Servizi “complementari” e serivizi “estensivi” (Art. 57)

SeA no name miniCons. Stato, sez. III, 25.11.2014 n. 5827
(sentenza integrale)
(estratto)
Va, senza dubbio, affermato che la controversia attiene unicamente alla questione se ricorrono o meno i presupposti di cui all’art. 57,comma 5, citato, non essendo richiamata negli atti di affidamento la norma del capitolato tecnico (5.5.1 –Allegato A) che riguarda l’utilizzabilità di atti aggiuntivi al contratto originario.
La motivazione del provvedimento non può essere, d’altra parte, modificata o integrata in sede di giudizio, per cui non è ammissibile il motivo di appello con cui l’Amministrazione porta a giustificazione del provvedimento impugnato un argomento che non si evince nemmeno implicitamente dalla sua motivazione (da ultimo, Consiglio di Stato, Sez. IV, 26/08/2014, n. 4303).
4.1. – Il Collegio condivide la decisione del primo giudice, secondo cui non sussistono i presupposti di cui all’art. 57, comma 5, né lett. a) , né lett. b), che l’amministrazione richiama nel provvedimento di affidamento diretto.
La lett. a) del comma 5 dell’art. 57 cit. consente il ricorso alla procedura negoziata per i servizi complementari, non compresi nel progetto iniziale, nè nel contratto iniziale, che, a seguito di una circostanza imprevista, sono divenuti necessari all’esecuzione dell’opera o del servizio oggetto del progetto o del contratto iniziale.
Il TAR ha ritenuto correttamente che i nuovi servizi non potevano qualificarsi come “complementari”, in quanto non andavano a completare il servizio originario con servizi accessori nei confronti dei medesimi impianti originariamente individuati, ma come “estensivi” dell’originario incarico, atteso che le ulteriori prestazioni dovevano “assicurare analogo servizio manutentivo” ad altri impianti tecnologici.
Tali impianti tecnologici sono, all’evidenza, del tutto diversi ed autonomi funzionalmente ed economicamente dagli impianti oggetto dell’originario affidamento, come è palese dal confronto del Capitolato Tecnico dei servizi complementari al PTE – attività integrative ed aggiuntive – con il PTE del 19.06.2013, relativo al contratto originario che concerne “servizi energetici per gli impianti di climatizzazione, servizi tecnologici per impianti di climatizzazione estiva, servizi tecnologici per gli impianti elettrici speciali e di illuminazione, servizio tecnologico per impianto antincendio, servizi tecnologici per impianti di trasporto verticale ed orizzontale”.
I servizi “complementari” successivamente affidati riguardano invece: piscine terapeutiche; impianti di trattamento produzione e distribuzione acqua dialisi; impianti di produzione e distribuzione gas medicali; impianti di distribuzione aria compressa non medicale; impianti e apparecchiatura di sterilizzazione; apparecchiature autonome interconnesse agli impianti generali di distribuzione energia primaria, etc..
Non può neppure parlarsi di “accessorietà funzionale o economica” tra i servizi oggetto del progetto iniziale e quelli successivamente affidati che si sia manifestata a seguito di una “circostanza imprevista”, tanto da essere divenuti questi ultimi necessari solo in un secondo momento alla esecuzione del contratto originario.
L’Azienda asserisce che l’imprevedibilità sarebbe consistita nel fatto di essersi resa conto che la Convenzione non prevedeva alcuni impianti, per i quali vi era necessità di esternalizzare la gestione e manutenzione, solo dopo mesi di riunioni per conoscere con compiutezza il contenuto della complessa Convenzione CONSIP. Tuttavia, tale giustificazione non è accettabile: l’imprevedibilità non può attenere ad un vizio conoscitivo della Convenzione riferibile a fatto dell’Amministrazione, dovendo trattarsi di circostanza indipendente dal comportamento e dalla diligenza di quest’ultima.
Si tratta, come ammette la stessa Azienda, di servizi di gestione, conduzione e manutenzione di “impianti tecnici speciali” non ricompresi nel progetto iniziale, anzi espressamente esclusi da quel progetto (cfr. pag. 10 del P.T.E. approvato il 19.6.2013 – doc. 7 produzione documentale G. S.p.A. del 22.10.2013 innanzi al TAR), né ricompresi astrattamente nella Convezione CONSIP – MIES, tanto che è stato necessario per i prezzi mancanti far ricorso a “prezzi risultanti da analisi, redatte nel pieno rispetto degli artt. 32 e 163 del DPR n. 207/10 applicabili per lavori, ma estesi ai sopracitati servizi, dedotti dal ribasso del 90%, offerto in gara dall’Assuntore sulla quota definita dalla citata Convenzione CONSIP” (pag. 3 della delibera 420 del 20.6.2013).
E d’altra parte, la motivazione della delibera n. 420/2013 mette chiaramente in evidenza come l’“accessorietà” o “necessità per l’esecuzione dell’appalto” è consistita unicamente nella preferenza dell’Amministrazione per l’“unicità della responsabilità” dell’Assuntore dei vari servizi.
La ratio dell’art. 57, comma 5, viceversa, è tale che il carattere di complementarietà dei servizi rileva sotto il profilo funzionale e non sotto il profilo della convenienza per l’Amministrazione ad avere un unico interlocutore per lo svolgimento di più servizi tra loro autonomi funzionalmente.
4.2. – Neppure sussistono, come afferma la sentenza appellata, i presupposti di cui alla lett. b) dell’art. 57, comma 5, citato, alla cui stregua possono affidarsi senza gara “nuovi servizi” la cui necessità di esecuzione è sorta in un momento successivo all’effettuazione dell’originario affidamento e subordinatamente alla circostanza che tale evenienza fosse stata prevista “nel bando del contratto originario”.
Viceversa, nel caso in esame, si è trattato dell’estensione del medesimo servizio manutentivo ad altri impianti tecnologici.
Risulta, infatti, che sin dall’approvazione del PTE e della bozza dell’Ordinativo Principale di fornitura, con delibera n. 420 del 20.6.2013, l’Amministrazione era ben consapevole della necessità di assicurare analogo intervento manutentivo anche agli impianti tecnologici e apparecchiature speciali non ricompresi nell’attivata Convenzione (cfr. pag. 2 della delibera).

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