Inefficacia del contratto anche in caso di avviso volontario per la trasparenza preventiva (Art. 79-bis)

SeA no name miniCorte Giustizia Europea (Causa C‑19/13)

(versione integrale)

(estratto)

L’articolo 2 quinquies, paragrafo 4, della direttiva 89/665 è stato trasposto dall’articolo 121, comma 5, del codice del processo amministrativo, il quale prevede che l’inefficacia del contratto prevista al comma 1, lettere a) e b), di tale articolo 121 non trova applicazione quando la stazione appaltante:

–abbia con atto motivato anteriore all’avvio della procedura di affidamento dichiarato di ritenere che la procedura senza previa pubblicazione di un bando di gara nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ovvero nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana sia consentita dal decreto legislativo n. 163/2006;

–abbia pubblicato, rispettivamente per i contratti di rilevanza comunitaria e per quelli sotto soglia, nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ovvero nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana un avviso volontario per la trasparenza preventiva ai sensi dell’articolo 79 bis del decreto legislativo n. 163/2006, in cui manifesta l’intenzione di concludere il contratto, e

  il contratto non sia stato concluso prima dello scadere di un termine di almeno dieci giorni decorrenti dal giorno successivo alla data di pubblicazione dell’avviso di cui alla lettera b).

Alla luce del principio della parità di trattamento e del diritto ad un ricorso effettivo, deve essere interpretato nel senso che esso non osta a che uno Stato membro riconosca, in capo all’organo responsabile della procedura di ricorso, la libertà di valutare la misura in cui un contratto concluso senza previa pubblicazione di un bando di gara nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea debba essere privato dei suoi effetti, qualora detto organo rilevi che l’amministrazione aggiudicatrice, nonostante la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea di un avviso in cui manifesta l’intenzione di concludere il contratto e l’osservanza di un termine sospensivo minimo di dieci giorni fra l’aggiudicazione di tale appalto e la firma del contratto, ha violato in maniera deliberata e intenzionale le norme in materia di pubblicità e di confronto concorrenziale di cui alla direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi.

Fonte: www. eur-lex.eu