Valutazione dell’offerta – Giudizio della Commissione – Divieto di integrazione postuma in sede di giudizio (Art. 84)

Consiglio di Stato, sez. III, 26.02.2016 n. 790

Invero, quelle ragioni che difettano nei verbali di valutazione vengono esternate con l’atto di appello; si tratta, tuttavia, di una inammissibile integrazione postuma della motivazione degli atti posti in essere dalla Commissione.
Difatti, mentre sarebbe legittima,a seguito del giudicato cassatorio, l’integrazione da parte dell’Amministrazione della motivazione dell’atto amministrativo, effettuata mediante una nuova istruttoria che rivaluti gli atti del procedimento, sono inammissibili le argomentazioni difensive addotte a giustificazione del provvedimento impugnato mediante un’integrazione postuma effettuata in sede di giudizio (cfr., ex plurimis, Consiglio di Stato, sez. III, 10/07/2015, n. 3488; Consiglio di Stato, sez. III, 30/04/2014, n. 2247). (…)
Le incongruenze nella valutazione e i difetti di motivazione che sono stati evidenziati dal primo giudice possono essere colmate e superate solo dall’Amministrazione stessa, mediante il riesame dell’offerta tecnica, cui potrebbe eventualmente conseguire l’ ammissione alla fase successiva di valutazione dell’offerta economica o, viceversa, la conferma dell’esclusione dalla gara.
Ritiene, pertanto, il Collegio, che vada confermata la pronuncia del primo giudice, per effetto della quale l’Amministrazione dovrà rivalutare l’offerta tecnica dell’appellata al fine di colmare i vizi di motivazione rilevati.