Requisiti tecnici più rigorosi e restrittivi di quelli minimi (Artt. 42, 68)

SeA no name miniTAR Cagliari, 19.09.2014 n. 728
(sentenza integrale)
(estratto)
Occorre premettere che tanto la disciplina contenuta nell’art. 42 del codice dei contratti, avente ad oggetto i requisiti di ordine speciale delle imprese concorrenti negli appalti di servizi e forniture, quanto quella posta dall’art. 68 del medesimo codice, relativa alle specifiche tecniche nella stessa tipologia di appalti, è il frutto di un compromesso tra esigenze antitetiche: da un lato, quella di assicurare che le imprese con cui la P.A. contratta siano effettivamente idonee, dal punto di vista tecnico-professionale, all’esecuzione dell’appalto; dall’altro, quella di garantire la più ampia concorrenza, consentendo la massima partecipazione degli operatori economici alle gare pubbliche.
Per contemperare tali esigenze, come ha chiarito la giurisprudenza, il legislatore attribuisce ampia discrezionalità alla stazione appaltante nella determinazione dei requisiti di capacità tecnica, consentendole di porre anche requisiti più rigorosi e restrittivi di quelli minimi stabiliti per legge – dei quali si esclude, quindi, la tassatività – con il limite rappresentato dal rispetto dei canoni della ragionevolezza, proporzionalità, logicità (Cons. Stato, sez. IV, 13 gennaio 2010, n. 56; Cons. Stato, sez. V, 5 ottobre 2005, n. 5318; Cons. Stato, sez. V, 31 gennaio 2006, n. 348).
In tale ottica, ai sensi dell’art. 42, commi 2 e 3, cit., la stazione appaltante – nell’esercizio della discrezionalità di cui sopra – precisa nel bando quali documenti e requisiti devono essere presentati e dimostrati, che non debbono, comunque, eccedere l’oggetto dell’appalto.
Parimenti, in relazione alle specifiche tecniche, l’art. 68 cit. prescrive che le stesse devono consentire pari accesso agli offerenti e non devono comportare ostacoli ingiustificati alla concorrenza; e pone (cfr. i commi 4, 5, 6, 7 e 8) la clausola di “equivalenza”, in forza della quale, al fine di garantire la massima partecipazione delle imprese alle gare pubbliche, le stesse sono ammesse a dimostrare che le soluzioni proposte, pur avendo ad oggetto prodotti e servizi non conformi alle specifiche tecniche individuate e pretese dalla stazione appaltante, ottemperano in maniera equivalente alle prestazioni e ai requisiti definiti dalle specifiche stesse e, quindi, sono in grado di soddisfare, in maniera equivalente, le esigenze della stazione appaltante in relazione all’esecuzione del contratto.

(omissis)

Quanto alle specifiche tecniche prescritte per le attrezzature, parimenti non si possono considerare oltrepassati i limiti della ragionevolezza, della proporzionalità e della non discriminazione.
In primo luogo, come ha precisato la giurisprudenza, l’indagine relativa alla legittimità di clausole tecniche particolarmente restrittive e rigorose, deve necessariamente tenere conto dello scopo perseguito dall’amministrazione con l’appalto, quindi degli interessi pubblici coinvolti (Cons. Stato, sez. V, 22 settembre 2009, n. 5653).
Nel caso di specie, vengono in gioco interessi quali la sicurezza e l’incolumità pubbliche, essendo l’attività di controllo dei bagagli a mano in aeroporto preordinata alla tutela di tali beni. La rilevanza degli interessi che la stazione appaltante è chiamata a garantire giustifica, quindi, il particolare rigore nella determinazione delle specifiche tecniche.
In altri termini, rispetto agli scopi perseguiti, i requisiti tecnici riferiti ai sistemi radiogeni ed alle attrezzature strumentali ed accessorie agli stessi, non risultano affatto sproporzionati, anche in considerazione della continua evoluzione tecnologica in tale settore e della conseguente, rapida, obsolescenza delle strumentazioni impiegate.

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