Soccorso istruttorio relativo ai Patti di integrità: mancata presentazione, incompletezza o altre irregolarità

Deliberazione ANAC n. 1374 del 21.12.2016

Oggetto: Chiarimenti in merito all’applicabilità  dell’istituto del soccorso istruttorio ai casi di mancata presentazione,  incompletezza o altre irregolarità relative ai patti di integrità di cui  all’art. 1, comma 17, l. n. 190/2012 – richiesta di parere AG/54/16/AP – URCP 60/2016.

Mancata presentazione, incompletezza o altre irregolarità relative ai patti  di integrità di cui all’art. 1, comma 17, l. n. 190/2012 – soccorso istruttorio – ammissibilità
I  principi affermati dall’Autorità nella determinazione n. 1/2015 e nella  delibera n. 227/2016, in ordine alla legittimità della prescrizione, a pena di  esclusione, dell’accettazione delle condizioni contrattuali contenute nella  documentazione di gara, tra cui gli obblighi in materia di contrasto alle  infiltrazioni criminali negli appalti previsti nell’ambito di protocolli di  legalità/patti di integrità, possono ritenersi validi anche in vigenza del  d.lgs. 50/2016. La carenza della dichiarazione di accettazione del patto di  integrità o la mancata produzione dello stesso debitamente sottoscritto dal  concorrente possono considerarsi regolarizzabili attraverso la procedura di  soccorso istruttorio di cui all’art. 83, comma 9, del d.lgs. 50/2016, con  applicazione della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara.

Il Consiglio
Visto il decreto legislativo n. 50/2016 e s.m.i.;
Visto l’appunto dell’Ufficio Regolazione  Contratti Pubblici;

Considerato in fatto
Il  Ministero dell’Interno ha chiesto chiarimenti in ordine all’applicabilità  dell’istituto del soccorso istruttorio, secondo quanto previsto dall’art. 83  del d.lgs. n. 50/2016, ai casi di mancata presentazione, incompletezza o altre  irregolarità relative ai patti di integrità di cui all’art. 1, comma 17, l. n.  190/2012.

Ritenuto in diritto
Al  fine di rendere il richiesto parere, appare opportuno segnalare,  preliminarmente, che l’art. 1, comma 17, della l. n. 190/2012 prevede  espressamente che «Le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi  di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei  protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione  dalla gara». Con riferimento alle disposizioni in tema di soccorso istruttorio  di cui all’art. 83 del d.lgs. n. 50/2016, l’Autorità, riservandosi di esaminare  la nuova disciplina del soccorso istruttorio in un apposito atto a carattere  generale, ritiene che le novità apportate dal d.lgs. n. 50/2016 alla disciplina  del soccorso istruttorio possano consentire di confermare quanto affermato in  vigenza del D.lgs. n. 163/2006 nella determinazione n. 1/2015, recante  «Criteri interpretativi in ordine alle   disposizioni dell’art. 38, comma 2-bis e dell’art. 46, comma 1-ter del  D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163» e nella delibera n. 227/2016, in ordine alla  legittimità della prescrizione, a pena di esclusione, dell’accettazione delle  condizioni contrattuali contenute nella documentazione di gara, tra cui gli  obblighi in materia di contrasto alle infiltrazioni criminali negli appalti  previsti nell’ambito di protocolli di legalità/patti di integrità. Ciò, in  quanto tali strumenti sono posti a tutela di interessi di rango sovraordinato e  gli obblighi in tal modo assunti discendono dall’applicazione di norme  imperative di ordine pubblico. Ne consegue, altresì, che la carenza della  dichiarazione di accettazione del patto di integrità o la mancata produzione  dello stesso debitamente sottoscritto dal concorrente possono essere  considerate “essenziali” ai sensi dell’art. 83, comma 9, del codice, in quanto  indispensabili per la partecipazione alla gara. Tali carenze e/o irregolarità  possono considerarsi, inoltre, regolarizzabili attraverso la procedura di  soccorso istruttorio di cui al citato comma 9, con applicazione della sanzione  pecuniaria stabilita dal bando di gara, in quanto: 1) il riferimento ivi  contenuto anche agli “elementi” e non solo alle dichiarazioni, consente di  riferire l’istituto del soccorso istruttorio a tutti i documenti da produrre in  gara; 2) si tratta di elementi che non afferiscono all’offerta tecnica ed  economica (espressamente escluse dall’ambito di applicazione dell’istituto). Si  evidenzia, inoltre, che – come espressamente chiarito nell’art. 83, comma 9,  del codice – «La sanzione è dovuta esclusivamente in caso di regolarizzazione».

Il Consiglio
ritiene,  nei limiti di cui in motivazione, che:

  • i  principi affermati dall’Autorità nella determinazione n. 1/2015, recante «Criteri  interpretativi in ordine alle   disposizioni dell’art. 38, comma 2-bis e dell’art. 46, comma 1-ter del D.Lgs.  12 aprile 2006, n. 163» e nella delibera n. 227/2016, in ordine alla  legittimità della prescrizione, a pena di esclusione, dell’accettazione delle  condizioni contrattuali contenute nella documentazione di gara, tra cui gli  obblighi in materia di contrasto alle infiltrazioni criminali negli appalti previsti  nell’ambito di protocolli di legalità/patti di integrità, possono ritenersi  validi anche in vigenza del d.lgs. 50/2016, sebbene le predette delibere siano state adottate sotto il vigore del d.lgs. 163/2006;

  • la carenza della dichiarazione  di accettazione del patto di integrità o la mancata produzione dello stesso debitamente sottoscritto dal concorrente possono considerarsi regolarizzabili  attraverso la procedura di soccorso istruttorio di cui all’art. 83, comma 9,  del d.lgs. 50/2016, con applicazione della sanzione pecuniaria stabilita dal  bando di gara.