Norme applicabili alla progettazione nei settori speciali (Art. 206)

SeA no name miniCons. Stato, sez. VI, 09.02.2015 n. 634
(sentenza integrale)

“Giova premettere che all’appalto integrato per cui è giudizio, in quanto ricompreso nella categoria oggettuale di cui all’art. 213 d.lgs n.163 del 2006 (porti e aeroporti), è applicabile la terza parte del Codice dei contratti pubblici, relativa ai contratti di lavori, servizi e forniture nei settori speciali. Ne deriva che trova applicazione, così come già ampiamente sottolineato dal TAR Puglia, l’art. 206 del Codice dei contratti pubblici, il quale indica le disposizioni della parte II applicabili ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture nei settori speciali.
In particolare, l’art. 206, comma 1 sottolinea come “Nessuna altra norma della parte II, Titolo I, si applica alla progettazione e alla realizzazione delle opere appartenenti ai settori speciali”. Viene, dunque, indicato un principio di tassatività rafforzato per quegli appalti di progettazione e di costruzione di opere relativi ai settori speciali, come quello di cui è causa.
Non può, quindi, neanche essere accolto il rilievo fatto da parte appellante, per cui la clausola del bando sarebbe valida ai sensi dell’art. 163 comma 3 del d.lgs. n.163 del 2006 secondo cui “nel rispetto del principio di proporzionalità, gli enti aggiudicatori possono applicare altre disposizioni della parte II, alla cui osservanza non sono obbligati in base al presente articolo”. Infatti, come ben ricordato dal giudice di primo grado, detta norma deve essere letta in combinato disposto con il comma 1, ultima parte, della disposizione più volte richiamata, dovendosi così ritenere che l’eccezionale possibilità che hanno gli enti aggiudicatori che operano nei settori speciali di richiamare altre disposizioni della parte seconda del Codice ( diverse da quelle nominativamente contemplate) non riguardi gli appalti di progettazione e lavori.
Sarebbe dunque errato, secondo quanto appena detto, ritenere applicabile alla fattispecie in esame l’art. 90 del Codice dei contratti, trattandosi di disposizione non espressamente richiamata dal citato art. 206.
Ciò premesso sul piano della disciplina normativa di rango primario, ritiene il Collegio – in ciò in parte dissentendo dalla conclusioni raggiunte dal giudice di primo grado – che l’art. 11.2 del disciplinare di gara, a proposito del contenuto della busta “A” relativa alla documentazione amministrativa, non prevedesse una disciplina speciale incompatibile con quella applicabile ai settori speciali al punto da ritenere tale clausola nulla – come appunto ritenuto dal Tar – per contrarietà ad una norma imperativa della disciplina normativa applicabile ai settori speciali.
Tale disposizione, infatti, per la parte che qui interessa, si limita a specificare che nell’istanza devono essere individuati espressamente i nominativi ed i dati di tutte le figure professionali deputate all’espletamento delle prestazioni di progettazione e coordinamento della sicurezza e deve essere indicata la persona fisica incaricata dell’integrazione tra le varie prestazioni specialistiche, a pena di esclusione. Pertanto la disposizione di lex specialis, lungi dal richiedere l’immediata indicazione già in sede di allegazione della documentazione amministrativa del nominativo del coordinatore della sicurezza, si limitava a richiedere un elenco nominativo dei progettisti incaricati della progettazione e del coordinamento della sicurezza e, nominativamente, del soggetto incaricato dell’integrazione tra le varie prestazioni specialistiche.”

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