Subappalto: conseguenze dell’omessa dichiarazione (Art. 118)

SeA no name miniCons. Stato, sez. V, 23.02.2015 n. 846
(sentenza integrale)

“La preferibile e prevalente giurisprudenza di questo Consiglio di Stato afferma invece che la dichiarazione concernente il subappalto rileva esclusivamente nella successiva fase di esecuzione del contratto, sotto forma di divieto della stazione appaltante di procedere al subappalto dichiarato in sede di gara, potendo invece condurre all’esclusione dell’impresa già in questa prodromica fase nell’unico caso del c.d. subappalto necessario, quando cioè la partecipante alla gara vi abbia fatto ricorso per supplire alla carenza dei requisiti di qualificazione alla stessa (cfr. Sez. III, 5 dicembre 2013, n. 5781, 4 settembre 2013, n. 4431; Sez. IV, 26 maggio 2014, n. 2675, 13 marzo 2014, n. 1224, 6 giugno 2008 n. 2683; Sez. V, 21 novembre 2012, n. 5900, 19 giugno 2013, n. 3563, 23 gennaio 2012, n. 262, 20 giugno 2011, n. 3698, 28 febbraio 2002, n. 1229; 23 giugno 1999, n. 438; Sez. VI, 2 maggio 2012, n. 2508, 13 febbraio 2004, n. 557).
L’afferenza del divieto alla fase esecutiva, e la correlativa irrilevanza dello stesso ai fini della partecipazione alla procedura di gara, è confermata nel caso di specie dalla clausola risolutiva contenuta nel comma 2 dell’art. 6 del capitolato per il caso di violazione del divieto in questione («l’inosservanza di tale divieto costituisce espressa clausola di risoluzione contrattuale e comporterà la segnalazione agli organismi ed autorità competenti al fine dell’applicazione delle sanzioni»). Non è pertanto pertinente al caso oggetto del presente giudizio il precedente di questa Sezione che invece l’appellante principale cita a conferma della fondatezza delle proprie censure (sentenza 17 settembre 2008, n. 4382).”

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