Varianti e proposte migliorative (art. 95 d.lgs. n. 50/2016)

TAR Lecce, 02.10.2017 n. 1557

A norma dell’art. 95 comma 14 lett. a) del D. Lgs n. 50/2016, il bando di gara deve prevedere se siano autorizzate o richieste varianti al progetto esecutivo, ed in mancanza di tale espressa previsione, le varianti si intendono non autorizzate; va inoltre chiarito come nella fattispecie oggetto dell’odierno giudizio, la lex specialis consenta solo la presentazione di proposte migliorative.
A tale ultimo riguardo, peraltro, il Tribunale nemmeno ignora il condivisibile orientamento giurisprudenziale, richiamato anche dalla difesa della Società ricorrente, che afferma che “in sede di gara per l’aggiudicazione di un contratto pubblico, le soluzioni migliorative si differenziano dalle varianti perché le prime possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall’Amministrazione; le seconde, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante preventiva previsione contenuta nel bando di gara e l’individuazione dei relativi requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l’opera proposta dal concorrente costituisce un aliud rispetto a quella prefigurata dalla pubblica amministrazione: ne deriva che possono quindi essere considerate proposte migliorative tutte quelle precisazioni, integrazioni e migliorie che sono finalizzate a rendere il progetto prescelto meglio corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, senza tuttavia alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste.” (Consiglio di Stato, Sezione V, 16 aprile 2014, n. 1923; Consiglio di Stato, Sezione V, 10 gennaio 2017, n, 42).
Tuttavia, nella fattispecie che occupa, devesi rilevare come le soluzioni migliorative offerte dalla Società controinteressata non appaiano tali da alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste e già stabilite dall’Amministrazione, inerenti l’ingegneria naturalistica; ed invero, a parere del Collegio, non può ritenersi che qualsiasi modifica, anche se comportante l’eliminazione di talune voci di spesa dal computo metrico, sia suscettibile (di per sé) di integrare una variante progettuale, ciò anche nel caso in cui il bando preveda l’aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa sulla base di un progetto esecutivo