sub-elementi di valutazione.