Omessa dichiarazione di una condanna relativa ad un reato assai modesto e risalente: illegittima esclusione automatica (Art. 38)

SeA no name miniTAR Ancona, 08.05.2015 n. 362
(sentenza integrale)

“Al riguardo il Collegio ritiene che, anche volendo affermare l’obbligo, in astratto, di dichiarare tutte le condanne, nessuna esclusa, affinché l’amministrazione possa poi compiere autonome valutazioni di rilevanza, la vicenda in esame, data la sua eccezionale ed oggettiva peculiarità, possa essere risolta in forza dei principi recentemente affermati dalla giustizia amministrativa su caso pressoché analogo (cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 25.3.2014 n. 1456).
Nello specifico va osservato:
che il punto VIII del Disciplinare di gara non contempla, tra i motivi di esclusione, la fattispecie in esame;
che la condanna subita dall’appellante attiene ad un reato assai modesto che, anche qualora dichiarato, non avrebbe verosimilmente comportato l’esclusione dalla gara;
che trattasi di condanna risalente ad epoca assai remota, addirittura di parecchio antecedente rispetto alla fattispecie di cui alla sentenza sopra citata;
– che lo stesso Giudice penale, che ebbe ad irrogare la condanna, concesse i benefici di sospensione condizionale della pena (istituto che postula un favorevole convincimento in ordine alla prognosi futura che il reo non commetterà nuovi reati) e di non menzione;
– che non emergono quindi elementi per ritenersi in presenza di una condotta fraudolenta, volta a nascondere circostanze rilevanti ai fini della gara; emergono, al contrario, elementi per ritenere che trattasi di mera dimenticanza commessa in assoluta buona fede, non equiparabile al falso, bensì all’irregolarità o all’incompletezza documentale.
In un’ottica sostanzialistica, e non meramente formale di caccia all’errore, la stazione appaltante avrebbe quindi dovuto valutare e motivare come, ed in che termini, l’omessa dichiarazione di una condanna risalente a più di un quarantennio fa, per fatti assai modesti, che il Giudice penale aveva già ritenuto accompagnarsi ad una prognosi favorevole, imponesse o comunque legittimasse la statuizione revocatoria.
L’Amministrazione si è invece limitata ad applicare un mero automatismo, senza però cogliere che la specificità della situazione di fatto imponeva, quantomeno, un supplemento motivazionale.

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