Obbligo di presentare l’offerta a mezzo del servizio postale

lui232Cons. Stato, sez. VI, 30.12.2014 n. 6434
(sentenza integrale)

“Il collegio non ha che da segnalare un precedente specifico della IV Sezione di questo Consiglio (v. sent. n. 458/2013) con il quale è stato affermato che “la giurisprudenza di questo Consiglio di Stato è saldamente orientata nel senso che, proprio alla stregua della disposizione da ultimo citata (vale a dire, l’art. 77 del d. lgs. n. 163/2006 n. d. est.) è del tutto legittima l’opzione della stazione appaltante che ritenga nel bando di gara di escludere la possibilità di autopresentazione, in quanto il divieto della consegna diretta dei plichi presso gli uffici della stazione appaltante contribuisce ad assicurare la massima imparzialità dell’operato amministrativo, la par condicio tra i partecipanti e la segretezza delle offerte, scongiurando in radice il rischio di una dispersione di notizie riservate (cfr. Cons. Stato, sez. V, 26 luglio 2006, nr. 4666; id., 18 marzo 2004, nr. 1411; id., 30 aprile 2002, nr. 2291). Pertanto, è facoltà dell’amministrazione esigere le maggiori garanzie di trasparenza e imparzialità garantite dal servizio pubblico postale (cfr. Cons. Stato, sez. V, 13 gennaio 2005, nr. 82) . Né è in alcun modo possibile, a fronte dei piani principi testé richiamati, predicare un contrasto con la normativa europea del citato art. 77, nella parte in cui, riconoscendo alla stazione appaltante facoltà di scelta in ordine alle modalità di trasmissione delle domande di partecipazione alla gara, le consente di escludere la consegna a mano…il paragrafo 6 dell’art. 42 della direttiva 2004/18/CE… si limita a distinguere fra la trasmissione “per iscritto” e la forma orale (“per telefono”, con ulteriore salvezza della facoltà per la stazione appaltante di richiedere motivatamente, in quest’ultimo caso, una conferma scritta), ma nulla dispone in ordine alle possibili modalità – fra cui, appunto, rientra anche la consegna a mano – con cui la domanda formulata per iscritto può essere presentata; ne consegue che anche la decisione di quali, fra dette modalità, consentire e quali escludere deve ritenersi rientrante nella discrezionalità riconosciuta alla stazione appaltante, in sede di predisposizione del bando di gara, dal paragrafo 1 dello stesso art.42…” (nel 2013 la IV Sezione, riformando una sentenza del Tar Lazio, ha giudicato legittima l’esclusione da una gara di un r.t.i. per violazione della clausola del bando di gara che imponeva ai concorrenti di far pervenire le domande di partecipazione alla procedura e la documentazione annessa “esclusivamente mediante raccomandata, assicurata o postacelere del servizio postale nazionale, ovvero mediante corriere abilitato”, esclusione decisa poiché il plico con domanda e documentazione era stato depositato a mano direttamente presso gli uffici della stazione appaltante: evidente l’affinità tra la controversia definita dalla IV Sezione e la fattispecie all’esame di questo collegio).”

www.giustizia-amministrativa.it