Incentivo di progettazione al personale con qualifica dirigenziale di aziende sanitarie e ospedaliere

Cons. Giust. Amm. Reg. Sic., sez. cons., 24.10.2017 n. 885

Sanità pubblica – Regione Sicilia – Aziende sanitarie e ospedaliere – Dirigenti – Divieto di incentivazione di progettazione – Ambito di applicazione.
Il divieto di incentivo di progettazione per i dirigenti di aziende sanitarie e ospedaliere, introdotto dall’art. 93, comma 7 ter, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 per effetto della l. 11 agosto 2014, n. 114, con decorrenza dal 19 agosto 2014, non si applica né alle attività svolte dai dirigenti interamente prima del 19 agosto 2014, ancorché il compenso venga liquidato dopo tale data, né alle attività svolte dai dirigenti dopo il 19 agosto 2014, in virtù di incarichi affidati in precedenza; la diversa e più ridotta misura delle somme da destinare all’incentivazione delle funzioni tecniche, nonché il diverso e più ridotto tetto massimo annuo dell’incentivo da corrispondere a ciascun avente titolo, introdotti dal citato art. 93, comma 7 ter, non si applicano alle attività svolte prima del 19 agosto 2014, ancorché il relativo compenso venga liquidato successivamente; e, per converso, si applicano alle attività svolte dopo il 19 agosto 2014, ancorché sulla base di incarichi affidati in precedenza; le attività svolte, sulla base del medesimo incarico affidato prima del 19 agosto 2014, in parte prima e in parte dopo tale data, vanno liquidate separatamente sulla base delle diverse norme vigenti ratione temporis.
Ha chiarito il parere che la disciplina introdotta nel 2014 differisce dalla previgente non solo quanto all’ambito soggettivo dei beneficiari (con inclusione prima, ed esclusione dopo, dei dirigenti), ma anche quanto alla misura delle risorse destinate all’incentivazione e al tetto massimo dell’incentivo annuo e all’ambito oggettivo delle attività incentivate. Invero, mentre nella previgente l’intera somma del 2% dell’importo posto a base di gara di un’opera o un lavoro era destinata all’incentivazione, nella nuova disciplina tale importo del 2% alimenta un “fondo per la progettazione e l’innovazione” e di tale fondo solo l’80% è destinato all’incentivazione del personale, mentre il restante 20% ha una diversa destinazione (art. 93, comma 7 quater, d.lgs.12 aprile 2006, n. 163).
Quanto, poi, alla misura massima annua dell’incentivo da corrispondere a ciascun dipendente, nella previgente disciplina si stabiliva che “limitatamente alle attività di progettazione, l’incentivo corrisposto al singolo dipendente non può superare l’importo del rispettivo trattamento economico complessivo annuo lordo”, con riferimento ai singoli incentivi corrisposti.
Nella nuova disciplina, invece, “Gli incentivi complessivamente corrisposti nel corso dell’anno al singolo dipendente, anche da diverse amministrazioni, non possono superare l’importo del 50 per cento del trattamento economico complessivo annuo lordo”.
Vi è dunque un tetto massimo della misura dell’incentivo, rapportato allo stipendio annuo lordo, e computato non in relazione alla singola attività incentivata, ma calcolato su base annua.
Quanto poi all’ambito oggettivo delle attività incentivate, sono state espressamente escluse quelle inerenti opere di manutenzione, e non è più stato previsto l’incentivo per la redazione di atti di pianificazione, in precedenza contemplato dall’art. 92, comma 6, d.lgs. n. 163 del 2006.
Ha aggiunto che quanto all’ambito soggettivo, la nuova disciplina non ha portata retroattiva e non può incidere sugli incarichi affidati in precedenza. Per gli incarichi affidati prima dell’entrata in vigore della l. 11 agosto 2014, n. 114 (in data 19 agosto 2014), a soggetti aventi titolo, ivi compresi, nella specie, i dirigenti, il principio della tutela dell’affidamento impone di mantenere la regola previgente del concorso dei dirigenti alla ripartizione dell’incentivo, anche ove le attività incentivate siano state espletate, in tutto o in parte, nella vigenza della nuova disciplina, ovvero siano state espletate anteriormente, e il relativo incentivo venga liquidato successivamente.
Quanto alla misura dell’incentivo da corrispondere, esaminando distintamente i seguenti casi:
a) attività espletate prima dell’entrata in vigore della l. n. 114 del 2014, ma pagate successivamente;
b) attività espletate dopo l’entrata in vigore della l. n. 114 del 2014, sulla base di incarichi conferiti anteriormente.
Il principio di irretroattività della legge e di tutela dell’affidamento va qui coniugato con il principio di contenimento della spesa pubblica, che giustifica l’intervento di norme di riduzione dei trattamenti economici con effetto anche sui rapporti in corso, nei limiti della ragionevolezza e della non incidenza su trattamenti economici già maturati.
Bilanciando i contrapposti interessi, si deve ritenere che le misure riduttive sia delle somme da destinare all’incentivazione, sia della misura massima annua dell’incentivo da corrispondere a ciascun dipendente pubblico:
a) non possono trovare applicazione alle attività espletate prima dell’entrata in vigore della l. n. 114 del 2014, ancorché il compenso sia ancora da liquidare e venga liquidato dopo l’entrata in vigore della legge medesima, perché in tal caso il diritto al pagamento è già maturato sulla base delle regole vigenti al momento dello svolgimento dell’attività, secondo il principio della corrispettività delle prestazioni in un rapporto negoziale; sicché per le attività espletate prima del 19.8.2014 l’incentivo va liquidato secondo i previgenti criteri e non trova applicazione la regola del tetto annuo del 50% del trattamento economico complessivo annuo lordo;
b) per converso, le nuove regole possono trovare applicazione per le attività espletate dopo il 19 agosto 2014, anche se sulla base di incarichi affidati prima; nel caso di attività poste in essere in parte prima e in parte dopo il 19 agosto 2014, le stesse vanno compensate liquidando separatamente gli importi spettanti tenendo conto di ciascuna frazione temporale delle attività medesime. 

