L’impresa cooptata non è un concorrente: conseguenze sulle dichiarazioni (Artt. 37, 38; Art. 95 dPR 207/2010)

lui232TAR Catanzaro, 23.03.2015 n. 554
(sentenza integrale)

Il Collegio ritiene di aderire all’orientamento prevalente in giurisprudenza, secondo cui la cooptazione è un istituto di carattere speciale che abilita un soggetto, privo dei prescritti requisiti di qualificazione (e, dunque, di partecipazione), alla sola esecuzione dei lavori nei limiti del 20%, in deroga alla disciplina vigente in tema di qualificazione SOA. Tale soggetto pertanto non può acquistare lo status di concorrente, non può acquistare alcuna quota di partecipazione all’appalto e non può rivestire la posizione di offerente, prima, e di contraente, poi, e pertanto non può prestare garanzie né subappaltare o affidare a terzi una quota dei lavori da eseguire (in tal senso, TAR Lazio 12288 /2014; Cons. Stato, Sez. V, 27 agosto 2013 n. 4278 e 10 settembre 2012 n. 4772; TAR Lombardia, Sez. I, 14 febbraio 2014 n. 475).
Pertanto, gli obblighi di cui all’art. 38 del Codice, non possono essere estesi all’impresa cooptata, stante il carattere eccezionale della norma (sez. III, 6 maggio 2013 n. 2449 e 14 novembre 2012 n. 5758).

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