Segno di “barrato” nello spazio per l’indicazione degli oneri di sicurezza aziendali – Interpretazione possibile – Conseguenze (Artt. 86, 87)

TAR Palermo, 07.01.2016 n. 32
(testo integrale)

In via preliminare, deve essere chiarito che in relazione alla procedura di gara oggetto di controversia sussisteva l’obbligo di indicare espressamente gli oneri di sicurezza cd. interni o aziendali.
Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, infatti, le norme legislative che impongono l’indicazione, in sede di presentazione dell’offerta, degli oneri di sicurezza (art. 86, comma 3 bis, e art. 87, comma 4, del d.lgs. n. 163/2006, art. 26, comma 6, del d.lgs. n. 81/2008) non si applicano agli appalti di servizi di cui all’allegato II B del d.lgs. n. 163/2006, in quanto non richiamate dall’art. 20, comma 1, fatta salva la diversa prescrizione contenuta nel bando (ex plurimis Consiglio di Stato, V, 2 ottobre 2014, n. 4907; III, 24 giugno 2014, n. 3196; 4 marzo 2014, n. 1030; TAR Calabria Catanzaro, 6 ottobre 2014, n. 1624; T.A.R. Piemonte, I, 22 novembre 2013, n. 1254; TAR Toscana. I, 20 febbraio 2014, n. 338).
Nel caso in esame, il punto 17.C del bando di gara espressamente richiamava le predette norme del Codice e chiedeva l’indicazione di tali oneri all’interno dell’offerta, il che porta ad escludere la fondatezza della doglianza formulata nel secondo motivo di impugnazione dal ricorrente, in relazione alla insussistenza dell’onere dichiarativo.
Tuttavia, il gravame è fondato quanto agli ulteriori motivi dedotti, laddove si afferma che l’apposizione del segnale “barrato” nell’offerta economica dell’associazione ricorrente doveva essere equiparato all’individuazione di oneri per un valore pari a zero.
Come noto, in materia di appalti l’inesatta o equivoca osservanza delle previsioni del bando circa le modalità di presentazione delle offerte può essere causa di esclusione dalla procedura qualora vengano in rilievo previsioni rispondenti ad un particolare interesse della Pubblica amministrazione appaltante, o poste a garanzia della par condicio dei concorrenti.
Laddove, invece, non sia ravvisabile la lesione di un interesse pubblico effettivo e rilevante, va accordata preferenza al favor partecipationis, in coerenza con l’interesse pubblico al più ampio confronto concorrenziale (così, tra le tante, Cons. Stato, sez. V, 21 luglio 2015 n. 3611; 31 luglio 2012, n. 4334; 8 settembre 2008, n. 4252).
Applicando al caso in esame questi consolidati canoni ermeneutici, non può che rilevarsi la sostanziale completezza dell’offerta economica presentata dalla ricorrente, che ha chiaramente inteso indicare, attraverso l’apposizione di un segnale di “barra”, che non sussistevano oneri interni per la sicurezza in relazione all’appalto da affidare e che, quindi, essi erano pari a zero.
Non può, quindi, considerarsi legittimo il provvedimento espulsivo adottato, che ha ritenuto l’offerta presentata totalmente priva della richiesta indicazione degli oneri della sicurezza aziendale, in quanto contrastante con la chiara volontà dell’associazione partecipante, agevolmente desumibile dall’apposizione del segnale di “barrato”, di indicarli per un importo pari a zero.
Di conseguenza, ferme restando le ulteriori valutazioni della stazione appaltante in ordine alla congruità dell’importo così indicato rispetto al servizio oggetto di affidamento, il ricorso merita accoglimento e, per l’effetto, deve essere annullato l’impugnato provvedimento di esclusione.