1) Differenza tra la Commissione “aggiudicatrice” e quella “giudicatrice”: conseguenze sull’obbligo di composizione in numero dispari – 2) Oneri di sicurezza quantificati in misura percentuale, ammissibilità (Artt. 84, 86, 87)

TAR Torino, 20.01.2016 n. 75
(testo integrale)

1. – A conferma della delibazione già formulata sui profili in esame in fase cautelare, si ribadisce che entrambe le censure sopra riportate, riferite alla regolarità complessiva della procedura di gara, sono risolvibili alla luce dell’indirizzo giurisprudenziale compendiato dalle pronunce del Consiglio di Stato, sez. IV, 17 febbraio 2014, n. 749 e sez. VI, 03 luglio 2014, n. 3361, dal Collegio condiviso e ritenuto pienamente aderente al caso di specie. In tali precedenti si rinviene l’affermazione di principio secondo cui – in ragione dell’assenza di specifiche contrarie indicazioni normative – del tutto legittimamente una stazione appaltante può prevedere nel disciplinare di gara che il procedimento di aggiudicazione di un appalto, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sia affidato a due commissioni differenti, qualora senza alcuna commistione tra i diversi momenti procedimentali ad una c.d. “aggiudicatrice” siano affidati i compiti tipici del seggio di gara, ed all’altra c.d. “giudicatrice” vengano affidati in via esclusiva le valutazioni delle offerte tecniche ai sensi dell’art. 84, d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163.
Peraltro, e in linea consequenziale, poiché il seggio di gara non svolge attività valutative connotate da discrezionalità – occupandosi, al contrario, di verifiche amministrative sulla regolarità formale della documentazione prodotta ai concorrenti, oltre che dell’apertura delle buste contenenti le offerte economiche e della lettura dei relativi ribassi – deve escludersi che la sua composizione debba strutturarsi secondo il principio maggioritario.
L’art. 84, comma 2, del D.lgs. n. 163/2006, difatti, nel prevedere che la commissione debba essere composta da un numero dispari di componenti, si riferisce alla sola commissione tecnica (c.d. “giudicatrice”), come desumibile, oltre che dal dettato del menzionato comma 2 dell’art. 84 d.lgs. 163/2006, anche dall’art. 283 del Regolamento al Codice dei Contratti di cui al D.P.R. n.207/2010 (cfr. sul punto Cons. Stato, sez. IV, 17 febbraio 2014, n. 749).
Di qui, per quanto esposto, la ritenuta infondatezza delle prime due ragioni di doglianza. (…)
2. – Le censure trovano un’immediata confutazione in punto di fatto nel contenuto dell’offerta di P. s.p.a., dalla quale si ricava – diversamente da quanto sostenuto in ricorso:
a) che la polizza fideiussoria da quest’ultima prodotta non presenta le carenze lamentate in ricorso, contendo entrambe le previsioni indicate dalla ricorrente come mancanti; b) che anche gli oneri della sicurezza aziendale risultano puntualmente riportati nel contenuto dell’offerta, poiché quantificati nella misura dell’1% del relativo ammontare globale (mentre gli oneri della sicurezza interferenziali risultano predeterminati dalla stazione appaltante).