Obbligo di sopralluogo: differenza tra dichiarazione (a cura del partecipante) e verbale (a cura della stazione appaltante) ai fini dell’ammissione alla gara (Art. 46)


Consiglio di Stato, sez. III, 07.09.2015 n. 4132

(sentenza integrale)

“Dall’esame della documentazione versata in atti si evinceva che effettivamente il sopralluogo, richiesto al punto 5.7 del bando di gara, era stato effettuato da un soggetto diverso dall’istante, ma che tale soggetto era stato espressamente delegato dal ricorrente a prendere visione degli elaborati progettuali e del contesto urbano dove avrebbe trovato spazio la nuova farmacia, e che il ricorrente aveva fatto propria l’attività del delegato mediante la produzione agli atti di gara di una dichiarazione sostitutiva di notorietà e certificazione, dichiarando espressamente di aver preso visione degli elaborati progettuali e di conoscere il luogo presso cui sarebbe stata insediata la nuova sede farmaceutica, ottemperando, dunque, alle prescrizioni del suddetto punto 5.7..
Rilevava esattamente il Tar che in tema di ammissione alla gara per l’affidamento di un contratto di appalto di lavori pubblici o di servizi, in ordine alla dichiarazione di sopralluogo, occorre distinguere tra dichiarazione a cura del partecipante e verbale di sopralluogo a cura della stazione appaltante; pertanto, si considera sufficiente, ai fini dell’ammissione alla gara, la dichiarazione di sopralluogo a prescindere dalle modalità con cui esso sia stato eseguito, a meno che non sia espressamente richiesto anche uno specifico verbale di sopralluogo sulle relative modalità (Cons. Stato, sez. V, 7 luglio 2005, n. 3729)”.

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