Contratti della Pubblica amministrazione – Progettazione – Regolamento ex art. 93, comma 7 bis, d.lgs. n. 163 del 2006 – Ambito di applicazione – Alla sola Amministrazione che lo ha adottato.
Il regolamento previsto dall’art. 93, commi 7 bis e 7 ter, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, va adottato da ciascuna Amministrazione – stazione appaltante e si applica al solo personale dipendente dell’Amministrazione – stazione appaltante che lo adotta.
Da tale premessa il parere ha fatto conseguire che il regolamento adottato dalla Regione Siciliana nel 2016, d.P.Reg. 5 dicembre 2016 n. 3, “recante norme per la ripartizione degli incentivi di cui all’art. 93, commi 7-bis e 7-ter, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recepito nella Regione siciliana con legge regionale 12 luglio 2011, n. 12”, si applica, quanto all’ambito soggettivo, e come correttamente dispone il suo art. 1, comma 2, “al personale non dirigenziale in servizio presso l’Amministrazione regionale”.
Esso non trova applicazione al personale dipendente da amministrazioni diverse dalla Regione Siciliana, e segnatamente da Aziende sanitarie e ospedaliere regionali.  

Contratti della Pubblica amministrazione – Progettazione – Regolamento ex art. 93, comma 7 bis, d.lgs. n. 163 del 2006 – Doppio regime transitorio – Necessità.
Il regolamento previsto dall’art. 93, commi 7 bis e 7 ter, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 deve prevedere un doppio regime transitorio differenziato, quanto all’ambito soggettivo di applicazione (stabilendo che per i dirigenti il regolamento si applica solo per le attività svolte dopo il 19 agosto 2014 sulla base di incarichi anteriori) e quanto alla misura dell’incentivo e tetto annuo massimo (stabilendo che il regolamento si applica solo per le attività svolte dopo il 19 agosto 2014, ancorché sulla base di incarichi affidati in precedenza); resta ferma l’applicabilità della normativa vigente in tema di “tetto stipendiale” da intendere come onnicomprensivo, e da computare includendo anche l’incentivo di progettazione.

fonte: sito della Giustizia Amministrativa