Revisione prezzi negli appalti di servizi esclusi (Art. 115)

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TAR Bari, 14.10.2014 n. 1184
(sentenza integrale)

In linea di stretto diritto, che l’art. 20 del D.Lgs. n. 163/2006 inserito nella Parte I “Principi e disposizioni comuni e contratti esclusi in tutto o in parte dall’ambito di applicazione del codice”, Titolo II “Contratti esclusi in tutto o in parte dall’ambito di applicazione del codice”, disciplina gli appalti di servizi elencati nell’Allegato II B del codice.
Segnatamente, in relazione agli appalti di servizi sopra richiamati, il comma 1 restringe l’ambito di operatività del Codice alle specifiche norme qui di seguito indicate: articolo 68 (specifiche tecniche), articolo 65 (avviso sui risultati della procedura di affidamento), articolo 225 (avvisi relativi agli appalti aggiudicati).
Pertanto, deve anzitutto premettersi che gli appalti di servizi di cui all’Allegato II B non soggiacciono alla disciplina dettata dal Codice, ad eccezione delle norme sopra richiamate e dei principi generali elencati dall’art. 27 del citato testo normativo.
Ciò posto, il servizio di cui si controverte nel caso di specie appartiene alla categoria dei servizi di assistenza sanitaria – sociale di cui all’allegato II B del D.Lgs. 163/2006, svolgendo in sé e per sé un evidente ruolo di primario interesse pubblicistico volto al contenimento e alla razionalizzazione delle situazioni emergenziali correlate all’immigrazione clandestina.
L’art. 115, pertanto, non trova applicazione alla convenzione per cui è causa, in quanto, in considerazione del peculiare rilievo pubblicistico del servizio dato in appalto, è consentito all’Amministrazione resistente escludere l’operatività del meccanismo automatico della revisione prezzi.
A tal riguardo, è opportuno richiamare quanto già affermato dal Giudice Amministrativo in fattispecie del tutto assimilabili (cfr., inter alia, T.A.R. Lazio, sez. II, 13 aprile 2010 n. 6655; T.A.R. Sardegna, Sez. I, sent. n. 433/2014), ove si è sostanzialmente messo in evidenza che in presenza di enti aggiudicatori che operino in virtù di diritti speciali o esclusivi o a tutela di peculiari ipotesi di rafforzato interesse pubblicistico la norma sulla revisione prezzi di cui all’art. 115 d.lgs. 163/2006 risulta comunque derogabile dalla volontà delle parti che la eliminino dalla pattuizione o che inseriscano nel contratto una apposita clausola che ne limiti o ne escluda l’operatività.
Nel caso in esame, l’art. 19 del Capitolato di Appalto esclude inequivocabilmente l’applicazione di qualunque meccanismo di revisione dei prezzi.
Da quanto sin qui evidenziato, non può configurarsi in capo all’Amministrazione l’obbligo di attribuire il richiesto incremento del corrispettivo, poiché, nel caso di specie, non trova applicazione il disposto di cui all’art. 115 d.lgs. 163/2006, essendone stata negozialmente esclusa l’operatività ed essendo evidenti i peculiari e rafforzati interessi pubblici specifici (anche inerenti alla tutela dell’ordine pubblico) posti a presidio della gestione.

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