L’obbligo dichiarativo ex art. 38 riguarda tutti i direttori tecnici dell’impresa ?

 

L’obbligo dichiarativo ex art. 38 riguarda tutti i direttori tecnici dell’impresa?
Secondo quanto stabilito dalla giurisprudenza di questo Consiglio (Consiglio di Stato, Sez. V, 27 agosto 2014, n. 4372 e 21 novembre 2011, n. 6136), i direttori tecnici tenuti a rilasciare la dichiarazione sostitutiva prevista dall’art. 38 del d.lgs. n. 163 del 2006 sono quelli che rivestono tale posizione rispetto al settore operativo nel quale la commessa si iscrive e non anche tutti i preposti tecnici a settori di attività in qualsiasi modo implicate nell’attività esecutiva dell’appalto.
Al riguardo non è decisiva l’obiezione che la controversia riguarda l’aggiudicazione di un servizio e non di lavori pubblici, atteso che la giurisprudenza del Consiglio ha già avuto modo di reiteratamente ritenere che la posizione di direttore tecnico possa trovare applicazione, nei congrui casi, ai fini della soggezione agli obblighi previsti dall’art. 38 cit., anche in materia di servizi (Consiglio di Stato, sez. V, n. 3364 del 26 maggio 2010 e n. 1790 del 24 marzo 2011).
Il riferimento effettuato dall’art. 38 del d. lgs. n. 163 del 2006 alla figura del direttore tecnico riguarda quindi solo coloro che rivestano tale posizione rispetto al settore operativo al quale la commessa attiene, e non anche tutti i preposti tecnici a settori di attività in qualsiasi modo implicate nell’attività esecutiva dell’appalto.
Diversamente opinando, cioè se le dichiarazioni sul possesso dei requisiti di moralità fossero richieste a tutti i responsabili tecnici presenti nell’impresa, si estenderebbe l’obbligo dichiarativo a soggetti non previsti dall’art. 38 citato e si determinerebbe un’inammissibile applicazione analogica di cause di esclusione dalla gara, in violazione del principio di tassatività di cui all’art. 46, comma 1, del d. lgs. n. 163 del 2006.
Peraltro l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza n. 24 del 2014, ha esplicitamente affermato che scopo dell’art. 38 citato è quello di impedire interferenze nella gestione delle imprese partecipanti ad appalti di soggetti aventi un effettivo potere giuridico di condizionare la sua attività; il che, conseguentemente, comporta che deve escludersi la possibilità di condizionamento da parte del preposto tecnico a settori di attività implicate solo marginalmente nell’attività esecutiva dell’appalto.

Consiglio di Stato, sez. V, 12.01.2015 n. 35
(sentenza integrale)

 

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